lunedì 27 Maggio 2024
Medioriente

Il giuramento di ipocrita

Se all’inizio della guerra Russia-
Ucraina gli atlantisti de
noantri mostrarono i primi
sintomi di allergia alla logica, con
l’ennesima guerra Hamas-Israele
sembrano aver perduto il ben
dell ’intelletto. Non ci riferiamo ai
dobermann da talk e da social che
distribuiscono patenti di terrorismo
e tagliagolismo a chiunque
azzardi critiche al governo israeliano
un po’ meno feroci di quelle
della stampa israeliana. E nemmeno
a quel minore del renzismo
che twitta “Il Fatto è pieno di giornalisti
antisemiti”, meritandosi una
citazione in tribunale e una nel
più vicino reparto psichiatrico.
Ma a personaggi di ben altro spessore,
abituati a studiare e a ragionare,
anche per giungere a conclusioni
diverse dalle nostre. Come
Paolo Mieli, giornalista e storico.
Già ci aveva sorpreso definendo
“giustificazionista” di Hamas
il discorso anti-giustificazionista
di Guterres.Ma ieri, su La7,
si è superato: “Vorrei fare una riflessione
sugli ipocriti italiani.
Quando fu invasa l’Ucraina, dicevano
a Zelensky ‘ritirati perché la
Russia è troppo più potente’. Ora
nessuno dice al capo di Hamas di
arrendersi. Sono propagandisti a
cui non frega niente”. A parte il
fatto che nessuno disse a Zelensky
di ritirarsi (e da dove, visto che gli
invasori erano i russi e lui era l’in –
vaso?), semmai di negoziare un
compromesso col nemico prima
che il suo popolo subisse i guai
peggiori che sta tuttora subendo,
dopo il fallimento della controffensiva
ucraina e l’inizio di quella
russa, una domanda sorge spontanea:
Mieli sta forse paragonando
la “democrazia ucraina” al
gruppo politico-terroristico Hamas?
Nemmeno noi, che la democrazia
ucraina non l’abbiamo
mai granché notata, specie dopo
la messa fuorilegge dei 12 partiti
di opposizione e gli atti terroristici
compiu oltre confine, ci saremmo
sognati un accostamento così
offensivo per Zelensky.
Di analogie fra le due guerre ce
ne sono, ma molto diverse alla
scombiccherata equazione mieliana.
Israele, come la Russia, occupa
territori non suoi. E l’Ucrai –
na nega ai russofoni del Donbass
l’autonomia promessa in due accordi
a Minsk. Ma Israele e l’Ucraina
sono nostri alleati, la Russia
e Hamas no. E con gli alleati
l’Occidente ha voce in capitolo e
mezzi di pressione per farsi ascoltare,
con i nemici no. Quindi i veri
ipocriti e propagandisti sono
quanti pretendono dal nemico
Putin che si ritiri dalle regioni ucraine
occupate, ma non pretendono
dall’amico Zelensky che
conceda l’autonomia al Donbass
e un referendum per far decidere
a quel popolo con chi vuole stare,
né dall’amico Netanyahu che si ritiri
dalla Cisgiordania, come Israele
si impegnò a fare gradualmente
nel 1993 a Oslo. Ecco, non
vorremmo che Mieli, a furia di indagare
sugli ipocriti e i propagandisti,
scoprisse che il primo è lui.