venerdì 23 Febbraio 2024
Politica italiana

La bolla della propaganda

La propaganda, qualsiasi tipo di propaganda, commerciale o politica, ha bisogno di creare bolle. Anche il Governo Meloni lo sa. “Giorgia mia dammi mille euro”, potremmo intitolare così la bolla di propaganda innescata la settimana scorsa. Per i canali televisivi, Tg1 in testa, e per i giornali italiani di carta e online, sempre più pigri e in preda alla prima velina governativa, Giorgia i 1.000 euro in più li aveva elargiti; bontà sua e del Governo, agli anziani di questo Paese. Si veda la cover di una dei giornali online più autorevoli, Open, che ha uno tra i titoli più equilibrati.

“Mille euro in più agli anziani” hanno strombazzato tutti i media. Ma non è così, andando ad approfondire, si scopre che si tratta di pura propaganda. Infatti non si tratta di 1000 euro ma di 850 (cifra comunque considerevole ma da spendere solo per la badante), ma per averli bisogna avere più di 80 anni, non essere autosufficienti, avere un valore Isee bassissimo, non superiore a 6.000 euro. Cioè, facendo un calcolo, cerchio dopo cerchio e sempre più stretto, una misura straselettiva che interessa circa 25 mila persone, l’1,18% della platea di riferimento, costituita da 1,4 milioni di anziani non autosufficienti percettori di assegno di accompagnamento, 1 milione, restringendo agli ultraottantenni.

 

Ma non è questo l’aspetto che le organizzazioni di settore hanno criticato maggiormente del decreto attuativo della Riforma approvato giovedì 25 gennaio , la questione, scrive giustamente Chiara Saraceno su La Stampa:  “è che si tratta di una misura sperimentale, prevista solo per il 2025 e il 2026, e finanziata con appena 300 milioni di euro annui, e quindi i paletti sono molto stretti, troppo. Non siamo di fronte all’assegno universale per gli anziani gravemente insufficienti come è stato un po’ furbescamente lasciato credere negli annunci ufficiali. Si tratta di una misura fortemente categoriale, non universale.  La Riforma disegnava un progetto complessivo di riordino delle misure rivolte alle persone non autosufficienti, prevedendo sia un rafforzamento sia una integrazione dei servizi sociali e sanitari per un approccio olistico e non segmentato. Per realizzare questi obiettivi la legge delega impegnava il governo ad approvare entro il 31 gennaio, uno o più decreti legislativi. Nulla di ciò è avvenuto e l’attuazione della legge delega continua ad essere avvolta nella nebbia, salvo che per il topolino di questa sperimentazione che, oltre ad essere fortemente limitata nel target, lo è anche nel contenuto”.

Il secondo caso di propaganda è stato Il “Piano Mattei per l’Africa”, ideona sbandierata fin nelle prime settimane di Governo e che a valle del pretenzioso Summit Italia – Africa (presenti con capi di Governo, presidenti o ministri 25 Stati africani su 54) non è ancora del tutto leggibile se non nelle buone intenzioni di una partnership “non predatoria” (da qui il nome Mattei) con il continente africano.

Qui racconto cosa preveda ad oggi e le reazioni degli africani e delle organizzazioni della società civile.