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Consiglio comunale di Mondavio del 29 settembre 2017

È una mite serata di inizio autunno quella in cui si svolge il dodicesimo consiglio comunale del mandato di Zenobi e colleghi. La convocazione dell’assemblea è stata stabilita per le ore 21.15, ma a quell’ora nella sala municipale non c’è nessuno: i consiglieri già arrivati sono tutti riuniti come di consueto nell’ufficio del sindaco. Dalle voci che giungono dalla porta socchiusa la discussione pare essere particolarmente coinvolgente, tant’è che i nostri amministratori non danno cenno di voler entrare e accomodarsi ai propri posti sino alle 21.26. Com’era prevedibile, il pubblico è costituito solo da chi scrive e sarà così per tutta la serata; questa circostanza, unita al fatto che le lampade sono state lasciate accese in modalità “una su tre” rendendo la sala semi-illuminata (o semi-buia), conferisce al consiglio una bizzarra aria di riunione familiare, mancherebbe solo una tazza di tè fumante e un vassoio di biscottini. Non essendoci né l’una né l’altro, ma solo sei punti dell’ordine del giorno da discutere, il segretario Volpini procede all’appello, al quale rispondono in dieci: non risultano presenti i consiglieri Berti e Pasquini, le cui assenze vengono però definite “giustificate” dal sindaco. Quest’ultimo provvede quindi a nominare gli scrutatori, che saranno Bigelli, Guiducci e Secchiaroli.

L’approvazione dei verbali della seduta precedente, che costituisce il primo punto, riscuote prontamente l’unanimità dei presenti, anche di Bonifazi che il 27 luglio non aveva partecipato al consiglio.

Si procede quindi con il punto successivo, che contempla le comunicazioni del sindaco. Zenobi ne ha in serbo due: la prima riguarda l’imminente intitolazione della scuola primaria del capoluogo al professor Bruno Olivieri, ex dirigente scolastico e primo cittadino del comune di Mondavio per molti anni. A seguito della sua morte, avvenuta cinque anni fa, la precedente amministrazione comunale aveva inviato una richiesta al ministero, il cui iter si è concluso positivamente già lo scorso anno. La cerimonia di intitolazione si svolgerà il 30 settembre presso il chiostro francescano alla presenza degli alunni della scuola primaria di Mondavio, approfittando anche del fatto che non è ancora iniziato il tempo pieno e quello sarà quindi l’ultimo sabato in cui i bambini andranno a scuola. La seconda comunicazione riguarda la nomina del nuovo revisore dei conti: dal sorteggio della prefettura è stato indicato il dottore commercialista Bruno Formichetti, proveniente come il predecessore dalla provincia di Ascoli; a detta di Zenobi si tratta di una “persona di esperienza” che ha svolto il proprio lavoro presso diversi enti, anche regionali. L’incarico ha durata triennale e il sindaco si augura che il revisore possa svolgerlo in un clima di collaborazione; lo stesso dottor Formichetti voleva partecipare a questa assemblea per conoscere i consiglieri, ma trovandosi impossibilitato a causa di altri impegni, ha comunque promesso che si presenterà al prossimo consiglio.

Le comunicazioni del sindaco non sono soggette a voto e quindi si passa direttamente al terzo punto all’ordine del giorno, che recita “ratifica atto GM 11-08-17 n. 105 ad oggetto: variazione al bilancio di previsione”. La parola passa quindi alla vice sindaco Morico, che spiega ai presenti come questa variazione sia dovuta alla necessità di fronteggiare una spesa relativa alla situazione particolare di una famiglia dalla quale sono stati allontanati un minore e sua madre. L’ente comunale ha dovuto quindi provvedere al collocamento dei due presso una struttura e ciò ha comportato un costo di 7.000 euro per un mese e mezzo, sino a settembre; la situazione però permane e nel frattempo si stanno valutando altre soluzioni, anche nell’ottica di ottenere un possibile risparmio. Una parte della variazione viene coperta con il fondo di riserva ordinario, il resto con un contributo regionale al 50% ma relativo alla sola quota del minore. Secchiaroli chiede lumi sull’entità non indifferente della spesa, Zenobi risponde che il costo giornaliero è pari a 60 euro per l’adulto e 90 per il minore, mentre Morico precisa che al momento sono ospiti di una struttura che offre anche supporti di tipo psicologico ma che purtroppo non è presente nelle vicinanze. A tal proposito Secchiaroli suggerisce la comunità Papa Giovanni XXIII, Zenobi ribadisce che si sta lavorando ad una soluzione e che la settimana precedente è stata comunque prevista una variazione analoga per fronteggiare la situazione fino a novembre. Non ci sono ulteriori osservazioni e quindi si passa al voto: i dieci presenti approvano all’unanimità.

Il sindaco riprende la parola per esporre il punto successivo, il quarto, inerente la “approvazione regolamento per interventi di manomissione e ripristino suolo pubblico per realizzazione di sottoservizi”; tale esigenza nasce dalla “mancanza spesso e volentieri di programmazione” che c’è fra i vari enti e soprattutto perché altrettanto spesso le attività di ripristino delle parti danneggiate non vengono fatte “ad opera d’arte” causando di conseguenza dei problemi di manutenzione che ricadono sull’amministrazione. Il primo cittadino ha avuto la possibilità di visionare tale regolamento dal comune di San Lorenzo in campo e provvedimenti analoghi verranno presi a breve anche da San Costanzo e Monte Porzio. Nello specifico, il regolamento disciplina “le modalità, i tempi e i costi per la manomissione del suolo pubblico” nonché “i relativi e conseguenti ripristini”; i controlli e la vigilanza sui lavori sono di esclusiva competenza dell’amministrazione tramite l’ufficio tecnico comunale. Zenobi legge velocemente ai presenti alcuni stralci del documento riguardanti definizioni, casistica e modalità dei lavori, sanzioni, termini di esecuzione e rilascio del nulla osta; quest’ultimo va richiesto all’ufficio tecnico ed è subordinato al deposito di una somma a garanzia del costo stimato necessario per l’eventuale ripristino della manomissione nel caso questo non venga effettuato dal richiedente. Il sindaco sottolinea che “ovviamente i gestori non sono molto contenti” e che se anche questo regolamento non avrà un “impatto immediato” potrà comunque prevenire alcune situazioni disagevoli come quelle che si sono frequentemente verificate in passato; la maggior parte degli interventi interessati comunque riguarda gli allacci per il gas metano e le rotture dell’acquedotto piuttosto che la rete fognaria. Non sembrano esserci osservazioni da parte dei consiglieri e quando il primo cittadino chiede loro conferma di aver ricevuto e soprattutto letto il regolamento che è stato anticipato via e-mail, ottiene in risposta qualche risatina imbarazzata e pure un poco rassicurante “forse”: meglio procedere quindi alla votazione, che riscuote l’unanimità del consiglio.

Il quinto e penultimo punto riguarda la “sostituzione componente commissione comunale per la formazione degli elenchi dei giudici popolari”. La votazione dei componenti di tale commissione è uno dei primi adempimenti post-insediamento che il consiglio ha provveduto ad effettuare, ma poiché nel frattempo il consigliere Martino, che ne faceva parte insieme al sindaco e a Simoncelli, ha presentato le proprie dimissioni, si rende necessario procedere alla designazione del suo sostituto. Zenobi ricorda che la votazione è segreta e che si può indicare un solo nome sul foglietto che poi andrà piegato in quattro e raccolto dagli scrutatori. In realtà dei tre scrutatori designati per questa assemblea si alza il solo Guiducci, che tra l’altro invece della classica urna di legno si trova a dover utilizzare uno dei bicchierini di carta biodegradabile che il collega Bigelli porta diligentemente ad ogni seduta insieme all’acqua pubblica per i colleghi. Guiducci provvede quindi allo spoglio dei voti, il cui verdetto è unanime: è proprio lo stesso scrutatore ad essere eletto come sostituto nella commissione elettorale con dieci voti su dieci.

L’ultimo dei sei punti all’ordine del giorno prevede la “revisione straordinaria delle partecipazioni ex art. 24, d.lgs. 19 agosto 2016 n. 175 e S.M.I. – ricognizione partecipazioni possedute”; il sindaco evidenzia che il consiglio in corso è stato convocato principalmente per affrontare questo adempimento. Zenobi ricorda che dal 2016 “con tutta una serie di decreti attuativi” è entrata in vigore la normativa nota come “legge Madia” sulla riforma della pubblica amministrazione; uno di questi decreti prevede l’obbligo della revisione delle partecipate degli enti, con l’obiettivo di ridurre tutte quelle che non svolgono principalmente un servizio pubblico. Entro il 30 settembre ogni pubblica amministrazione deve adottare una delibera che “fotografi” la situazione delle partecipate al 23 settembre dell’anno precedente. Il sindaco procede quindi ad elencare le partecipate del comune di Mondavio, che sono: Megas Net per l’1,107%, Marche Multiservizi per lo 0,16%, Ami S.p.A. per lo 0,034%, Aset S.p.A. per lo 0,21% e Aset Holding per lo 0,20%. Nel 2017 ci sono state delle variazioni dovute al percorso di fusione tra Aset S.p.A. e Aset Holding che però, precisa Zenobi, verranno “fotografate” nel settembre 2018. Il sindaco accenna inoltre alla possibilità, recentemente oggetto di discussione, dell’accorpamento di Megas Net e Aspes nella municipalizzata di Pesaro e ne approfitta per ricordare che in passato la vecchia normativa sulle partecipate ha imposto la distinzione societaria tra chi deteneva le reti e chi svolgeva il servizio. Negli ultimi anni invece ha prevalso la logica della spending review e la legge Madia “va verso una stretta” a percorsi di accorpamento. Il primo cittadino precisa che le partecipazioni azionarie elencate del nostro comune sono “limitatissime” e quindi non c’è possibilità di azione: per esempio per un eventuale processo riguardante Megas Net a poter decidere saranno solo tre o quattro soggetti tra provincia e comuni. Il sindaco afferma inoltre di condividere la posizione del presidente della provincia, che è favorevole a valutare la cosa se “può essere strategica” ma allo stesso tempo sostiene la necessità di non monetizzare le quote ma di capitalizzarle in azioni della multiservizi per aumentarne la componente pubblica. Zenobi ricorda inoltre che Marche Multiservizi è nata con una forte partecipazione pubblica che negli anni si è ridimensionata a causa della cessione delle quote a Hera da parte di soggetti come la provincia e i comuni di Urbino e di Pesaro; oggi presenta una forte componente privata, pari al 49%, su quello che è un servizio pubblico essenziale. Il primo cittadino sottolinea che le società nelle quali si detengono partecipazioni presentano tutte bilanci in positivo

e che “sono sane” dal punto di vista finanziario; l’unica società che negli scorsi anni è fallita, e alla quale partecipavano molti comuni come il nostro, è stata la Sic 1 di Chiaravalle. Nata nel campo dell’assistenza informatica agli enti comunali, si era poi rivolta ad altri progetti come il fotovoltaico e successivamente era andata in liquidazione: la quota relativa a Mondavio era pari a 1.000 euro, che erano “stati messi” dall’allora comunità montana. Non essendoci interventi di sorta da parte dei consiglieri, il sindaco mette ai voti e, dopo aver constatato l’unanimità dei presenti e l’approvazione della delibera, dichiara tolta la seduta alle ore 22.00.