Benini risponde ai comitati

Riceviamo e pubblichiamo
la risposta che Luciano Benini ha scritto al Coordinamento dei
Comitati, del quale non condividiamo le critiche rivolte a Benini.
All’indomani
dell’incidente di Chernobyl fondai a Trieste il “Comitato di
informazione sulla contaminazione radioattiva” che divenne
famoso in tutto il triveneto stampando giornalmente e poi
settimanalmente migliaia di volantini con i dati e le indicazioni
vere sulla pesantissima contaminazione radioattiva del Triveneto. Fui
minacciato, mi assicurarono che mi avrebbero licenziato, tenni duro e
ottenni l’apprezzamento di migliaia di persone, al punto che la mia
amministrazione dovette ammettere che quello che facevo era giusto ed
inattaccabile.
Questa premessa per dire
che ho sempre apprezzato l’operato dei Comitati e anche oggi faccio
parte di diversi di questi quando non sono incompatibili con il mio
lavoro all’ARPAM. Conosco e apprezzo quanto ha fatto e sta facendo il
“Coordinamento dei Comitati di difesa delle valli Metauro,
Cesano e Candigliano” di cui fanno parte tante persone a me
molto care. Non cadrò dunque nell’errore di prendermela col
coordinamento in quanto tale per le affermazioni diffamatorie,
calunniose e prive di fondamento con le quali sono stato attaccato. E
di certo non avrei risposto al meschino che le ha scritte se non le
avesse mandate a mezzo mondo, il che mi costringe a ribattere alle
accuse.
Nel merito: il giornalista
che ha riportato il 31 maggio le mie affermazioni ha già avuto modo
di scusarsi con me quando gli ho fatto presente che io avevo parlato
come cittadino e non come dirigente ARPAM. Il giornalista mi aveva
chiesto la differenza fra impianti a biomasse e impianti a biogas, e
poi mi aveva chiesto che tipo di problematiche poteva avere un
impianto a biogas. Avevo spiegato le varie problematiche esistenti,
accentuate nel caso di impianto a poche decine di metri dalle case.
Che dunque io abbia affermato che un impianto a biogas non presenta
problematiche ambientali è del tutto privo di fondamento. Nello
specifico, come dipendente ARPAM grazie anche a quanto ho scritto
sulle problematiche di rumore e campi elettromagnetici la Regione ha
dovuto rimandare la decisione, oltre alle considerazioni degli altri
colleghi, dell’ASUR e dei Vigili del Fuoco. Sono così rispettoso a
non confondere il mio ruolo all’ARPAM con quello di consigliere
comunale che quando in consiglio comunale si discute di problematiche
che possono avere a che fare con l’ARPAM, non solo non voto ma esco
dall’aula non partecipando neppure alla discussione. Dunque la prima
questione, quella del metodo, è del tutto priva di fondamento.
“Al sig. Benini
non consigliamo niente, sarà sempre un piacere affrontarlo nelle
vertenze territoriali, l’abbiamo già fatto ed abbiamo sempre vinto“:
Quando? Dove? Ma soprattutto: visto che il mio compito all’ARPAM è
la tutela dell’ambiente e, di conseguenza, della salute dei
cittadini, secondo quanto stabilisce la legge, io non mi sento
affatto “avversario” dei comitati ma semmai alleato,
vedendo in questi una necessaria forma di pressione e partecipazione
dei cittadini alle scelte che più li coinvolgono.
Infine: liberi di
ringraziare il Sindaco, il quale però in questa vicenda a mio
avviso,come
ho abbondantemente spiegato sui mezzi di informazione, ha solo
demeriti, ritardi e incapacità ad affrontare i problemi (ricordo
solo che il Sindaco Aguzzi votò contro una mia proposta di vietare
sul territorio comunale ogni presenza di impianti nucleari: per
fortuna poi il referendum ha spazzato via ogni possibilità di
nucleare in Italia).
Cordiali saluti
Luciano Benini
libero cittadino
P.S. Io so bene chi si
nasconde dietro la firma “Coordinamento dei Comitati di difesa
delle valli Metauro, Cesano e Candigliano”: siccome la
stragrande maggioranza dei membri del Coordinamento sono brave
persone, secondo me farebbero bene a dissociarsi da chi ha scritto
questa accozzaglia di falsità.
