Goletta verde
UN’ORIGINALE camminata lungo la spiaggia, dal Porto alla Palla, con in spalla stoviglie in plastica di dimensioni ciclopiche. E’ iniziata così, con un’azione provocatoria, tra i bagnanti confusi e increduli, la tappa pesarese di Goletta verde, che oltre a monitorare la qualità delle acque marine alla foce dei nostri fiumi, ha voluto lanciare un monito contro l’insostenibile pesantezza dell’usa e getta. I 9 ragazzi dell’equipaggio (età media 30 anni), supportati da diversi volontari cittadini, hanno attraversato tutta la spiaggia di Ponente fino alla Palla, familiarizzando con chi si avvicinava e informando sui rischi di un mare invaso dai rifiuti. «SI E’ TRATTATO di un trash mob esagerato, con piatti e posate alte più di 2 metri – spiega il presidente di Legambiente Pesaro, Enzo Frulla – perché esagerato è l’impatto che tutte le stoviglie usa e getta, se non smaltite correttamente, hanno sull’ambiente per centinaia di anni, senza scomparire mai del tutto, frammentandosi microplastiche che raggiungono facilmente il mare finendo per contaminare la catena alimentare». Un tema, quello del «marine litter» da sempre caro all’associazione ambientalista, che da anni si sta battendo per contenere un fenomeno che sta assumendo proporzioni devastanti, sotto gli occhi di tutti. I NUMERI dei rifiuti in plastica censiti da Legambiente sulle nostre spiagge sono a dir poco preoccupanti: nei 78 lidi monitorati quest’anno, i volontari hanno trovato quasi 50mila rifiuti, una media di 620 rifiuti ogni 100 metri. «Di questi – racconta Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde – il 95% è di plastica, fra cui bottiglie e contenitori per bevande, bicchieri, cannucce, posate e piatti, nonché tappi, coperchi e anelli. Ben un rifiuto su tre è stato creato per essere gettato immediatamente dopo l’uso. E’ necessario porre un freno. E la scelta dipende da noi. Perché se i supermercati li vendono, significa che li chiediamo. Quindi dobbiamo decidere di comprare altro, per esempio usare oggetti riutilizzabili o in materbi». Un contributo importante viene purtroppo dalle bottiglie di plastica, che rappresentano uno dei principali rifiuti trovati sulle nostre spiagge. Un problema che ci riguarda da vicino, visto il record tutto italiano di consumo di acqua in bottiglia: ogni anno oltre 8 miliardi, tanto che siamo il terzo Paese al mondo per consumo di acqua imbottigliata. «L’USA e getta viene usato per pochissimo tempo ma ha un costo elevatissimo per l’ambiente – spiega Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche –. Ecco perché è necessario aumentare la consapevolezza dei consumatori, ma anche che il nostro Paese anticipi la direttiva europea sul monouso di plastica, proponendo obiettivi più ambiziosi e restrittivi, mettendo al bando delle stoviglie di plastica. Stiamo cercando di spingere anche i Comuni e già arrivano le prime vittorie. Lo hanno fatto le isole Tremiti, e dieci comuni in Sicilia si stanno muovendo, più altri in Abruzzo. Speriamo accada anche qui nelle Marche».
