mercoledì 29 Aprile 2026
Politica locale

«Prodotti sfusi e alla spina» Fabbri alla guerra della plastica

RIDURRE drasticamente l’uso della plastica e la produzione dei rifiuti che soffocano i nostri mari, deturpano i bordi delle strade e ammorbano l’ambiente. Per raggiungere questo obiettivo, il consigliere regionale pentastellato Piergiorgio Fabbri si è fatto promotore di una proposta di legge appena votata all’unanimità dal consiglio regionale che promuove la cosiddetta «economia circolare» e riduce l’uso di imballaggi. CONSIGLIERE Fabbri, come intendete raggiungere questo traguardo? «Attraverso la concessione di contributi per l’apertura di negozi di prodotti sfusi e alla spina. Una proposta di legge fortemente voluta dal M5S, e in linea con l’iniziativa «plastic free challenge» del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ma che in realtà ha visto l’appoggio di tutti i gruppi consiliari e della Commissione regionale, che ha lavorato in modo congiunto sul testo finale». Concretamente in cosa consiste? «La legge destina oltre 100.000 euro (50.000 per il 2019 e altri 50.000 per il 2020) di fondi regionali all’apertura di nuove attività o semplicemente di corner all’interno di negozi già esistenti». Che vantaggi può portare ai cittadini? «Secondo una stima di Federconsumatori, potrebbe consentire risparmi per le tasche delle famiglie di quasi 700 euro all’anno, circa il 10% del prezzo finale del prodotto». In Regione qualcosa dunque si muove, ma nella recente premiazione dei comuni ricicloni fatta da Legambiente in provincia, i comuni di Pesaro e di Urbino non hanno brillato particolarmente «Da anni il Cosmari di Macerata riunisce oltre il 70% dei Comuni che superano la soglia di legge del 65% di raccolta differenziata. Da noi il dato è molto più basso e la gestione di Marche Multiservizi non è altrettanto virtuosa». Cosa contestate? «Per esempio l’ultima tendenza di fare la raccolta porta a porta dei rifiuti solo per l’indifferenziato». Perché? «Non porta miglioramenti consistenti e introduce molte storture..». Quali? «Se un cittadino inserisce qualcosa che non deve, il sacchetto non viene ritirato, a scopo educativo. Ma poi succede che, per evitare di tenersi il sacchetto per un’altra settimana, le persone sono spinte ad inserire nel resto della raccolta differenziata rifiuti non differenziabili, abbassandone la qualità. Per esempio inseriscono nella carta anche quella sporca, o nella plastica pezzi che non sono imballaggi. Questo abbassa di conseguenza anche il contributo che paga il Conai ai gestori, con pesanti ripercussioni per tutti noi sulla tassa dei rifiuti che non si abbassa come dovrebbe». Cosa propone? «Lo diciamo da sempre: il porta a porta per tutti i tipi rifiuti, che porterebbe ad una maggiore differenziata e alla possibile riduzione della Tari. Ma questa scelta impegna maggiormente il gestore in termini economici e di personale. E poi, ovviamente, la raccolta differenziata deve viaggiare parallelamente con la riduzione dei rifiuti alla fonte». Cosa spera di ottenere con la nuova legge? «Spero che si aprano molti negozi di prodotti sfusi ed alla spina, e soprattutto che cresca l’acquisto critico e consapevole. I contenitori possono essere utilizzati tante volte eliminando il packaging. Inoltre l’obiettivo è incrementare l’acquisto di prodotti da filiera corta, magari tipici e a km zero».