«Siamo di fronte a un impianto ottimale, innovativo e utile»
Intervista Giancarlo Marchetti, direttore generale di Arpa Marche, agenzia regionale per la tutela ambientale
«Siamo di fronte a un impianto ottimale, innovativo e utile»
Da una gestione sbagliata potrebbero scaturire cattivi odori, ma non problemi per la salute
di Solidea Vitali Rosati Giancarlo Marchetti è il direttore generale di Arpam Marche, l’agenzia regionale per la protezione ambientale (foto). Dottor Marchetti come vanno considerati gli impianti di biodigestione anaerobica integrati come quello che il privato vorrebbe realizzare nella Piana di Talacchio? «In linea generale la tipologia di impianto – un biodigestore anaerobico – è innovativa e consolidata sotto l’aspetto del funzionamento. Peraltro è una tecnologia che consente la produzione di biometano e la chiusura del ciclo dei rifiuti con la produzione di compost. Questo, trattato, può essere usato localmente come ammendante. Da queste tecnologie derivano quindi dei vantaggi. Si chiude il processo dei rifiuti in loco, invece che fare la raccolta differenziata e portare altrove, con costi aggiuntivi, la frazione organica». Sistemi aerobici o anaerobici? «L’aspetto del trattamento anaerobico è comunque più performante rispetto al trattamento aerobico». Il biodigestore anaerobico che tipo di problematiche – inquinamento ambientale o legate alla salute dell’uomo – può dare? «Da una gestione non ottimale potrebbero scaturire cattivi odori. Per il resto non vedo controindicazioni: né per la salute e né per l’impatto ambientale». Perché? «Sono impianti mirati all’ingresso di materiali come rifiuti organici e legno che possono garantire la giusta miscelazione, utile alla produzione migliore, sia di biometano che di compost. Se l’impianto viene gestito bene è performante e non produce cattivi odori». I cittadini si appellano al principio di precauzione: «se non vi è certezza scientifica che permette di escludere ragionevolmente la presenza di rischi per la salute nella realizzazione di un’opera è preferibile stare sul sicuro ed escludere l’opera». Che ne pensa? «Ripeto: l’impatto sulla salute deriva semplicemente dalla produzione di cattivi odori. Le prescrizioni impiantistiche che verranno date nelle autorizzazioni e con i controlli eseguiti sarà cura degli organi di controllo che la gestione sia ottimale. In questo quadro di riferimento non ci dovrebbero essere rischi per la salute». Non è un ecomostro… «Ma di che stiamo a parlare… per favore… Mi risulta che questo tipo di impianti, con il Recovery Fund, saranno incentivati. La loro costruzione consente la chiusura del ciclo dei rifiuti».
