giovedì 30 Aprile 2026
Politica locale

Non flette più la curva dei contagi Le micro zone sono rosse di rabbia

Conquistato il giallo, l’Rt rimane basso ma non calano i positivi. Palmiro Ucchielli attacca di nuovo Acquaroli

 

di Luigi Luminati Conquistata la colorazione in giallo anche per la prossima settima, che ormai non è più in discussione con un Rt ormai stabilizzato attorno allo 0.82, le Marche stanno riflettendo su un dato molto importante. La curva del contagio non flette più: la stabilità è ormai acquisita ma non basta per dire che la situazione della curva può ancora migliorare. L’Osservatorio della Regione Marche si gode i risultati raggiunti e fa capire che questo stop non è collegabile alle limitate riaperture già effettuate. Forse sul risultato ha pesato di più il brutto tempo degli ultimi dieci giorni ma è altrettanto evidente che non si può sperare che le cose vadano totalmente in positivo come l’anno scorso. L’estate con il caldo arriverà ma bisogna sperare che lo faccia presto per avere gli stessi risultati: «Nelle ultime due settimane – sottolineano gli esperti – la flessione della curva non si registra più. Siamo al plateau. I dati dei contagi sono più o meno gli stessi. Ma dovremo stare molto attenti ai segnali di risalita». Per il momento la Regione dovrà stare soprattutto attenta agli accessi agli atti. Molti dei Comuni finiti in zona rossa hanno chiesto l’accesso agli atti per capire come si sono fatti i conti necessari per indicare a livello comunale micro zone rosse o arancione rafforzato. A guidare la fronda comunale è il senatore Palmiro Ucchielli: «Ho chiesto al presidente della regione di ritirare l’ordinanza, perché il calcolo andrebbe fatto su un bacino più ampio, da noi i casi di contagio sono stazionari. Così si creano disagi ad una popolazione specifica e alle attività economiche e produttive del territorio. Non c’è nessuna situazione di emergenza». Il virus è però diverso; corre molto e più velocemente. Le varianti lo hanno cambiato e così fare i raffronti con la fine della prima ondata serve a poco. Soprattutto sono cambiate le condizioni di partenza. Il vaccino ha messo in sicurezza molti degli anziani e dei più fragili. Tutto ciò porta a ridurre il peso sugli ospedali e sulle terapie intensive. Ma ora il virus è endemico e corre con gli uomini che si muovono di più: le fasce d’annata che vanno dai venti ai sessanta anni dovranno affrontare la malattia direttamente. Il che vorrà dire un numero minore di casi da ospedalizzare e un minore numero di vittime. I contagi rimangono invece stabili con un’incidenza media marchigiana di 126 casi su centomila abitanti. Un’incidenza che da diverse settimane vede la provincia di Pesaro e Urbino sopra la media, insieme ad Ascoli Piceno. La scelta del presidente Francesco Acquaroli è stata più volte contestata dai Comuni coinvolti. Con tanto di numerosi accessi agli atti per capire come si arriva a superare la soglia di allarme prevista, conferme indirette che gli enti locali territoriali non gradiscono l’iniziativa della Regione che però non vuole sbagliare ancora come ha fatto con la variante inglese.