domenica 3 Dicembre 2023
Politica italiana

Chiamate gli infermieri

Non so quale virus circoli
nell ’aria, ma a naso parrebbe
molto più insidioso
del Covid. Perché non attacca i
polmoni, ma il cervello. Ieri, come
fosse la cosa più normale del
mondo, il pregiudicato per mafia
Marcello Dell’Utri, circondato da
altre preclare fedine penali, ha
preso la parola al cimitero Monumentale
di Milano mentre il pregiudicato
Silvio Berlusconi veniva
iscritto all’albo dei milanesi illustri
grazie al concorso esterno
del sindaco Sala e della sua maggioranza.
Il pregiudicato vivo, celebrando
quello morto, l’ha paragonato
a Cavour e a Mazzini. Poi
Paolo Berlusconi ha citato Dante
e morta lì. Intanto, su Repubblica,
Francesco Merlo paragonava il
fumettista Zerocalcare – reo di aver
disertato il Lucca Comics, patrocinato
dell’ambasciata israeliana
– ai terroristi di Hamas reduci
dal pogrom di 1.400 ebrei.
Testuale: “Zerocalcare neppure si
rende conto di somigliare adHamas
e gli pare una gran figata buttare
i suoi razzi di fumo-fumetto
su Israele, così si decora la coscienza
e si sente come le pantere
nere alle Olimpiadi del 1968”. In
attesa degli infermieri, che non
arrivano mai, varie firme diRepsi
sono dissociate dal poveretto con
qualche lustro di ritardo (fra le altre
sue imprese, rammentiamo il
grazioso parallelo fra Beppe Grillo
e il “Malpassotu che, da un buco
della campagna siciliana, masticando
odio e cicoria, scagliava i
suoi pizzini per sfregiare i nemici
e umiliare gli innocenti”: cioè
Giuseppe Pulvirenti, boss della
mafia catanese reo confesso di una
faida da 100 morti l’anno).
Uscito dalla redazione di Rep,
il virus è planato sul sottosegretario
Alfredo Mantovano, persona
solitamente equilibrata. Il quale,
a proposito dello scherzo telefonico
allaMeloni, ha dichiarato che
“lei l’aveva capito subito”. E neppure
si è accorto di rendere ridicolo
se stesso, ma anche lei. Che –
basta ascoltare la telefonata –non
aveva capito un bel nulla. Sennò
avrebbe messo giù subito, non dopo
un quarto d’ora, e avrebbe avvertito
il Parlamento (Copasir).
O, se avesse voluto godersi lo
scherzo, avrebbe ripetuto ciò che
dice in pubblico sulla ritrovata
sintonia con Macron e sul radioso
avvenire dell’Ucraina. Invece ha
pregato il finto leader africano di
tenere per sé le confidenze, poi ha
detto peste e corna dell’a lleato
francese e dell’offensiva ucraina,
infine gli ha annunciato in anteprima
mondiale un piano per “una
via d’uscita accettabile per entrambe
le parti” (Kiev e Mosca).
Tutte cose che non avrebbe dovuto
dire neppure al vero leader africano,
mai visto né conosciuto
prima. Figurarsi a due comici russi.
Ora si attende che la chiamino
le Iene travestite da Putin e da Zelensky
per chiudere la guerra. E
che Giambruno annunci la sua
separazione dalla compagna per
il vergognoso fuorionda.