domenica 21 Luglio 2024
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Un grazie dall’Università per la pace delle Marche

Care Amiche e cari Amici,

desideriamo informarvi che, grazie alla mobilitazione corale di tante persone ed Enti a livello locale e anche nazionale, l’Università per la Pace non è stata sciolta e continuerà a diffondere la cultura della pace. Ricordiamo che l’esistenza della stessa era stata messa a rischio da un articolo inserito nella Proposta di legge regionale – la 256/2024 – finalizzata a rafforzare il ruolo delle Marche nell’ambito della Macroregione Adriatico-Ionica e approvata Lunedì 15 Luglio dal Consiglio regionale delle Marche.

Vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine per il sostegno davvero grande che ci avete mostrato con le parole, con l’impegno, con le mail, con le preghiere e con tanto affetto manifestato e per tutto questo ricambiamo di vero cuore.

Un Grazie forte e deciso va alle prese di posizione espresse in vari modi dagli Enti soci dell’Università per la pace, dalle quattro Università marchigiane, dalle tante Associazioni e Organizzazioni del Terzo Settore delle Marche e non solo, dai Sindacati marchigiani, dal CAL e dal CREL delle Marche, dai Consiglieri regionali aperti ai temi della pace e dai numerosissimi cittadini e cittadine di tutt’Italia che si sono esposti in maniera viva e creativa.

Con questa decisione il Consiglio Regionale delle Marche riconosce di fatto il lavoro svolto in quindici anni di attività e ancora di più l’intuizione alla base della costituzione dell’Università per la pace prevista dalla Legge Regionale n.9/2002: far entrare i temi della pace nelle Istituzioni – a partire dalla Regione – grazie al contributo di conoscenza e ricerca garantito dalle Università degli studi e all’attivismo delle Organizzazioni del Terzo Settore e di tutti quanti sono sensibili a queste problematiche.

Sostenuti e incoraggiati da tanto fervore, continueremo, quindi, a nome di tutti a impegnarci per la diffusione della cultura della pace. Ancora grazie!

Ancona, 16 Luglio 2024

Il Presidente                           

                                                               Mario Busti                                    

Lettera aperta PDL regionale 256-2024