martedì 16 Luglio 2024
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Vatti a fidare!

Daniela Lo Verde, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Giovanni Falcone del quartiere Zen 2, è finita agli arresti domiciliari, così come il suo vice, Daniele Agosta, e la dipendente di una ditta di computer, Alessandra Conigliaro, con l’accusa di peculato e corruzione. Nel registro degli indagati anche altre 12 persone fra docenti e collaboratori della preside.
Secondo i procuratori Amelia Luise e Calogero Ferrara, la preside, premiata nel pieno della pandemia con il titolo di Cavaliera della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella, intascava parte dei fondi per i progetti europei, realizzati solo in parte o mai avviati, sotto forma di apparecchi informatici di ultima generazione destinati per la didattica a distanza dei ragazzi difficili dello Zen. Così come prodotti alimentari e dolci dalla mensa scolastica legata ai corsi fantasma che andavano avanti fino al pomeriggio.
In 14 mesi d’indagine i carabinieri del nucleo investigativo di Palermo hanno accertato la gestione irregolare di fondi di spesa pubblici europei stanziati per diversi progetti per una cifra superiore ai 100 mila euro.
L’indagine è partita dalla denuncia di un’insegnante dell’istituto che si è accorta che nei progetti partecipavano pochi studenti a fronte delle cifre rendicontante.
Dura la reazione di Maria Falcone, sorella del giudice ucciso dalla mafia a cui è stata intitolata la scuola: “E’ un insulto alla memoria di mio fratello”.
Doveva essere un esempio di legalità, ma alla fine si è dimostrata un grande imbroglio.