giovedì 30 Aprile 2026
Politica locale

«Fano-Urbino, così stanno le cose»

Rovinelli, ex responsabile regionale del progetto per la valorizzazione, fa chiarezza sulle varie ipotesi e propone

«Facciamo del tracciato ferroviario della Fano-Urbino un percorso riservato al trasporto elettrico su gomma: avremmo un viale alberato, un servizio efficiente e che non inquina e un gestore, Adriabus, già presente sul territorio». Sulla Fano-Urbino (linea ferroviaria e ciclabile) parla il funzionario pubblico Renzo Rovinelli al quale, durante giunta Ceriscioli, fu affidato il procedimento per la valorizzazione di quel tratto ferroviario. Partiamo dall’inizio: la giunta Ceriscioli ha sempre sostenuto di aver salvato la ferrovia. In sostanza cos’avreste fatto? «Siamo riusciti a mantenere integro il percorso nonostante la decisione di Rfi, nel 2017, di vendere il primo tratto della linea, poco meno di un chilometro partendo dalla stazione di Fano: si parlava di 465mila euro. Ci fu un intervento pesante del presidente Ceriscioli e del consigliere Biancani al quale seguì, il 27 gennaio 2017, una lettera dell’allora Ad di Rfi che ci annunciava di aver annullato il bando». Quindi ora la linea non è alienabile? «Successivamente abbiamo fatto un accordo con Rfi per mantenere l’integrità del percorso. Tenga presente che quel tracciato per Rfi ha un costo enorme e sono ben 200 le richieste avanzate dai privati per acquistare pezzi di linea, in corrispondenza delle loro abitazioni». Non pensa sia giusto decidere sulla base di uno studio di fattibilità la riattivazione o meno della ferrovia? «Guardi che esiste già una relazione dettagliata, è del 2017, da parte dell’allora Ad di Rfi sullo stato di conservazione della Fano-Urbino. In quella relazione sono indicati i 97 passaggi a livello, i tratti privi di binario, le rotaie costruite tra il 1920 e il 1940, le traversine in legno in stato di degrado, la mancanza di segnaletica. Se i ponti sono stati valutati in discreto stato di conservazione, nella relazione le gallerie sono giudicate in degrado e dal 2000 non più ispezionate per la chiusura degli imbocchi o l’invasione della vegetazione. L’importo previsto per la ristrutturazione della linea, la sistemazione delle gallerie, il rinnovo totale dei binari e la previsione di tutti gli impianti di sicurezza è indicato in 80milioni di euro più Iva. Ai quali aggiungere altri 30milioni per l’elettrificazione. Questo nel 2017. A fronte di tutto ciò voglio ricordare che nel 1987 quando la linea fu sospesa si vendevano 16 biglietti al giorno e le Ferrovie perdevano un miliardo di lire all’anno». Ma la Fano-Urbino è per legge una ferrovia turistica? «Lei si riferisce alla legge 128 del 2017 che io considero una legge fantasma mai finanziata» Per lei non c’è futuro né per il treno turistico né per la metropolitana di superficie? «O il trasporto ferroviario diventa una delle priorità del governo e allora si fa un grande progetto per il rilancio nel nostro territorio delle linee Fermignano-Cagli, Cagli-Pergola, Pergola-Fabriano e Fabriano-Roma, altrimenti non ha senso riattivare singoli monconi». La ciclabile: per non compromettere l’uso futuro della ferroviaria non potevate prevedere un percorso a 4-6 metri invece di 1,5? «Non si compromette nulla. Consideri che la ciclabile sulla Statale tra Fano e Fosso Sejore è stata costruita a 2-2,5 metri dai binari, in un tratto in cui passano oltre 50 treni al giorno a 200 km all’ora». Anna Marchetti