Lesa Draghità
Aparte Crozza, gli unici divertimenti
in tv sono le
rassegne stampa. Ma solo
quando mostrano la prima pagina
del Fatto , quasi sempre totalmente
diversa dalle altre. A
quell ’orribile vista, i rassegnisti
sono colti dalla sindrome di Fantozzi
col megadirettore galattico:
lingua felpata, salivazione azzerata,
sudorazione a mille, le mani
due spugne. E si sentono subito
in dovere di prendere le distanze.
Il bizzarro fenomeno si deve, temiamo,
a un fraintendimento del
concetto di “rassegna stampa”,
che li induce a temere che lo spettatore
attribuisca a loro i nostri titoli.
Il precursore della rassegna
con excusatio non petita incor –
porata è Maurizio M’A nno i,
quello di Lineanotte, sempre un
po’assonnato per la fase digerente
post-abbacchio e peperonata:
“Questo naturalmente lo dice il
Fatto ”, è il suo mantra, come se
qualcuno potesse mai pensare
che lo dica lui. E, almeno in questo,
ha fatto scuola.
L’altra sera, alla rassegna di
Rainews 24, la brava presentatrice
mostrava una ventina di titoli
misto-bava & saliva senza fare un
plissé. Poi le toccava il Fat to:
“Draghi, un Conte-3 senza opposizione”
a proposito delle scelte in
totale continuità su chiusure,
prescrizione, Aspi, Ilva e Servizi.
E sprofondava nella più cupa costernazione,
scambiando per insulti
sanguinosi i nostri elogi a
Draghi che conserva il buono fatto
dal predecessore e le critiche ai
voltagabbana che lo lodano per le
stesse cose che rimproveravano a
Conte. Infatti cercava conforto in
ToniaMastrobuoni di Stampubblica:
“Tonia, insomma, un po’
duro questo titolo del Fatto … Non
è un po’ presto per tracciare già i
primi bilanci?”. Tonia, pronta,
l’aiutava a denunciare il delitto di
lesa draghità: ”Ma è ovvio. Quello
è, come si suol dire, un giornale
d’area, insomma (il suo invece è,
come si suol dire, il giornale della
Fca e di tante altre cose, insomma,
ndr). E quindi avendo avuto sempre
spiccate simpatie per i governi
Conte, non riesce a sganciarsi
da questo prisma attraverso cui
guarda l’agire di Draghi”. In cui,
prismi a parte, ella vede “un rigore
meraviglioso”, “persone straordinarie”,
“grandissimi profession
i st i ”, insomma “adesso le cose
stanno andando bene. Però, come
dimostra anche quest’ap ertu ra
del Fatto, la politica non sta mai
zitta. E quindi speculazioni, indiscrezioni,
interpretazioni completamente
fuori dal mondo…”. In
attesa di sapere dal direttore di
Rainews24 Andrea Vianello a
che titolo il “servizio pubblico”
chieda alla concorrenza di darci
le pagelle, temiamo di dover deludere
la Tonia e la sua spalla: noi
non staremo zitti e seguiteremo a
scrivere quel che ci pare senza il
loro permesso. Se però ci dicono
dove tengono lezioni di giornalismo,
magari passiamo a prendere
qualche ora di ripetizione.
