11mila scienziati
Uno studio sottoscritto da più di 11mila scienziati di tutto il mondo, pubblicato sulla rivista BioScience, dichiara che: “Il pianeta Terra sta affrontando un’emergenza climatica“. Secondo gli scienziati, “le emissioni di gas serra sono ancora in rapido aumento, con effetti sempre più dannosi sul clima. Un immenso incremento di scala degli sforzi per conservare la nostra biosfera è necessario per evitare sofferenze indicibili a causa della crisi climatica“.
Nonostante 40 anni di negoziati globali sul clima, con poche eccezioni, siamo andati avanti come di consueto e in gran parte non abbiamo affrontato questa situazione. La crisi climatica è arrivata e sta accelerando più rapidamente di quanto molti scienziati si aspettassero.
Quindi gli scienziati sostengono che “per garantire un futuro sostenibile, dobbiamo cambiare il modo in cui viviamo“. In particolare, gli esperti suggeriscono “sei passaggi critici e correlati che i governi, le imprese e il resto dell’umanità possono adottare per ridurre gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici” e che riguardano energia, inquinanti, natura, cibo, economia e popolazione.
Ecco alcune delle indicazioni fornite dagli scienziati
- il mondo deve implementare rapidamente massicce pratiche di efficienza e conservazione energetica e deve sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili a basse emissioni di carbonio e altre fonti di energia più pulite se sicure per le persone e l’ambiente; dobbiamo ridurre prontamente le emissioni di inquinanti climatici di breve durata; dobbiamo proteggere e ripristinare gli ecosistemi terrestri.
- Dovremmo mangiare cibi prevalentemente vegetali, riducendo il consumo globale di prodotti di origine animale e ridurre drasticamente l’enorme quantità di rifiuti alimentari nel mondo. Anche l’eccessiva estrazione di materiali e l’eccessivo sfruttamento degli ecosistemi, trainati dalla crescita economica, devono essere rapidamente ridotti per mantenere la sostenibilità a lungo termine della biosfera.
- La popolazione mondiale deve essere stabilizzata e, idealmente, gradualmente ridotta, in un quadro che garantisca l’integrità sociale prevedendo politiche comprovate ed efficaci che rafforzano i diritti umani.
Le conseguenze dei cambiamenti climatici non possono essere lette solo in chiave ambientale ed economica. Hanno effetti importanti sulle crisi umanitarie in atto e ne creano di nuove. È ormai noto che esiste un legame tra la cattiva qualità e la scarsità d’acqua, la malnutrizione, i conflitti e gli esodi forzati, e che cambiamenti climatici ed emergenze umanitarie sono collegati. Con il riscaldamento globale aumenteranno i disastri naturali come le inondazioni e gli uragani, e s’intensificheranno fenomeni più graduali, come la siccità.
Secondo un recente rapporto presentato alle Nazioni Unite, a subire l’impatto dei cambiamenti climatici sarà soprattutto chi vive in povertà. I paesi non industrializzati sopporteranno circa il 75 per cento dei costi, e questo metterà in pericolo le loro fonti di approvvigionamento. Da tempo le équipe di Medici senza frontiere (Msf) si confrontano con i problemi di salute di centinaia di migliaia di persone che vivono in aree colpite dalla siccità e con poche scorte alimentari, come il Sahel, o messe in ginocchio da disastri naturali, come il Mozambico.
La comunità internazionale è pronta ad affrontare queste gravi conseguenze umanitarie?
Fonte: ADNKronos, Internazionale
