giovedì 25 Luglio 2024
Politica locale

«Mobilità passiva, dare soldi ai privati non risolve»

La Regione come intende intervenire per ridurre la mobilità passiva? La domanda è al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale (M5S) Marta Ruggeri. Una domanda di cui si suggerisce già una risposta: «Ritengono di risolverla attivando strutture private nel territorio regionale, come quella che verrà aperta a Villa Fastiggi a Pesaro?» Si chiede.Il riferimento è alla struttura sanitaria privata, il “Maria Cecilia Hospital”, legata al Gruppo Villa Maria Spa specializzato nella cardiologia interventistica e nella traumatologia ortopedica. «Ho chiesto se ritengano opportuno aumentare i posti letto nel servizio pubblico, potenziando anche i servizi già esistenti in cui si registra la quota maggiore di mobilità passiva, per andare in controtendenza alla fuga verso altre regioni. La mobilità passiva nella nostra regione ha sottratto oltre 400 milioni di euro in 10 anni, una cifra che si sarebbe potuta investire in potenziamento dei servizi pubblici». Dai dati è emerso che la provincia di Pesaro e Urbino (Ast 1) rimane il territorio con maggiore mobilità verso l’Emilia Romagna. Secondo la Fondazione Gimbe, oltre 1 euro su 2 speso per ricoveri e prestazioni specialistiche finisce nelle casse del settore privato, sottraendolo al servizio pubblico. «Le lunghe liste d’attesa che obbligano a ricorrere al settore privato a proprie spese». Nelle 2022 il saldo tra mobilità passiva (156,5 milioni) e mobilità attiva (112 milioni) ammonta a -44,5 milioni di euro l’anno. «Per questo è importante sapere qual è la strategia di questa regione. Se la ricetta resta quella di Ceriscioli la cui politica sanitaria è stata bocciata alle scorse elezioni regionali con un potenziamento del privato convenzionato, c’è poco da stare allegri».