Riarmo nucleare russo

“Dopo gli attacchi aerei
Usa contro Belgrado, poi contro l’Afghanistan e l’Iraq e ora contro
la Libia, questa sta divenendo una tendenza stabile nella politica
statunitense. Ciò conferma che la Russia fa bene a rafforzare le sue
capacità di difesa”.
Sono le parole che il
primo ministro Vladimir Putin ha utilizzato per giustificare il nuovo
programma di riarmo nucleare della Russia. Parole che fanno intendere
chiaramente che fino a quando le armi nucleari non saranno eliminate
totalmente, il rischio di un conflitto atomico è sempre presente.
Ecco ciò che scrive il
giornalista Manlio Dinucci sul quotidiano “Il Manifesto” del 24
marzo:
Ieri
il ministero russo della difesa ha annunciato che doterà quest’anno
le forze strategiche di altri missili intercontinentali, 36 balistici
e 20 da crociera, e di altri due sottomarini nucleari. Con uno
stanziamento pari a 665 miliardi di dollari per il 2011-2020 saranno
acquisiti: 5 veicoli spaziali, 21 sistemi di difesa missilistica, 35
bombardieri, 109 elicotteri da attacco, 3 sottomarini nucleari e una
unita’ di superficie. Nel 2013 gli scienziati russi svilupperanno un
nuovo missile balistico intercontinentale con base a terra e la
produzione di missili sarà raddoppiata con un investimento pari a
2,6 miliardi di dollari.
Saranno
in particolare sviluppati i missili balistici per i sottomarini da
attacco nucleare. Quest’anno verranno effettuati altri test del
missile Bulava, che sarà installato sui nuovi sottomarini strategici
della classe Borey. Un singolo sottomarino può lanciare 16 missili
nucleari, con gittata di 8-10mila km, ciascuno dei quali rilascia
fino a 10 testate multiple indipendenti. Ha quindi una capacita’
distruttiva quasi pari a quella del sottomarino Usa della classe
Ohio, armato di 24 missili Trident a testate multiple. Il Bulava,
come il missile balistico con base a terra da cui deriva, e’
progettato per forare lo «scudo anti-missili» che gli Usa stanno
sviluppando a scopi offensivi (darebbe loro la capacita’ di
neutralizzare la ritorsione dopo aver colpito per primi): insieme
alle navi da guerra contro la Libia hanno schierato nel Mediterraneo
le prime unita’ della componente navale dello «scudo», le navi
lanciamissili Monterey e Stout. Il Bulava può compiere manovre
eversive e rilasciare false testate per evitare i missili
intercettori.
La
guerra contro la Libia sta dunque provocando una accelerazione nella
corsa agli armamenti nucleari. Soprattutto perché essa viene usata
dal Pentagono quale banco di prova per armamenti strategici, come i
bombardieri stealth B-2 Spirita’ da attacco nucleare che, partendo
dagli Stati uniti, vanno a colpire gli obiettivi in Libia con armi
non-nucleari, esercitandosi cosi, in una azione bellica reale, a un
eventuale impiego in una guerra nucleare. In tal modo il nuovo
trattato Start tra Usa e Russia, appena ratificato, viene nei fatti
vanificato.
