lunedì 26 Febbraio 2024
Medioriente

Per non dimenticare Sabra e Chatila 2023

 

 

PER NON DIMENTICARE SABRA E CHATILA – 2023

 

 

IN LIBANO DAL 17 AL 23 SETTEMBRE, AL VIA LE ISCRIZIONI

PER LA DELEGAZIONE ITALIANA

 

NEL 41° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE,

INCONTRO INTERNAZIONALE A BEIRUT ACCANTO AI PROFUGHI,

PER SOSTENERE IL DIRITTO DEL POPOLO PALESTINESE

ALLO STATO E ALL’AUTODETERMINAZIONE

 

Partecipate – You are all mostly welcomed to join us!

 

 

Cari amici della Palestina,

 

la diaspora dei Palestinesi, causata dalla Nakba del 1948, resta una ferita profondissima e non sanata del mondo contemporaneo: metà di questo popolo è stato costretto a lasciare la sua terra, non ha il suo Stato e milioni di uomini e donne palestinesi vivono sparsi in diversi paesi del pianeta.

 

Oltre 400mila sono profughi in Libano dal 1948: le loro condizioni di vita sono terribili, aggravate nel corso degli anni dalle crisi economiche globali, dalle guerre che portano altri profughi anche nel Paese dei Cedri, ed inoltre, dopo la spaventosa pandemia che ha colpito il paese è seguita una crisi economica che non dà tregua a chi già soffre.

 

Anche quest’anno come ogni anno dal 2001, si terrà in Libano (dal 17 al 23 settembre) la settimana di commemorazione delle vittime del massacro di Sabra e Chatila che sarà occasione di conoscenza, solidarietà e informazione.

 

Da oggi e fino al 10 luglio siamo pronti a raccogliere le adesioni e a formare una delegazione dell’Associazione “Per non dimenticare ODV”.

 

Nello spirito dei nostri fondatori, Stefano Chiarini e Maurizio Musolino, andremo a ricordare uno dei massacri più brutali che si ricordi, commesso nel 1982 dalle forze falangiste e da quelle israeliane contro persone inermi, e a denunciare le condizioni di vita dei profughi, l’ignavia della comunità internazionale nei confronti della Palestina, il crescente razzismo con cui i governi israeliani stanno tentando di cancellare la questione palestinese, sfruttando l’islamofobia dilagante e il disprezzo dello straniero nel mondo occidentale per ‘sfilarla’ dall’agenda internazionale.

 

E’ molto importante andare in Libano e conoscere la realtà di quel pezzo di umanità scacciata dalle proprie case nel 1948 e, dopo venti anni, nel 1967, rappresentata da uomini e donne che non sono potuti tornare indietro e che non possono guardare al futuro perché non hanno patria. Cittadini di serie B in un paese che li ospita malvolentieri.

Serve a capire la questione palestinese, la crudeltà delle detenzioni di massa nelle carceri israeliane (sono rinchiusi illegalmente senza processo, uomini, donne e minori, oltre a una decina circa di parlamentari), le sistematiche incursioni contro Gaza, la repressione in Cisgiordania, l’arroganza dello Stato sionista che continua nella politica di occupazione delle terre, di espansione delle colonie, di espulsione forzata dei Palestinesi da Gerusalemme Est.

Si conosce da vicino anche tutto questo andando in Libano, visitando i campi, parlando con le forze politiche e sociali, ricordando che il Diritto al ritorno è sancito dalla Legge internazionale.

 

E’ importante andare ogni anno, quando ricorre la strage di Sabra e Chatila, per ribadire che noi NON dimentichiamo.

 

Per questi motivi facciamo appello all’opinione pubblica italiana, ai democratici, agli uomini e alle donne di cultura, alle associazioni, ai politici, ai semplici cittadini, per formare una delegazione il più possibile numerosa e venire con noi e con altre delegazioni internazionali in Libano, dove i nostri compagni di Beit Atfal Assomoud sono già impegnati nella programmazione dell’evento, allo scopo di:

 

– stare accanto ai Palestinesi durante le celebrazioni del 41° anniversario del massacro

 

– conoscere la realtà di un popolo rifugiato

 

– chiedere alle autorità e alle forze politiche libanesi, con le quali il nostro paese ha ottimi rapporti di cooperazione, che venga fatto ogni sforzo per consentire ai Palestinesi di avere una vita dignitosa

 

– ricordare che il Diritto al Ritorno è sancito dalla legge internazionale, con la risoluzione ONU 194, ma disatteso

 

– chiedere la fine delle aggressioni e delle repressioni contro il popolo palestinese e la fine dell’occupazione militare della Palestina

 

– denunciare l’ebraicizzazione di Israele, l’espandersi delle colonie, le politiche statunitensi e israeliane impegnate a realizzare sul campo il progetto neocoloniale del sionismo, eliminando il diritto al ritorno dei non ebrei e dei Palestinesi nati in quelle terre.

 

E’ necessario contrastare la propaganda sionista denunciando lo stato di Israele (che si spaccia come l’unica democrazia del medio oriente) come stato razzista e di apartheid

 

La nostra delegazione in Libano si impegna a denunciare tutto questo, i nostri silenzi, quelli dell’Occidente, dell’Europa, del nostro Governo. Per non essere complici.

 

Per queste ragioni vi chiediamo di comunicarci nel più breve tempo possibile la vostra intenzione di partecipare, per consentirci di organizzare al meglio la visita.

 

Contiamo anche quest’anno di essere numerosi.

 

L’ Associazione “Per non dimenticare ODV”