sabato 24 Febbraio 2024
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Prova di morte

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Combat proven”
(provato in combattimento) è un cartellino che viene esibito da un
veicolo da combattimento (cacciabombardiere o elicottero) come
marchio di qualità per convincere l’acquirente dell’ottima scelta
che sta per compiere.

E’ un po’ come si vede
nelle pubblicità televisive, quando per confermare la validità di
un farmaco contro la stitichezza si vede il vecchietto sorridente che
dice: “L’ho provato, e funziona!”
Il problema è che non
tutti i prodotti hanno un’etica… le armi certamente no.
Al Salone aeronautico
internazionale di Le Bouget, svoltosi a Parigi dal 20 al 26 giugno,
si poteva “ammirare” il famigerato cartellino “combat proven”.
Al Salone erano presenti
oltre 2.100 espositori che hanno esibito 140 tipi di velivoli,
compresi quelli militari, la cui industria non va mai in crisi. Al
Salone sono arrivate 200 delegazioni da oltre 88 paesi… purtroppo
si è trattato di un vero e proprio successo!

I prodotti “Combat
proven” quest’anno erano di grande interesse perché, “grazie”
alla guerra in Libia, molti velivoli hanno avuto la possibilità di
“mettersi in mostra”. Difatti è più corretto affermare che per
le aziende aeronautiche francesi il Salone non si è aperto il 20
giugno in Francia ma il 19 marzo in Libia, quando il suo caccia
Rafale, già impegnato in Afghanistan, è stato il primo a
bombardare.

Come scrive il giornalista
Manlio Dinucci1:
“Il governo francese ha investito
(con denaro pubblico) l’equivalente di 55 miliardi di dollari per
acquistarne oltre 300. Finora però nessun altro lo ha acquistato.
Importante è presentarlo ora a Le Bourget anche con il cartellino
«combat proven in Libya». Sembra che stia per andare in porto la
vendita di 60 Rafale, per un valore di 10 miliardi di dollari, agli
Emirati arabi uniti, dove il piazzista Nicolas Sarkozy si recò due
anni fa ritornando però senza la firma sul contratto. Ancora più
decisiva è stata la guerra in Libia per la promozione
dell’Eurofighter Typhoon del consorzio europeo formato dalla
britannica Bae Systems, dall’italiana Finmeccanica e dalla Eads (nata
dalla fusione di aziende di Germania, Francia e Spagna, e con sede in
Olanda). Questo cacciabombardiere, del costo di 120 milioni di
dollari, ha ricevuto il suo primo marchio «combat proven» il 21
marzo, due giorni dopo che la Francia aveva impiegato il Rafale,
quando l’aeronautica britannica lo ha usato nell’attacco alla Libia
dalla base di Gioia del Colle. L’acquisizione del marchio di qualità
ha convinto l’Arabia saudita a considerare l’acquisto di altri 24
Eurofighter, da aggiungere ai 72 già comprati per un valore di oltre
7 miliardi di dollari. C’è però la concorrenza degli F-15 della
statunitense Boeing, anch’essi «combat proven», di cui l’Arabia
saudita ha acquistato 82 esemplari nel quadro di un contratto da 60
miliardi di dollari concluso con Washington. La competizione è
apertissima. Ai caccia attuali si aggiungerà un outsider, lo
statunitense F-35 Lightning II, di cui l’Italia acquisterà 131
esemplari. Dati i ritardi e la lievitazione del prezzo (da 50 a 113
milioni di dollari per aereo), appena entrato in funzione l’F-35 avrà
bisogno di dimostrare le sue qualità in una guerra. Nessun problema.
Nell’ottobre 2009, il Rafale e l’Eurofighter Typhoon venivano esibiti
nell’aeroporto di Mitiga, presso Tripoli, dove si svolgeva la Quarta
mostra aeronautica arabo-africana. Nemmeno un anno e mezzo dopo, sono
stati usati per bombardare la Libia, accrescendo il loro valore col
marchio «combat proven»”.

1Dal
quotidiano Il Manifesto del 21 giugno 2011