martedì 27 Febbraio 2024
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Le turbogas producono polveri sottili?

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Riporto un’intervista telefonica al Dott. Stefano Montanari in occasione della manifestazione di Aprila del 2 dicembre 2006 contro la realizzazione della centrale a ciclo combinato definita Turbogas che vorrebbero costruire a Campodicarne. Ritengo questo documento valido anche per il progetto della Turbogas di Corinaldo.

Siamo lieti di averla in collegamento telefonico oggi alla manifestazione

di Aprilia del 2 Dicembre 2006 contro la realizzazione della centrale a

ciclo combinato definita Turbogas che vorrebbero costruire a Campodicarne.

– La prima domanda che le voglio fare è se le centrali turbogas producono

polveri sottili?

Si, ne producono abbastanza. Una turbogas normale di circa 780 Megawatt

produce intorno alle 200-250 tonnellate per anno di polveri PM 10, cioè

quelle grossolane.

– Quelle primarie o secondarie?

Sto parlando di quelle primarie.

– Quindi sono le polveri filtrabili? Cioè sono quelle polveri di cui si

può avere un parametro misurabile direttamente, primariamente dalle

emissioni di una turbogas?

Si, si.

– In Italia le valutazioni di impatto ambientale, le cosiddette VIA,

tengono conto di queste polveri?

Allora, delle primarie dovrebbero tenerne conto mentre delle secondarie

poco o niente purtroppo. Quelle secondarie spesso sono prevalenti anche

perché si formano in aria e passano da qualsiasi filtro. Non c’è filtro

che tenga perché sono nei gas che si condensano in aria anche ad una certa

distanza dal camino della centrale turbogas. Non se ne tiene conto perché

non sanno valutarle. Sono in effetti anche difficili da valutare. Quindi

non se ne tiene conto ma in realtà ci sono! Il fatto che noi non riusciamo

a misurare, non riusciamo a pesarle non vuol dire che non ci sono e non ci

sono pericoli, che non sono pericolose. Sappiamo che ci sono ma non

sappiamo come fare ad andare a valutarle in maniera corretta.

– Dr.Montanari più o meno quanto combustibile consuma una turbogas?

Una turbogas di circa 780-800 megawatt consuma circa 1 miliardo di metri

cubi di gas naturale all’anno.

– Quindi una quantità notevole se paragonata al consumo annuo di gas in

Italia? Quanto gas consumiamo di media in un anno in tutta Italia?

Poco più di 70 miliardi di metri cubi all’anno. Il problema è che 70

miliardi di m3 sono sparsi su tutto il territorio nazionale mentre per la

turbogas si parla di 1 miliardo concentrato su un piccolissimo territorio

su cui insiste la centrale. Per esempio l’Italia ha una superficie grande

30 milioni di ettari ed usa 70 Miliardi di m3 gas naturale in un anno. In

proporzione una turbogas occupa circa 10 ettari di superficie e consuma in

un territorio piccolissimo, da sola, 1/70 di tutto il gas naturale

consumato dall’Italia intera.

– Quindi per riassumere quali sono per la popolazione i pericoli di una

turbogas?

Intanto i pericoli sono quelli di queste polveri sottili. Sono qualche

centinaia di tonnellate di polveri primarie più chissà quante polveri

secondarie che nessuno ha mai veramente misurato.

L’altro problema è un problema non primariamente ambientale è che queste

centrali sono molto vulnerabili dal punta di vista strategico in quanto

potrebbero essere obiettivo di terrorismo ecc. cosiccome i gasdotti

transcontinentali anch’essi critici dal punto di vista della sicurezza.

Poi c’è il problema strategico della scelta energetica perché in Italia

non abbiamo queste fonti energetiche,ossia ne abbiamo in quantità

irrisorie e siamo quindi costretti ad importare il gas naturale da

Algeria, Russia, Medio Oriente tutti paesi molto critici per noi, molto a

rischio. Ci possono tagliare i rifornimenti come e quando vogliono e

metterci veramente al freddo ed a piedi. Quindi va valutata anche dal

punto di vista strategico l’opportunità di fare cose di questo genere

perché diventiamo molto vulnerabili come nazione.

– Rimanendo nel discorso della pericolosità di una turbogas abbiamo il

problema del rapporto nanoparticelle e nanopatologie come avviene per gli

inceneritori dei rifiuti urbani ossia dei cosiddetti termovalorizzzatori.

Cioè esiste quindi la relazione tra i particolati prodotti da una turbogas

e le nanopatologie?

Sì, questa relazione esiste. Ovviamente una turbogas produce molto meno

polveri sottili di un inceneritore. Cioè a parità di potenza una turbogas

emette molto meno particolato di un inceneritore ma emette un sacco di

anidride carbonica e questo è un altro grosso problema. Inoltre andiamo

contro il protocollo di Kyoto che abbiamo firmato e quindi dobbiamo pagare

per comperare le quote che ci consentono di inquinare.

– Quindi c’è poco da stare allegri. Noi comunque la ringraziamo moltissimo

per questa intervista, per l’apporto, per il contributo e per il sostegno

che ci ha dato in questa occasione e gli Apriliani le saranno grati.

Noi siamo tutti nella stessa barca e quindi o ci diamo una mano uno con

l’altro o altrimenti saremo sempre in balia di un gruppetto di politici e

di affaristi che di tutto si occupa tranne che di noi, della nostra

salute. Quindi o ci diamo una mano tra noi o siamo perduti.

– Noi speriamo che la turbogas qui poi i politici decidano di non farla ma

nel caso in cui la lotta dovesse continuare a lungo, perdurare a lungo

compatibilmente con i suoi impegni potrebbe darci la sua disponibilità per

un eventuale convegno sull’argomento delle nanopatologie.

Voi avete il mio numero di telefono, mi chiamate ed io arrivo!

– Dr.Montanari di nuovo Aprilia la ringrazia e le auguro una buona serata.

Arrivederci.

Intervista a cura del Dott.Luca Zoboli – Rete cittadini Aprilia contro la

turbogas

Fonte:http://www.noturbogasaprilia.it

Altre informazioni utili sulle centrali turbogas

Polveri fini e centrali turbogas: la salute in pericolo

http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/polveri-fini-e-centrali-turbogas-la-salute-in-pericolo-6.html

Livelli record di ossidi di azoto e di carbonio Inquinamento a turbogas

http://www.verdinrete.it/aprilia/turbogas.htm

Lo studio sulle emissioni di particelle pericolose per la salute dalle

ciminiere delle centrali turbogas ha colto di sorpresa anche gli stessi

ambientalisti, da sempre sostenitori della necessità di sostituire le

vecchie centrali elettriche a carbone o ad olio combustibile con la più

moderna tecnologia turbogas che sfrutta il gas metano. Non nascondono la

loro sorpresa Irio Verani e Gian Luca Gentili, rispettivamente portavoce

provinciale e locale dei Verdi. «Lo studio pubblicato da due ricercatori

bolognesi ci ha colto davvero di sorpresa – dice Gentili – ma lascia ancor

più sconcertati il fatto che le particelle emesse dalle centrali turbigas,

essendo addirittura più piccole delle PM10, possano entrare direttamente

in contatto col sangue attraverso i polmoni causando gravi problemi».

http://www.legambientetoscana.it/news/artgio.asp?idarticolo=140