giovedì 30 Aprile 2026
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La situazione carceraria nelle Marche

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La
situazione relativa alle condizioni di vita degli istituti
penitenziari è tornata ad essere drammatica.

Nonostante
i provvedimenti messi in atto dall’allora governo Prodi, a
tutt’oggi si registra una situazione che è tornata ad essere
pesante.
Basti
pensare a quanto stabilito dall’UE circa le dimensioni della cella
di reclusione per ciascun detenuto per comprendere quanto il nostro
paese risulti essere al di fuori non solo della normativa europea ma
anche del buonsenso.
Una
situazione questa che rischia di peggiorare a causa del famigerato
“pacchetto sicurezza”: un insieme di norme che puntano alla
criminalizzazione e quindi ad un appesantimento del codice penale, e
che va nella direzione esattamente contraria alla depenalizzazione
dei reati minori: a titolo di esempio, si rischia la galera per la
semplice vendita di CD musicali contraffatti!
Anche
nelle Marche la situazione delle carceri risulta essere pesante.
Il
numero di detenuti è maggiore della reale capienza delle carceri.
Per
questo il gruppo consiliare del PRC, che ha partecipato alla campagna
“Ferragosto in Carcere”, ha invitato la III e la V Commissione
consiliare a porre nei rispettivi calendari di lavoro una seduta ad
hoc destinata ad affrontare la situazione carceraria delle Marche,
convocando quanti operano in quelle strutture, dai Direttori alle
associazioni di volontariato, dalle strutture socio sanitarie alle
istituzioni di garanzia create dalla Regione: l’obiettivo dovrà
essere quello della valutazione delle proposte che da quel mondo
vengono ed impegnare la Regione a sostenere progetti e azioni capaci
di modificare in concreto, per quanto possibile, quella drammatica
realtà, affinché il regime trattamentale del detenuto sia votata
all’effettivo recupero.
Sarebbe
importante pertanto che il PRC assuma anche da questo versante una
forte iniziativa politica, utilizzando le proprie strutture
istituzionali, i gruppi consiliari regionali in primo luogo, per
stimolare un ruolo attivo delle regioni che può insieme migliorare
la condizione della popolazione carceraria, la qualità dell’attività
degli operatori, e innalzare il livello di civiltà che il governo
Berlusconi e la sua cultura oggi offende e deprime.

Giuliano
Brandoni
Marcello
Pesarini