sabato 15 Giugno 2024
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Infiltrazioni mafiose nelle Marche

Alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si apre il 27 gennaio con la cerimonia ufficiale, il procuratore generale delle Marche Sergio Sottani ha anticipato la sua relazione in un incontro preliminare con la stampa: “Nei prossimi mesi ci dovremo concentrare sulle attività legate alla ricostruzione post sisma e al pericolo di infiltrazioni mafiose nel nostro territorio. Dobbiamo stare attenti perché nelle Marche c’è ricchezza e quando ci sono tanti soldi ci sono anche i soggetti mafiosi pronti ad infiltrarsi. Il rischio è sempre più concreto e ci sono già dei segnali”.

Una prima spia d’allarme è arrivata dalla Campania, dove alcuni soggetti legati alla camorra avrebbero vinto un appalto per la costruzione delle casette (Soluzioni Abitative di Emergenza) nelle tre regioni colpite dal terremoto, tra cui le Marche.

L’altra è arrivata dall’Anac su soggetti collegati alla camorra e già legati al territorio in merito a dei subappalti per la ricostruzione. E ancora il caporalato nei cantieri delle Sae, segnalato nel Maceratese da un sindacato.

Prosegue Sottani: “Il rischio di infiltrazione mafiosa è sempre più concreto, così come dimostrato anche dalla recente sentenza del Tribunale di Macerata che ha riconosciuto la sussistenza dell’associazione mafiosa in ordine ad un complesso processo concluso in primo grado il 22 gennaio scorso” che ha portato alla condanna 18 persone, tra accuse di estorsione, droga e detenzione di armi.

Sottani ha indicato una strada ben precisa per contrastare la criminalità organizzata che si sta strutturando nella nostra Regione: “Insieme alla Procura distrettuale abbiamo chiesto di istituire un centro Direzione Investigativa Antimafia nel capoluogo di regione per il raggiungimento di adeguati obiettivi investigativi”.

Verrà ascoltato?

 

Fonti utilizzate: Corriere Adriatico del 27 gennaio e il sito “Centro Pagina”