Fano-Urbino: «Mettiamoci lo stabilizzato»
Il consigliere regionale Andrea Biancani lancia l’idea di ricoprire il tracciato con terreno solido che permetta di andarci in bici e a piedi
Adesso il consigliere regionale Andrea Biancani (foto) dà la spallata finale alle discussioni sulla Fano-Urbino: «Ricopriamo subito la massicciata e i binari della ferrovia Fano-Urbino mettendoci lo stabilizzato, ossia un fondo di terra solido che permetta di pedalarci sopra. Avremmo in due o tre mesi un percorso incredibile per ciclisti ed escursionisti che già da quest’estate potranno partire da Fano e arrivare a Urbino e viceversa in totale sicurezza attraverso un tracciato che la stragrande maggioranza delle persone non conosce. In questo modo non si compromette nulla ma nello stesso tempo si esce dal ricatto dell’immobilismo in attesa di sapere cosa farci. Occorre essere decisi nelle scelte quando si sa perfettamente che su quei binari non ci potrà passare nessun treno, né turistico né commerciale, perché non sono più idonei a sostenere i pesi. Facciamo le cose, non rimaniamo a guardare e soprattutto a parlare. Non possiamo più permettercelo. E ho accolto con grande interesse la proposta sensata e lungimirante dei fratelli Indio di Fermignano, due giovani architetti che hanno pensato di disegnare una nuova linea ferroviaria Fano-Arezzo accanto alla superstrada Fano-Grosseto per collegarci alla Toscana comprendo 120 km. «Sono anni che ribadisco che se Rfi dovesse attivare una nuova linea ferroviaria commerciale, rivolta cioè ai passeggeri, non lo farebbe mai sull’attuale tracciato che collega Fano-Urbino. Oltre al progetto presentato da Francesca e Lorenzo Indio, mi preme ricordare che la Provincia, nel 1993, sei anni dopo la chiusura della ferrovia Fano-Urbino avvenuta nel 1987, aveva già avviato uno studio che prevedeva di realizzare una nuova linea ferroviaria a fianco della strada Fano-Grosseto, collegamento che avrebbe unito il nostro territorio con il nodo ferroviario di Arezzo». Aggiunge Biancani: «Sono convinto che bisogna andare avanti con il percorso ciclopedonale lungo l’ex ferrovia, compatibile con l’eventuale treno turistico, due progetti che si sostengono a vicenda. Il rischio vero è lasciare l’attuale tracciato abbandonato, senza futuro, non utilizzabile dai cittadini in tempi brevi. Sono inoltre convinto che le persone vogliono un percorso ciclopedonale lungo l’ex ferrovia. Il progetto di ciclabile, a fianco del sedime, su cui Rfi ha già espresso parere positivo, resta la soluzione più realizzabile con tempi e costi certi ed è compatibile con il ripristino della ferrovia turistica. La revisione del progetto rischia di allungare i tempi e di aumentare i costi».
