Fano-Urbino, a maggio lo studio Rfi

Per la metà del prossimo mese dovrebbero essere disponibili i costi indicativi per rimettere in funzione il treno

Tempi rispettati: a metà maggio sarà consegnato da Rfi lo studio di fattibilità per il ripristino del treno turistico sulla Fano-Urbino. La conferma arriva dalla sottosegretaria Rossella Accoto. Per la metà del prossimo mese dovrebbero essere disponibili i costi indicativi per rimettere in funzione il treno. La data di maggio era stata indicata da Rfi già nell’incontro che la sottosegretaria Accoto aveva avuto all’inizio di marzo con con l’amministratrice delegata e direttrice generale di Rfi, Vera Fiorani. Studio per il quale sono stati stanziati 1 milione di euro circa due anni fa e che riguarderà solo il treno turistico, perché Rfi ha escluso, nell’incontro avuto con la sottosegretaria, che sulla quella linea si possa attivare una metropolitana di superficie. Rfi ha anche escluso che lo studio possa essere esteso, come richiesto dal sindaco di Vallefoglia Palmiro Ucchielli, al tratto Urbino-Pesaro. Polemico sul milione di euro speso per lo studio di fattibilità, Renzo Rovinelli che, durante la giunta Ceriscioli, ha seguito il progetto della ciclabile Fano-Urbino, a fianco dei binari: «Cosa viene finanziato con il milione di euro? Cos’altro c’è da verificare sulla fattibilità di una linea che, vista la legge fantasma, non esiste? Come può essere studiato un progetto se mancano i decreti su come lo Stato e le sue società intendano sviluppare questa nuova forma di trasporto? Che senso ha investire una somma così rilevante quando non sono state definite, per le 18 ferrovie turistiche, le condizioni per la gestione e l’organizzazione delle attività connesse?». E ancora Rovinelli: «Immagino lo stupore dei dirigenti di Rfi nel trovarsi un regalo di 1 milione di euro per assemblare 4 dati di cui sono già in possesso. Resta il fatto che il milione è denaro pagato dai contribuenti, compresi gli abitanti della vallata del Metauro». Intanto continuano le iniziative del comitato a favore della Ciclovia del Metauro a sostegno del progetto elaborato dalla giunta Ceriscioli e che l’attuale amministrazione regionale ha messo in discussione per salvaguardare il sedime ferrovia, in vista di un futuro ripristino del treno. Anche Fano è stata chiamata ad adeguarsi ed invitata a suggerire un percorso alternativo a quello previsto lungo la ferrovia. Tanto che la Fano-Urbino è diventato uno dei temi divisivi all’interno della maggioranza con il Pd pronto a difendere il vecchio tracciato e l’assessore ai Lavori pubblici che ha cerca di mantenere un dialogo con la Regione, nel timore di perdere la quota di finanziamenti destinati a Fano. Anna Marchetti