Prodi: ai sindacati appello all’unità
Il suo appello al superamento delle divisioni tra Cgil, Cisl e Uil ha infiammato la platea dei delegati cislini: «l’unità sindacale rende più forte il mondo del lavoro», ha detto Romano Prodi. Del resto, prima che l’ex premier iniziasse a parlare dal palco del XVIII congresso in corso a Roma, era intervenuta la stessa leader Annamaria Furlan per spiegare le ragioni dell’invito: «Ringraziamo Prodi, un amico della Cisl. Abbiamo sempre ammirato la sua capacità di tenere assieme i sindacati, il Paese e l’Europa e la sua capacità di fotografare la situazione economica e sociale».
A molti non è sfuggito il parallelo con la politica, dove il Professore, in qualità di padre nobile dell’Ulivo, è invocato da più parti come la personalità in grado di tenere insieme le diverse anime del Pd. La stessa linea viene confermata da Romano Prodi sul versante sindacale, nella convinzione che «l’unità fa la forza» anche per il sindacato, perché «solo un sindacato unito potrà rendere centrale le tematiche del lavoro, in Italia come in Europa». Prodi ha toccato un tema assai caro al sindacato, quello della disuguaglianza crescente. «Ricordo che 35 anni fa, quando parlai di un divario salariale di 30 a 1, ricevetti tantissime lettere di approvazione – ha detto-. Oggi nel nostro Paese è totalmente accettata l’enormità delle disuguaglianza: non reagisce più nessuno al fatto che un operaio guadagni 300 volte in meno di un alto dirigente».
Il messaggio di Prodi ha colto nel segno, e il leader dei pensionati della Cisl, Gigi Bonfanti, ha commentato subito dopo dal palco: «Se ha intenzione di riaprire la tenda, noi siamo qui in tanti pronti a dargli una mano». Il riferimento è alla reazione del premier Renzi che, dopo la debacle delle ultime elezioni amministrative, ha bocciato ogni ipotesi di costruire quella coalizione con la sinistra su cui stava lavorando Prodi. «Il segretario mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda, lo farò senza difficoltà», aveva reagito Prodi. Con il calore espresso ieri dal congresso, la Cisl sembra voler dire a Prodi: «anche se Renzi non ti vuole tra noi sei sempre il benvenuto».
Articolo di Giorgio Pogliotti
