martedì 25 Giugno 2024
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Sempre più robot e sempre più killer

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Stati Uniti, Russia, Cina,
Israele, Regno Unito e Corea del Sud stanno lavorando alla
costruzione di armi che non necessitino di alcun intervento umano.
Vengono chiamate “killer robots”. L’utilizzo delle macchine
assassine è previsto, secondo l’aeronautica militare americana, per
il 2030.

L’Onu ha recentemente
affermato che “l’uso di macchine totalmente autonome non potrà
mai incontrare gli standard del diritto umanitario”. L’Onu,
nella persona di Christof Heyns, chiede, in sinergia con la
coalizione internazionale, di bandire preventivamente questo genere
di armi.

Così nella prossima
primavera dovrebbe tenersi un incontro per portare alla formulazione
di un nuovo protocollo che sancisca il divieto all’uso di armi
totalmente autonome, vincolante per gli Stati che rientrano nella
Convenzione sulle armi convenzionali.

C’è il rischio che
eliminando il coinvolgimento umano nella decisione di usare forza
letale nei conflitti armati, i robot killer non garantiscano
un’adeguata protezione dei civili. I robot non sono controllati dalle
emozioni umane e dalla capacità di compassione, che può essere un
elemento importante nel momento in cui ci si trovi ad uccidere
persone.

Inoltre queste armi
possano essere usate come strumenti repressivi da dittatori che
cercano di soffocare la voce del proprio popolo, senza neanche
scomodare truppe di esseri umani, che potrebbero ad un certo punto
pensarla diversamente.

Una considerazione su
questo argomento va fatta anche in merito all’aspetto economico.
Fabbricare armi totalmente autonome aumenta considerevolmente le
spese in armamenti, già esorbitanti, a scapito degli stanziamenti
per la protezione dei civili e il mantenimento della pace.