mercoledì 22 Maggio 2024
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Consiglio comunale di Mondavio del 29 marzo 2017

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Il secondo consiglio comunale di Mondavio del 2017 (il nono dell’amministrazione Zenobi) è stato indetto in sessione ordinaria per le 21,15 del 29 marzo scorso; e se l’orario scelto per la prima convocazione non costituisce più una novità, la serata prevede comunque un fuori programma. Il portone del palazzo municipale è infatti chiuso e per accedere all’edificio bisogna usare un ingresso alternativo, poiché nelle prime ore della mattinata qualcuno ha avuto la brillante idea di razziare un po’ di soldi dal bancomat situato al pian terreno con un’esplosione che ha divelto porte e finestre, causato danni non indifferenti alla struttura del locale e ridotto il macchinario distributore ad un cumulo di ferraglia ritorta.

All’ora fissata per la
convocazione sono presenti in sala solo il segretario comunale, il
consigliere Bigelli e l’assessore Albani; diverse voci provenienti
dall’ufficio del sindaco indicano però che dietro la porta chiusa si
sono già radunati diversi amministratori mondaviesi. Alle 21,20 la
porta si apre e alla fine sono in dieci ad accomodarsi in sala. Il
segretario Volpini accerta le assenze di Bonifazi, Simoncelli e
Morico, che il sindaco definisce “ampiamente giustificate” per i
parti recentemente avvenuti (l’assessore e la consigliera) e per
motivi familiari (la vice sindaco). Da registrare il ritorno sulle
scene di Mancinelli, che si degna di partecipare dopo sei assenze
consecutive che l’hanno portata ad eguagliare il primato stabilito
dai due fuoriclasse che l’hanno preceduta (Falcinelli durante il
mandato Talè I, Serfilippi nel corso del più breve Talè II /
reggenza Frattini). Dopo l’appello Zenobi provvede a nominare gli
scrutatori, che per questa assemblea saranno Berti, Bigelli e
Pasquini. La sala è desolatamente vuota, eccezion fatta per chi
scrive, la di lei temeraria figlia e una poliziotta municipale che
rimarrà per tutta la seduta.

Il primo dei dieci
punti dell’ordine del giorno è costituito dalla consueta e rapida
approvazione dei verbali della seduta precedente, alla quale erano
assenti sia Mancinelli che Pasquini: la prima si astiene, il secondo
invece approva insieme agli altri otto colleghi.

Il secondo punto, al
posto delle tradizionali comunicazioni del sindaco, prevede invece la
“approvazione del piano finanziario Tari – approvazione tariffe
anno 2017”. Zenobi premette che quella in discussione costituisce
la prima di una carrellata di delibere propedeutiche al bilancio che
vanno principalmente a comporre la componente delle entrate e ricorda
che ogni anno in consiglio si provvede ad approvare il piano
tariffario della tassa dei rifiuti e le date per la riscossione del
tributo, che per il 2017 saranno identiche alle scadenze precedenti,
cioè 30 settembre, 30 novembre e 31 marzo (2018); la scelta di
questo tipo di rateizzazione, se da un lato penalizza un po’ l’ente
comunale che riceve la fatturazione dal gestore dei servizi nei primi
mesi dell’anno, permette dall’altro di concedere più tempo ai
contribuenti e di venire incontro alle esigenze di famiglie e utenze.
Il costo complessivo del servizio viene ripartito per il 74,91% sulle
utenze domestiche e il restante 25,09% su quelle non domestiche, in
base a dei coefficienti previsti dalla normativa, ed è così dal
2013, cioè da quando si è passati dal sistema Tarsu alla Tares e
successivamente alla Tari. Come anticipato nel corso di una riunione
di maggioranza, il sindaco conferma che il piano finanziario è “un
pochino più grande” principalmente perché nel costo della tassa
dei rifiuti è stato inserito il fondo relativo alla mancata
riscossione degli esercizi finanziari precedenti così come prevede
la normativa. Questo fondo, stimato in 20.000 euro, viene però in
parte attenuato dal fatto che già dallo scorso esercizio finanziario
le entrate sono state maggiori e alcune utenze sono state
regolarizzate. Dalle proiezioni rilevate presso l’ufficio ragioneria
l’incidenza della maggiorazione delle utenze domestiche è “in
generale molto lieve”, soprattutto per quelle costituite da uno o
due componenti, mentre è leggermente maggiore per le attività
commerciali. Il sindaco ricorda quindi che tra le voci che compongono
il piano finanziario rientra tutto il servizio Aset, che non subisce
variazioni nonostante sia previsto il raddoppio dello svuotamento
settimanale di 14 cassonetti della plastica situati nelle isole
ecologiche più critiche per il periodo dal 1 aprile al 31 ottobre.
Il primo cittadino conclude evidenziando una piccola riduzione sui
costi della gestione post mortem della discarica di Barchi e, poiché
non ci sono interventi, passa alla votazione: il consiglio approva
all’unanimità sia la delibera sia la sua immediata eseguibilità.

Il
terzo punto recita “Tasi tributo sui servizi indivisibili –
determinazione aliquote per l’anno 2017” e viene esposto nuovamente
da Zenobi, il quale ricorda ai presenti come nel piano finanziario di
questo tributo comunale rientri un insieme di servizi come la
manutenzione delle strade e la gestione della pubblica illuminazione.
Poiché la normativa non permette di operare nessun aumento, vengono
confermate le stesse aliquote del 2016 e l’esenzione per la prima
abitazione, fatta eccezione per le unità immobiliari di categoria
A1, A8 e A9 (ville, palazzi e abitazioni signorili) e per gli
“immobili
costruiti
e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che
permanga tale destinazione e gli immobili non siano in ogni caso
locati” (come per esempio i locali dell’ex consorzio di San
Michele). I consiglieri si esprimono favorevolmente sia alla delibera
sia alla sua immediata eseguibilità.

Tocca
ancora al primo cittadino esporre ai presenti il quarto punto, quello
inerente la “imposta comunale propria (Imu) – approvazione
aliquote e detrazioni – anno 2017”: Zenobi ricorda che anche in
questo caso non sono possibili variazioni in aumento ma eventualmente
solo in diminuzione, e la normativa nazionale prevede non venga
applicata sulla prima casa e dallo scorso anno neanche sulle aree
agricole. L’aliquota massima prevista è dell’1,06‰ per fabbricati
destinati a banche e assicurazioni e per impianti fotovoltaici a
terra, dato anche il carattere di redditività e l’aspetto un po’
speculativo di questi ultimi, mentre per le altre utenze la
percentuale applicata è dello 0,98‰. Resta la differenziazione per
gli immobili delle già citate categorie A1, A8 e A9 sui quali viene
applicata l’aliquota 0,36‰ in quanto già assoggettati alla Tasi.
Il consigliere Bigelli chiede lumi sulle detrazioni di imposta,
Zenobi risponde che sono fissate dalla legge e nulla cambia rispetto
agli anni precedenti, sottolineando inoltre che il governo ha
eliminato la possibilità di innalzare i tributi locali per porre un
freno ai forti aumenti realizzati negli scorsi anni per compensare la
riduzione dei trasferimenti agli enti locali. Al voto il consiglio è
favorevole sia alla delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

Il
quinto punto è nuovamente spiegato ai presenti dal sindaco: si
tratta del “piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari
(ar
t. 58 del d.l. n.
112-2008 convertito nella legge 13.3.2009)”, nel quale ogni anno le
amministrazioni in fase di approvazione del bilancio devono indicare
quali saranno i beni che potranno essere avviati alla vendita e che
rappresenteranno quindi una possibilità per reperire risorse da
destinare alle spese per investimenti. Sono state apportate alcune
differenze rispetto allo scorso anno, quando c’era solamente un lotto
edificabile del valore di 53.504 euro in una posizione “molto
scomoda” e “poco appetibile” nella zona Pip del Pianaccio per
il quale non si era concretizzato interesse negli anni precedenti, e
di un appartamento nell’edificio delle case popolari di Mondavio che
lo scorso anno si era reso indisponibile perché utilizzato per
l’accoglienza di una famiglia sfrattata. Vengono inserite nel piano
la vendita di alcuni frustoli di terreno adiacenti il Pip di San
Michele (presso via dell’Artigianato) per un valore commerciale di
46.608 euro, e la cessione attraverso asta pubblica di quattro
piccoli appartamenti, due presso le case popolari e due in vicolo
Pasqualucci nel centro storico. Zenobi precisa che sono locali
strutturalmente stabili ma che necessitano da diversi anni di
interventi di manutenzione, ma non ci sono risorse per la loro
riqualificazione; il comune si riserva comunque due appartamenti, uno
nel vicolo e uno nelle case popolari, per eventuali future necessità
sociali. L’importo totale della cessione dei quattro appartamenti è
di 143.839 euro, rispettivamente 25.440 e 29.349 euro per quelli in
via Provinciale e 52.500 e 36.550 euro per quelli nel centro storico;
“per una coppia che si deve sposare non sarebbe male” chiosa il
consigliere Martino, ma il primo cittadino, che li ha visti, assicura
che “dentro c’è da fare dei lavori”. Ancora Martino chiede se
esista un elenco del patrimonio del comune di Mondavio con
l’indicazione di come le proprietà vengano utilizzate, a chi sono
state affidate e se l’elenco stesso è consultabile, Zenobi risponde
di sì e a tal proposito racconta ai consiglieri un episodio della
settimana precedente riguardante un frustolo di terreno agricolo di
pochi metri quadri di cui nemmeno l’ufficio tecnico era a conoscenza.
Il primo cittadino sottolinea inoltre l’importanza di dare visibilità
ed evidenza pubblica a queste cessioni per verificare eventuali
interessi, e a Martino che teorizza di ristrutturare i locali per
darli in gestione per l’accoglienza turistica risponde che
difficilmente i turisti vanno in via Provinciale, mentre uno dei
locali del centro storico è attualmente inagibile e uno abitato; e
allora “alieniamo!” esclama Martino. Visto che non ci sono altri
interventi, si passa al voto della delibera, approvata all’unanimità,
così come l’immediata eseguibilità.

Il punto seguente, il
sesto, recita “approvazione programma triennale dei lavori pubblici
2017/2019 ed elenco annuale 2017”: stavolta Zenobi cede il
microfono virtuale (visto che quello reale non funziona) ad Albani,
che adempie al suo compito con l’eloquenza e l’entusiasmo di un
annunciatore dei numeri del lotto d’epoca. L’assessore procede
infatti ad elencare le proposte di questa amministrazione per gli
anni 2017, 2018 e 2019: l’ampliamento del cimitero del capoluogo per
un importo di 480.000 euro che dovrebbero essere autofinanziati
tramite la vendita di loculi, il consolidamento della torre
campanaria di Mondavio per 30.000 euro per i quali si sta cercando un
contributo, l’intervento di ristrutturazione e miglioramento
energetico della scuola materna di San Michele per un importo di
270.000 euro per i quali si attende fiduciosi in graduatoria
regionale (e al secondo posto a livello provinciale), il ripristino e
il restauro della chiesa di San Francesco per 300.000 euro pienamente
finanziati dalla regione, la manutenzione della Rocca Roveresca per
73.000 euro anche questi già finanziati dalla regione, la
sistemazione delle strade comunali per 50.000 euro utilizzando fondi
di bilancio, il consolidamento del campanile della chiesa di San
Francesco di cui è già stato eseguito un primo stralcio di 30.000
euro su un totale di 90.000 euro, la riqualificazione della piazza di
San Michele per 100.000 euro per il quale è stato approvato un bando
per un concorso di idee aperto ai progetti di ingegneri sotto i 40
anni, la sistemazione dell’area del cimitero di Sant’Andrea di Suasa
per 20.000 euro coperti da fondi di bilancio, la riqualificazione
tecnologica della centrale termica della sede municipale e scuola
primaria del capoluogo per 100.000 euro per i quali si sta cercando
di ottenere un contributo regionale.

Poiché alcuni
consiglieri chiedono ulteriori informazioni sulla piazza di San
Michele, Zenobi non resiste a tacere del tutto e viene in aiuto
all’assessore precisando che il bando per la piazza non è vincolante
per il progetto da realizzare in futuro, che il concorso è aperto ai
partecipanti senza vincoli di residenza e che ai primi tre
classificati verranno erogati premi rispettivamente di 1.000, 500 e
200 euro grazie al contributo della Fondazione della Banca Suasa per
un totale di 1.700 euro; tuttavia, non trattandosi di un bene storico
sarà difficile ottenere un qualche tipo di contributo per finanziare
l’intervento. Il sindaco evidenzia inoltre che i lavori presso il
cimitero di Sant’Andrea (per una spesa anche minore dei 20.000 euro
indicati) sono in attesa del riconoscimento dei fondi per il sisma
poiché la struttura, analogamente alle chiese di San Francesco e di
Santa Maria, è stata inserita tra i beni danneggiati dal terremoto.
Grazie all’avanzo di amministrazione si potrebbe fare un piccolo
mutuo che però “poi non ci deve pesare troppo” con le rate sulla
parte corrente del bilancio, e se si lavorasse bene sul piano delle
alienazioni si potrebbero realizzare delle entrate per finanziare
alcuni interventi. Il primo cittadino sottolinea che gli interventi
proposti per le annualità successive non sono stati letti da Albani
perché sono lavori che “si riportano da tanti anni nel piano delle
opere pubbliche” come le “voci classiche” della manutenzione
delle strade, la sistemazione del piazzale di San Filippo, la
pubblica illuminazione, il ricovero degli attrezzi dell’ufficio
tecnico danneggiato dalla neve del 2012; in quest’ultimo caso infatti
è stata solo realizzata la demolizione delle pareti e la bonifica
dell’amianto, ma ad oggi non si sono trovate le risorse per
finanziare un nuovo edificio. Non essendoci ulteriori interventi, il
consiglio procede a votare e si esprime favorevolmente sia alla
delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

Il
settimo punto all’ordine del giorno prevede la discussione del
“programma per individuazione incarichi di studio e ricerca –
consulenze ai soggetti estranei all’amministrazione da conferire nel
corso dell’anno 2017”. Poiché si tratta di una questione “molto
tecnica”, Zenobi vorrebbe cedere la parola al segretario comunale,
ma nell’attesa che rientri Mancinelli (momentaneamente assentatasi
dalla seduta per andare in bagno), Martino ne approfitta per chiedere
se questi incarichi non siano affidabili al personale interno: il
sindaco gli risponde che ciò è già previsto dalla normativa e che
questa delibera riguarda gli aspetti professionali per cui l’ente non
trova al suo interno delle specifiche professionalità. Rientrata
Mancinelli, il dottor Volpini procede ad illustrare quella che è
un’ulteriore delibera accessoria al bilancio che risponde alla legge
244 del 2007, nella quale si prevede che contestualmente
all’approvazione del bilancio di previsione venga approvata una
programmazione degli incarichi di studio, ricerca, collaborazione e
consulenza che l’ente intende conferire nel corso dell’anno. In
questa sorta di miniprogrammazione (poiché gli incarichi sono
moltissimi) sono stati previsti 1.000 euro per eventuali incarichi
legali per la costituzione in giudizio e l’assistenza legale, 3.800
euro per consulenza per la registrazione e la tenuta dei registri Iva
(incarico già affidato da alcuni anni al rag. Mancini), 5.500 euro
per il servizio di aggiornamento per la parte del patrimonio
immobiliare dell’ente (conferito alla GS di San Marino che segue
quasi tutti i comuni della zona), 5.200 euro per incarichi di
consulenza in materia di sicurezza sul lavoro (affidati alla Geco),
6.000 euro per la eventuali progettazioni dell’ufficio tecnico
comunale e 5.000 euro per il servizio di trasmissione delle pratiche
previdenziali e la nuova contabilità (effettuato da Halley). Il
sindaco precisa che questa normativa “vuole dare trasparenza e
correttezza”, ma nelle piccole realtà amministrative “non è che
c’è chissà che”, a differenza di regioni o comuni più grandi
come Fano. Martino chiede informazioni sui criteri di scelta, Zenobi
replica che per quel che riguarda le spese legali negli anni passati
si è sempre fatto riferimento a determinati studi, di fatto
ricorrendo negli ultimi anni a professionisti locali; in effetti in
questo campo “c’è stata una maggiore discrezionalità in passato”.
Al momento non c’è nessun rapporto di consulenza convenzionato, e se
si presentasse la necessità si dovrebbe fare riferimento allo
studio. Per quel che riguarda le altre spese, negli anni scorsi sono
state fatte delle piccole gare, anche perché gli operatori
specializzati sono più o meno sempre gli stessi; da ultimo, il primo
cittadino precisa che la voce di 6.000 euro per la progettazione già
citata costituisce solo una previsione. Non essendoci altre
interventi da parte dei consiglieri, si passa al voto: i dieci
presenti approvano unanimemente delibera e immediata eseguibilità.

Il
punto numero otto, cioè la “approvazione documento unico di
programmazione (D.U.P.) 2017/2019, bilancio di previsione finanziario
2017/2019 e relativi atti allegati”, viene introdotto e
testualmente definito da Zenobi come la pratica “più cicciosa” e
più importante per l’amministrazione. Nonostante la premessa delle
entrate del bilancio, quest’anno si è partiti con un fabbisogno
rispetto alla spesa dell’esercizio finanziario 2016 per un ammanco di
100.000 euro, verosimilmente simile a quello dei comuni vicini. C’è
stata una riduzione per un importo di 13.000 euro al fondo di
riequilibrio, che è l’unico fondo di trasferimento statale, alla
quale si sono aggiunte maggiori spese per 10.000 euro legate alla
previsione di spesa per il personale per il 2017 e altrettanti per il
personale dell’ambito sociale. Nonostante questa difficoltà iniziale
si è riusciti a chiudere il bilancio “completamente con le entrate
correnti” senza ricorrere all’utilizzo dell’avanzo di
amministrazione; a differenza di quanto proposto dall’ufficio, Zenobi
afferma infatti di aver “spinto a chiudere con la parte corrente”
proprio per non intaccare l’avanzo se non per procedere a degli
investimenti. A detta del sindaco, sul sociale sono stati mantenuti
tutti i servizi ed è stata inoltre avviata la sperimentazione con
l’attivazione dei tirocini sociali ai quali è stata destinata
l’attivazione di un fondo di 5.000 euro. Possono essere quindi
attivate delle piccole esperienze “chiedendo indietro” un piccolo
lavoro sociale per due o tre mesi: in questo modo si dà una risposta
in parte economica, in parte sociale a coloro che mostrano la
sensibilità di relazionarsi e la necessità di sentirsi utili. Da
pochi mesi è attivo il sostegno per l’inclusione attiva per
combattere la povertà assoluta, ma in base a tutto un sistema di
punteggio nel nostro territorio praticamente nessuno è riuscito a
rientrare in questa misura; questo tipo di intervento del comune
potrebbe quindi intercettare un’importante fascia di bisogni sociali.
Tra gli altri aspetti da segnalare Zenobi ricorda il
ridimensionamento delle manifestazioni estive e l’esternalizzazione
del servizio del taglio dell’erba per 4.000 euro per alleggerire il
carico dell’ufficio tecnico, particolarmente gravoso durante la
stagione estiva. Il primo cittadino apre inoltre una parentesi
sull’indebitamento per sottolineare la significativa “capacità di
mutui”, perché sono “anni e anni che non se ne fa uno e che si
continuano a pagare”; purtroppo non saranno loro a poter “gioire
di chissà quale risparmio” perché una forte riduzione del debito
avverrà con l’estinzione dei mutui nel 2020, cioè “alla fine di
questa legislatura”. Tuttavia, dal punto di vista del bilancio si
evidenzia l’azione intrapresa a partire da settembre da parte della
giunta nel voler ricorrere verso Unicredit per il derivato detenuto
dal comune, appoggiandosi ad una società di consulenza finanziaria
di Roma che sta seguendo molte realtà amministrative per lo svincolo
di questo tipo di strumenti di finanza derivata; Zenobi si dice
fiducioso in una positiva conclusione della vicenda che potrebbe
rappresentare una vera e propria boccata d’ossigeno per Mondavio.
“Tutto sommato abbiamo un indebitamento basso, che si sta
riducendo”, ma d’altro canto il bilancio è “ingessato” per
quel che riguarda la possibilità di spesa: il primo cittadino quindi
sostiene che la misura da intraprendere era proprio quella di
adoperarsi subito, sia per il senso di responsabilità, sia per
cercare di sbloccare negli anni futuri la possibilità di fare
investimenti . L’immancabile Martino, alzandosi in piedi e
autodefinendosi “il guastafeste”, ma sempre in un’ottica “di
confronto tra persone perbene”, propone al consiglio qualche sua
riflessione sul bilancio. Ricordando la risposta che un ministro
diede a suo figlio su cosa è la politica (“tutto sommato è
scegliere come spendere i soldi”), il consigliere sostiene che
proprio questo l’assemblea è chiamata fare in questa seduta;
tuttavia lui e i suoi colleghi saranno chiamati a votare un bilancio
che non hanno preparato e al quale non hanno contribuito. Martino si
chiede infine dove il consiglio possa contribuire alla preparazione
del bilancio, e la sua risposta è “nella commissione al bilancio”;
grazie ad essa si potrebbe creare quell’apporto di idee e progetti da
parte dei consiglieri per un bilancio attualmente preparato solo dai
tecnici, ai quali va comunque grande riconoscenza per il lavoro che
fanno in pochi e in poco tempo. La scarsa utilità del consiglio si
concretizza, a suo dire, nella ratifica di un bilancio preparato “da
altri” in cui l’apporto dei consiglieri, che non vengono nemmeno
interpellati, è nullo. E se è vero che, come direbbe il sindaco, ci
sono pochi fondi e poco tempo, per Martino comunque “le scelte
vengono fatte”; il consigliere ricorda come lo statuto preveda le
commissioni e sottolinea nuovamente la necessità di “trovare il
modo” per un maggiore coinvolgimento. Martino conclude assicurando
che voterà il bilancio ma sostenendo che a lungo andare questo modo
di intendere il consiglio non può non affievolire l’entusiasmo e la
partecipazione e che anche il disinteresse dei cittadini nella
politica può forse derivare da questa esclusione dal dibattito;
Zenobi, per non “soffocare il pensiero degli altri”, si riserva
di intervenire alla fine della discussione e lascia la parola ai
consiglieri. Ne approfitta Secchiaroli, il quale da un lato afferma
che anche lui si “ritrova un po’ in quello che dice Girolamo”,
(pur essendo maggiormente coinvolto rispetto al collega vista la sua
partecipazione alla giunta), dall’altro conosce le problematiche e le
tempistiche dell’ufficio, visto che sua madre lavora alla ragioneria
comunale; una soluzione non è semplice da trovare. Il giovane
capogruppo di maggioranza sostiene inoltre che non è facile capire
il ruolo di un consigliere in un comune piccolo come quello di
Mondavio, a parte la “ratifica con l’alzata di mano” o “qualche
proposta alla giunta”, lasciata all’iniziativa dei singoli
amministratori e del loro poco tempo a disposizione. Il sindaco ci
tiene a replicare che per quello che riguarda l’aspetto normativo,
l’assetto degli organi comunali (giunta, consiglio, sindaco) come
viene delineato nel testo unico degli enti locali è rimasto negli
anni sempre lo stesso: ciò che è cambiato è la competenza dei tre
organi. Zenobi, chiedendo al più esperto segretario di correggerlo
in caso di errore, ricorda come negli anni Settanta, Ottanta e
Novanta la frequenza delle riunioni consiliari fosse molto maggiore e
di come le competenze del consiglio non si limitassero principalmente
all’adozione di regolamenti come avviene oggi. Molte delle competenze
che nel tempo sono state attribuite alla giunta erano inizialmente
del consiglio, che prima “era una cosa mostruosa”: negli anni si
è dibattuto molto e si è presa la decisione di rendere più veloce
il funzionamento degli enti locali, spostando tutta una serie di
competenze alla giunta. Per il primo cittadino questo processo nel
piccolo ricalca ciò che sta succedendo nei rapporti tra governo e
parlamento a livello nazionale; ciò avviene non solo per lo
spostamento delle competenze, ma anche perché su tutta una serie di
atti nelle piccole realtà “veramente non ci si arriva”. Qui il
sindaco ricorda di aver “fatto un po’ una impuntatura” per non
spostare la data del consiglio nonostante la richiesta in tal senso
avanzata dagli uffici, visto e considerato che i consiglieri lo hanno
spesso rimproverato di essere informati in ritardo delle date: Zenobi
sostiene che ciò non avviene per non voler dare un determinato
preavviso, ma perché le necessità degli uffici “portano a tardi”.
Questa volta il primo cittadino è riuscito a fornire in tempo la
data ma “facendo correre veramente tanto”, e lo testimonia il
fatto che diversi atti e molte delle delibere di questa seduta sono
state preparate il giorno stesso o quello precedente; da non
dimenticare la grande mole di lavoro affrontata dall’ufficio
ragioneria in questi primi mesi dell’anno per gli adempimenti e le
scadenze di tutto ciò che concerne il bilancio di previsione, quello
consuntivo e la rendicontazione di cassa. Il sindaco sostiene di
comprendere l’invito a una maggiore trasparenza e la voglia di
partecipazione dei consiglieri, che non vuole “in nessun modo
soffocare”, ma avendo già avuto esperienza come amministratore
negli scorsi otto/nove anni li invita a passare “un pochino più di
tempo negli uffici” per rendersi conto delle ricadute che su di
questi hanno certe pur legittime richieste. Rispondendo in
particolare a Martino sulle commissioni, Zenobi ricorda che sono
previste dal regolamento e che, seppure “appesantiscano un po’”,
sta ai consiglieri decidere in merito e costituirne alcune su quei
temi in cui c’è una particolare sensibilità. Il sindaco invita
quindi i colleghi a ritrovarsi per “vedere quello che prevede il
regolamento, decidere un tempo e dei temi, capire chi vuole comporre
quella commissione e costituirla”. Girolamo incalza il primo
cittadino ricordando che c’è stata un’occasione in cui si sono prese
delle decisioni e delle scelte di interventi, e chiedendo qual è il
momento e lo spazio in cui i consiglieri possono intervenire su di
esse. Zenobi replica che gran parte gli interventi citati dal
consigliere non nascono da pochi mesi, ma sono stati predisposti
dall’attuale e dalla passata amministrazione, “dopodiché non si
può fare qui, ma in una preconsiliare lo si può dire”, e presso
il comune i consiglieri possono avere dei momenti di confronto con il
sindaco e gli assessori per presentare le varie necessità di
intervento, senza aspettare di essere seduti in assemblea. Come un
mese e mezzo fa, il primo cittadino ribadisce di non avere nessuna
preclusione al riguardo delle commissioni, e rinnova il suo invito a
pensare di istituirle tra quei consiglieri che hanno delle “affinità
amministrative su alcuni temi” per proporle successivamente al
consiglio. Martino precisa che “questa cosa deve essere sentita, se
sono solo io non me la faccio da solo la commissione”, Zenobi
risponde assicurando la propria massima disponibilità e la volontà
di non far perdere ai consiglieri l’entusiasmo che finora hanno
dimostrato. Secchiaroli interviene nuovamente per chiedere delle
riunioni a cadenza regolare per potersi confrontare, il sindaco
sostiene di non riuscire “a star dietro a tutto”; tuttavia, se il
capogruppo di maggioranza, in veste di collegamento tra consiglio e
giunta, si prendesse la responsabilità di “sensibilizzare” il
primo cittadino ricordandogli la necessità di incontrarsi, questi
non gli direbbe “mai di no”. Non essendoci ulteriori interventi,
si procede alla votazione del bilancio e all’immediata eseguibilità
della delibera, che incassano entrambe l’unanimità dei presenti.

Il
punto numero nove della serata, riguardante la “modifica statuto
Aset Spa e patto parasociale nelle more di efficacia della fusione
per incorporazione tra Aset Spa (società incorporante) ed Aset
Holding Spa (società incorporata)”, doveva essere presentato dalla
vice sindaco Morico, che ha maggiormente approfondito la questione
alternandosi con il sindaco nel presenziare alle varie assemblee; in
sua assenza è di nuovo Zenobi che provvede ad esporre la delibera ai
consiglieri. Il comune di Fano, che detiene il 97% delle quote, lo
scorso anno ha deciso di avviare la fusione delle due società; il
comune di Mondavio è attualmente socio di entrambe con la stessa
percentuale, però usufruisce dei servizi legati solo ad Aset Spa.
Inizialmente era stata costituita una sola Aset, poi si è deciso di
distinguere le società che svolgono servizi da quelle titolari degli
impianti. Successivamente con la spending review del governo Monti si
è concessa la possibilità di riunire le società in un’ottica di
riduzione dei costi e Fano ha deciso di riaccorpare le due aziende. I
comuni soci, tra cui Mondavio, non hanno avuto alcuna “osservazione
di ostacolo” al riguardo, nulla perdendo in termini di capitale
sociale e ritenendo che la fusione delle due aziende porterà, parte
nell’immediato e parte in futuro, ad un efficientamento del
funzionamento e ad una possibilità di diminuzione dei costi
generali, cioè quelli legati al personale. Le due società hanno
deliberato la fusione nel mese di dicembre; inizialmente c’era stata
una certa resistenza da parte della Holding, la società che sarebbe
stata incorporata nella Spa, cioè l’azienda che fornisce servizi e
detiene il maggior numero di dipendenti (circa 150 contro la trentina
di quelli della Holding). L’operazione è stata realizzata con un
primo atto notarile il 27 dicembre 2016, cui è seguito un periodo di
attesa di 60 giorni nel corso dei quali la nuova società è stata
iscritta nel registro delle imprese; questo periodo, che doveva dar
modo ai creditori delle due società di potersi opporre al percorso
di fusione, si è esaurito nel mese di febbraio senza che venisse
avanzata alcuna rivendicazione da parte dei soggetti interessati. In
questi giorni le due società hanno “fatto l’atto conclusivo per la
fusione” e in quello stesso pomeriggio sono stati approvati i loro
bilanci. Nel frattempo sono intervenute delle modifiche normative che
hanno comportato delle variazioni allo statuto originariamente
previsto che oggi viene approvato insieme ai patti parasociali. In
un’ottica di risparmio era prevista infatti nello statuto la figura
dell’amministratore unico al posto di un consiglio collegiale. Dopo
la bocciatura di questa anomalia da parte della Corte Costituzionale,
è stato ripristinato il consiglio collegiale che avrà cinque
componenti, con il rispetto delle quote rosa: quattro consiglieri
verranno indicati dal comune di Fano, il quinto verrà designato
dall’accordo tra i comuni minoritari. Si è comunque deciso di
attendere il mese di luglio per la nomina del componente minoritario
poiché alcuni comuni sono interessati dall’esito politico del
processo di fusione nelle nuove realtà di Colli al Metauro e Terre
Roveresche. Sono inoltre stati inseriti i patti parasociali, poiché
negli anni si è modificato l’apporto da parte dei 12 piccoli comuni
rappresentanti il 3% delle società, le cui percentuali erano state
determinate nel 1999 in base al ridotto capitale “in termini di
mezzi” conferito nella società al momento della costituzione. Da
parte del comune di Fano c’è stata l’apertura a rideterminare la
ripartizione non più in base alla partecipazione azionaria ma
all’apporto in termini di fatturato, e ciò si è tradotto in una
riduzione dal 97% al 70% per il comune capofila. Per Mondavio non
cambia poi molto, sostiene Zenobi, visto che dallo 0,30% si passa
all’1,33%; una questione su cui i piccoli comuni hanno battagliato
riguarda invece un aspetto legato ad una norma che poi Fano ha
inserito nei patti parasociali e che è stata chiarita nel corso dei
mesi: questa era stata la motivazione che aveva spinto i comuni a
sospendere l’atto, poiché il voto veniva vincolato come quello di
Fano in contesti associativi (Aato acqua, Ata rifiuti); tuttavia è
stato specificato che questo vincolo è limitato solo all’affidamento
in house del servizio. I piccoli comuni hanno interpretato questa
fase di passaggio delle due società come un momento di rivalsa dalla
vecchia decisione del contratto trentennale, che viene vissuto “un
po’ con sofferenza” dalle nostre piccole realtà: il sindaco
precisa che “oggi come oggi” non stipulerebbe mai un contratto
trentennale per l’affidamento dei servizi, affermando che “legarsi
mani e piedi” a una realtà aziendale per tutti questi anni “è
stato un errore”, anche se ciò non dipende dal non aver trovato
professionalità ed efficienza. Zenobi concluce precisando che da
parte dell’autorità provinciale per la gestione dei rifiuti si è
già deliberato di non procedere a gara prima della scadenza dei
contratti in essere e quindi non c’è la volontà di rimettere in
discussione l’affidamento dei servizi; a Bigelli che chiede quando
scadranno i contratti risponde “nel 2030”, suscitando un po’ di
mormorio tra i consiglieri. Non essendoci interventi si passa
direttamente alla votazione: unanimità per la delibera e per la sua
immediata eseguibilità.

Sono passate da poco le
undici di sera: il decimo e ultimo punto previsto per questa
assemblea è costituito dalla “mozione a firma del consigliere
Girolamo Martino ad oggetto “Mondavio dell’accoglienza, Mondavio
della solidarietà, Mondavio dell’integrazione””. Tuttavia lo
stesso consigliere proponente, adducendo il fatto che “siamo tutti
stanchi” e visto il carattere non operativo ma di riflessione della
mozione stessa, suggerisce di rimandarne la discussione alla seduta
successiva: Zenobi invita il consigliere a proporre ufficialmente il
rinvio, Martino scherza sul fatto che con questa delibera potrà
prendere l’unanimità: i colleghi lo accontentano e il rinvio viene
approvato con il voto favorevole di tutti e dieci i presenti.

La seduta viene tolta
alle ore 23,10.