sabato 13 Aprile 2024
Politica italiana

Grandi ritorni: il Mes

Oggi userò questo spazio

per solidarizzare toto cordecon

Luigi Marattin. Sì,

non è un refuso e nemmeno arteriosclerosi:

intendo proprio il

deputato italovivo. Che ieri, intervenendo

alla Camera sul Re –

covery, mi ha dato grande soddisfazione,

riprendendo una campagna

che il Fatto lanciò fin dalla

nascita del governo Draghi: “Vo –

gliamo il Mes”. A furia di sentirlo

invocare per due anni, in tutti i

dibattiti parlamentari, le prime

pagine di giornale, i talk televisivi,

le conferenza stampa di Conte,

i vertici della fu maggioranza

giallorosa, ci eravamo alla fine

convinti e anche un po’ arrapati

su quel meraviglioso acronimo di

tre lettere (Meccanismo europeo

di Stabilità o Fondo salva-Stati).

Per due anni ci domandavamo

perché nessuno lo chiedesse in

Europa e tutti lo pretendessero

in Italia (a parte i putribondi populisti):

che sia una fregatura tipo

Grecia? Ma alla fine, per sfinimento,

ci eravamo arresi: viva il

Mes. Del resto, se ne parlavano

bene Calenda e Lawrenzi d’Ara –

bia (“col Mes molti morti in meno

e tanti vaccini in più”), come dubitarne?

Così quando Conte, che

non lo voleva, fu sostituito da

Draghi, non avemmo dubbi: è il

Migliore, ilMes ce lo darà. Invece,

nel discorso della fiducia, non

se lo filò di pezza. Anche perché

nessuno glielo chiese. Anzi tutti

gli chiesero di non prenderlo perché

ormai c’era Lui. “Presidente

Draghi, il nostro Mes è lei!”, proruppe

il renziano Faraone, noto

economista dellaMagna Grecia,

con la salivazione leggermente

fuori controllo.

I giornaloni che avevano sempre

il Mes in bocca spiegarono

che l’“effetto Draghi”, con la sola

imposizione delle mani, faceva

precipitare lo spread, rendendo

il Mes superfluo, forse dannoso.

Strano: col Conte-2 lo spread s’era

dimezzato (da 222 del

13.8.2019 a 106 del 6.1.2021) e

nessuno se n’era accorto; poi la

crisi innescata dall’Innominabi –

le l’aveva fatto schizzare a 122 (lui

che voleva farci risparmiare ben

360 milioni di interessi sul debito)

e nessuno se n’era accorto;

con Draghi lo spread scese nei

primissimi giorni da 105 a 98, per

poi tornare a 105. Il quale Draghi,

nella conferenza stampa del

19 marzo, lo liquidò tranchant :

“Oggi prendere il Mes sarebbe

buttare via i soldi”. E tanto bastò

a placare l’astinenza da Mes dei

suoi più accaniti cultori, da Folli a

Franco, da Molinari a Sallusti.

Insomma, temevamo di non risentirne

mai più parlare. Poi, ieri,

lo sparo nel buio. Marattin ci ha

strappato le parole di bocca:

“Dobbiamo accedere alla linea

pandemica del Mes. È trascorso

un anno e noi di Iv non abbiamo

cambiato idea” (in realtà l’han

cambiata per la terza volta, ma fa

lo stesso). Purtroppo non se l’è filato

nessuno. Ma noi sì: sappia

che siamo con lui.