giovedì 30 Aprile 2026
Diritti

«Pillola abortiva, le Marche si adeguino»

Il sottosegretario Sandra Zampa contro la Regione, che ha detto no all’uso della Ru486 nei consultori. «Linee guida da rispettare»

 

Il no della Regione Marche alla pillola abortiva Ru486 nei consultori, anche quelli collegati agli ospedali, ha provocato la reazione del Ministero della Salute che, attraverso la sottosegretaria Sandra Zampa, ha manifestato sorpresa: «Ancora una volta – ha affermato Zampa – i diritti delle persone, in particolare delle donne, vengono calpestati in favore del preconcetto e dell’ideologia politica, in totale incoerenza con le indicazioni scientifiche. La Regione rispetti le linee-guida ministeriali che, come in moltissimi Paesi europei, prevedono per la Ru486 un regime ambulatoriale o di day-hospital». E’ scontro aperto, insomma, dopo che l’altro giorno in consiglio regionale, la maggioranza di centrodestra ha appunto bocciato l’uso della pillola abortiva Ru486 nei consultori delle Marche. Lo ha fatto respingendo una mozione presentata da Manuela Bora (Pd) sull’applicazione della legge 194 e sul diritto di abortire, dato l’elevato numero di sanitari obiettori, mentre la pillola abortiva viene somministrata solo in tre strutture a Urbino, San Benedetto del Tronto. Ma la maggioranza ritiene le linee guida ministeriali non vincolanti. Al centro della bufera, poi, ci sono le parole pronunciate da Carlo Ciccioli (Fratelli d’Italia) nell’ultima seduta del Consiglio regionale intervenendo sulla mozione (poi bocciata) di Pd e Rinasci Marche, prima firmataria la consigliera dem Manuela Bora, per un monitoraggio dell’effettivo rispetto dei diritti sanciti dalla legge 194. «La battaglia da fare oggi è la battaglia per la natalità – aveva detto Ciccioli –. Non c’è ricambio e non riesco a condividere il tema della sostituzione: siccome la nostra società non fa figli allora noi possiamo essere sostituiti dall’arrivo di persone che provengono da altre storie, continenti, etnie, vicende. Ritengo invece che un popolo ha una sua dignità e, nella sua memoria storica, antica e futura, la debba manifestare attraverso una sua identità e la sua capacità di riproduzione, che è una delle funzioni naturali di tutti gli organismi viventi». Di fronte a queste parole, il gruppo regionale del Pd ha presentato ieri un’interpellanza in cui chiede «se la politica del governo regionale si riconosce nelle gravi affermazioni» di Ciccioli che «rappresentano un’istigazione al rifiuto del diritto all’uguaglianza tra gli uomini e all’uguaglianza nella diversità».