giovedì 30 Maggio 2024
Politica italiana

Ora e sempre Resistenza

Manca un giorno alla nuova

Dittatura Sanitaria e

nessuno dice nulla. Nove

giorni fa, tomo tomo cacchio

cacchio, il Consiglio dei ministri

ha deciso che lo stato di emergenza

vigente dal 31.1.2020, anziché

scadere il 30 aprile durerà almeno

fino al 31 luglio. E i partigiani

di Lega, FI e Iv, che fieramente si

opposero alle precedenti proroghe

del duce Giuseppi, sono scesi

dalle barricate e hanno votato a

favore. E i giornaloni, che l’anno

scorso conducevano un’eroi ca

Resistenza contro le due proroghe

del caudillo di Volturara Appula,

ci abbandonano alla terza. A

luglio l’Espresso denunciava in

copertina lo “Stato di Cont-ingenza

” del satrapo che “vuole allungare

l’emergenza per tutto

l’anno”e“trasforma la fragilità del

suo governo nello strumento per

conservare il potere”. L’em e r it o

Cassese lanciava sul Corriere uno

straziante grido di dolore: “Non

dimentichiamo che Viktor Orbán

cominciò la sua carriera politica

su posizioni liberali”, “Lo stato di

emergenza è illegittimo perché

l’emergenza non c’è”. E La Stampa

titolava un editoriale di Cacciari

“Un’illogica dittatura democratica

”. Poi a ottobre il nuovo golpe

dell’Orbán con la pochette, con

la scusa della seconda ondata di

sua invenzione: “Emergenza non

c’è”, tuonava il subcomandante

Cassese a Omnibus.

A dicembre l’italovivo Rosato

invocava “un cambio di passo”

perché “Palazzo Chigi ha abusato

dell ’emergenza”. Il 20 dicembre,

con 553 morti in 24 ore, Cassese

denunciava sul Me ss a g ge ro le

“misure non previste dalla Costituzione

e dettate in nome dell’emergenza

che tale non è”. Antonella

Boralevi fremeva di sdegno:

“Il potere ci tiene da un anno, come

un regime sudamericano, in

uno stato di emergenza”. Galli

della Loggia, sul Corriere , diceva

basta “forzature, colpi di mano e

personalismi”di Conte. Lawrenzi

d’Arabia si sgolava: “Non abbiamo

tolto i pieni poteri a Salvini

per darli a Conte” (battutona ripetuta

a pappagallo dal trio Faraone-

Bellanova-Boschi). Poi il

semprevigile Domani: “Non solo

Re co ve ry : ecco i pieni poteri di

Conte”. Ancora l’Innominabile, in

trasferta su El País: “Conte non

ha il mojito, ma vuole pieni poteri

come Salvini”, è “un v ulnus d emocratico

”,“la Costituzione non è

una storia su Instagram”. E il Cor –

riere che rilanciava un dotto studio

della Fondazione Leonardo

(presieduta nientemeno che da

Violante): “Cesarismo e task force”.

Il golpe era alle porte, ma fu

sventato dalla Liberazione dei

Migliori. Che però ci regalano altri

tre mesi di emergenza. E la Resistenza

dov’è? Cassese che fa? I

due Matteo disertano così? I giornaloni

mollano sul più bello? Ragazzi,

vi vogliamo belli tonici come

un anno fa. Resta un giorno

per ripristinare la democrazia.

Non deludeteci.