giovedì 30 Aprile 2026
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2013: un anno caldo

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L’ufficio meteorologico
inglese, meglio conosciuto come Met Office, ha diffuso un rapporto
che rivela come l’anno appena iniziato sarà uno dei più torridi
dell’ultimo decennio, perché le temperature aumenteranno mediamente
di 0,57°C e il clima mondiale raggiungerà una media da record, la
più alta dal 1850.

I dati in questione sono
il frutto di uno studio condotto dal Met in collaborazione con
l’università dell’East Anglia, il Nasa Goddard Institute of Space
Studies e lo US National Oceanic and Atmospheric Administration.
Secondo i ricercatori, le ragioni del surriscaldamento sono
conseguenza, da una parte, della naturale e inevitabile variabilità
del clima, dall’altra dell’emissione di gas serra.

Già un precedente lavoro
era arrivato alle stesse conclusioni: lo studio pubblicato su
Geophysical Research Letters e condotto da un team di ricercatori del
National Climatic Data Center del NOAA, dell’Università del South
Carolina, dell’Università del Colorado (Stati Uniti) e
dell’Università di Berna (Svizzera).

Inoltre il Gruppo
intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico IPCC ha nei
giorni scorsi emesso un report che rivela come le temperature globali
potrebbero salire ulteriormente, fino a 2°C in più da qui al 2100,
crescendo negli anni fino ad aumentare addirittura di 4,8 gradi.

La maggior parte degli
scienziati ritiene che “il principale colpevole di questo
surriscaldamento esponenziale sia l’essere umano, che bruciando
carburanti fossili ha certamente contribuito all’emissione di gas che
hanno progressivamente fatto surriscaldare l’atmosfera, provocando di
conseguenza l’innalzamento dei mari e gli eventi catastrofici degli
ultimi anni che tutti conosciamo, dai tornadi agli uragani
”.

Non è “solo” un
problema di temperature perché il cambiamento del clima comporterà
un consistente cambiamento della produzione agricola. Prendiamo ad
esempio il grano: secondo numerosi studi scientifici “il grano
sarà colpito dall’aumento della temperatura, dalle tempeste e dalla
siccità che si intensificheranno negli anni a venire, ed entro il
2050, se non verranno presi provvedimenti, secondo l’International
Food Policy Research Institute (IFPRI) la produzione potrebbe
diminuire tra il 23 e il 27%
” quindi con effetti drammatici
sulla sostenibilità alimentare di questo nostro Pianeta.

Purtroppol’ultima
conferenza ONU sul clima, tenutasi a Doha
, in Qatar, non è stata
positiva. E non si intravedono cambiamenti del nostro stile di vita
all’orizzonte…