domenica 10 Maggio 2026
Diritti

Lavoro, nulla sarà più come prima

«Nulla sarà più come prima per il mondo del lavoro, per le imprese e i settori economici che sono andati in sofferenza, per le realtà del Terzo settore, perché inevitabilmente l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 porterà con sé una nuova grave emergenza economica». Parte da qui il messaggio del vescovo Trasarti in occasione del 1° Maggio, in cui tanti stanno rischiando di perdere il lavoro. «La prima emergenza sarà il lavoro – sottolinea il vescovo -: abbiamo bisogno di un’economia che metta al centro la persona, la dignità del lavoratore e sappia mettersi in sintonia con l’ambiente naturale senza violentarlo, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile». Per Trasarti «ciò sarà possibile solo con la cittadinanza attiva e l’impegno di tutti noi in materia di stili di vita, nonchè con una rinnovata e consapevole responsabilità delle Istituzioni ad ogni livello». E’ quindi un impegno richiesto a tutti, tanto più ai credenti che «possono diventare segno di speranza». Per Trasarti «è questo il tempo» di cogliere la sfida di rendere il mondo un luogo migliore. Per far ciò occorre «riconsiderare una nuova agenda politica in cui: l’attenzione alle vulnerabilità di alcune fasce della popolazione; il presidio socio-sanitario nel territorio; la cura dei beni comuni; le relazioni intergenerazionali; le differenze etniche e culturali tra popoli; la tutela del lavoro, specie quello femminile; acquistino più importanza e siano considerate una ricchezza». Per il vescovo bisogna «riconsiderare la globalizzazione come una opportunità di cui non abusare, di cui non diventare schiavi, ma da governare verso una sana collaborazione tra i popoli e le nazioni per desiderare il bene comune e non per costruire strumenti di soggiogamento finanziario dei più forti a danno dei più deboli». La giustizia deve fare la sua parte: «sia adottata come metodo di risoluzione dei conflitti e per una equa «restituzione« verso persone e comunità e contro ogni forma di oppressione e di sfruttamento, di ricerca del potere fine a se stesso e di distruzione delle risorse naturali a vantaggio di pochi ricchi». Coniugare lavoro e sostenibilità, economia ed emergenza. «Questo è il tempo di ridare spessore all’essere comunità, con ideali condivisi, norme di comportamento accettate e praticate da tutti, progetti comuni, valori inclusivi, fiducia fraterna, solidarietà reciproca e relazioni amicali. Una comunità in cui nessuno sia lasciato indietro».