giovedì 22 Febbraio 2024
Politica locale

Minacce a Ricci, bersaglio anche di altri «fatti strani» Il sindaco presto chiamato a riferire in procura

È dalle immagini delle telecamere che potrebbero arrivare gli indizi più importanti. Quelli utili a stringere il cerchio sul volto (o volti) di chi, qualche giorno fa, ha scritto e fatto recapitare la lettera minatoria contro il sindaco Matteo Ricci. Lettera con su scritto, con ritagli di giornale, «Sappiamo dove abiti», corredata dalla foto di una pistola tascabile e da alcuni proiettili. L’indagine prosegue su più fronti. E presto Ricci stesso sarà chiamato in procura per approfondire ulteriori aspetti e spunti contenuti anche nella sua denuncia, per ora, contro ignoti. Intanto, a tutela della sua sicurezza e incolumità, il sindaco è stato sottoposto a un servizio di vigilanza. Ma quella lettera potrebbe anche non essere la prima minaccia. Ricci ha detto, anche via social, di essere circondato da un clima di veleno nei suoi confronti. Un clima di forte pregiudizio che va avanti ormai da tempo. Contro di lui e contro la sua famiglia. E in questo lungo periodo, sarebbe stato il bersaglio anche di altri fatti «strani». La Polizia scientifica sta proseguendo nel frattempo l’analisi sulle lettere di carta ritagliate da un giornale, e, per la precisione, da una copia del Resto del Carlino. Si va alla ricerca di una qualche possibile traccia di dna. La foto della pistola pocket incollata, insieme alle munizioni, nella missiva è un modello non commercializzato in Italia, ma, a quanto pare, negli Stati Uniti. Si indaga poi su diversi ambienti per arrivare a capire chi possa avere pensato e realizzato un gesto comunque ingiustificabile. Ma è dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza che si trovano intorno all’abitazione di Ricci in centro storico che potrebbero arrivare le tracce più significative per identificare il responsabile o i responsabili. «Non so se ridere o preoccuparmi, anche perché l’odio cammina spesso insieme alla stupidità – le parole con cui Ricci aveva accompagnato la foto della lettera postata sul suo profilo Facebook – Sono abituato a stare in prima linea e a servizio del cittadino, non mi farò certo intimidire da codardi che minacciano, tantomeno da quelli che utilizzano modalità Hollywoodiane. Forse durante la quarantena hanno esagerato con i thriller». E ancora: «Che le forze dell’ordine possano trovare questi malviventi di bassa lega che vivono d’invidia e rancore, e che passano il tempo a cercare di spaventare le famiglie, fregandosene dei figli. Vergognatevi!»