Scorie radioattive in Francia

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L’Andra, l’agenzia
pubblica francese che gestisce i rifiuti radioattivi, ha ammesso nel
suo ultimo rapporto che i rifiuti dell’energia atomica sono diventati
una montagna.

Alla fine del 2010
(secondo i dati più recenti disponibili) i depositi contenevano già
1,3 milioni di metri cubi di scorie radioattive e nel 2030, se la
produzione di energia nucleare continuerà sullo stesso ritmo, il
dato è destinato a raddoppiare.

Ma il presidente francese
François Hollande ha espresso già più volte la propria volontà di
puntare sulle energie rinnovabili e portare la quota di elettricità
prodotta grazie al nucleare dal 75% attuale al 50% all’orizzonte
del 2025.

Nel rapporto dell’Andra si
legge: “In Francia la produzione di scorie radioattive
corrisponde a due chili all’anno per abitante
”. Quel milione
e 300mila metri cubi di spazzatura nucleare ha diverse provenienze.
La maggior parte (il 59%) è il prodotto dei reattori nucleari di
Edf, il colosso pubblico francese del settore, il 26% proviene dai
laboratori di ricerca, l’11% dalle attività militari legate alla
difesa e, per il resto, da diverse fabbricazioni industriali e da
applicazioni mediche.

Il rapporto fornisce dati
anche su un altro inquietante fenomeno: la Francia ha depositato alla
fine degli anni Sessanta più di 14mila tonnellate di scorie
radioattive sui fondali atlantici. In seguito ha fatto sempre meno
ricorso a questo tipo di soluzione, per arrestarla del tutto nel
1983. Ma fino a quel momento quantitativi considerevoli di scorie
sono finiti ad oltre 4mila metri di profondità, sotto forma liquida
o in fusti. Anche per discutere di questo e, più in generale, del
futuro del nucleare in Francia, il nuovo governo socialista sta
organizzando un incontro che si terrà entro il prossimo 15
settembre, con i rappresentanti dello Stato, dell’industria privata
e delle Ong. Un incontro che dovrà servire, come dice Delphine Batho
ministro dell’Ecologia, per “fissare le modalità di un grande
dibattito nazionale sulla transizione energetica
”.