domenica 21 Luglio 2024
Varie

Babbo Claudio: «Quel prete vada in un’altra diocesi»

«Ce l’aveva fatto capire, quando ha voluto incontrare me e mia moglie, che non avrebbe cambiato idea e così è stato. Ma noi non riusciamo proprio a comprendere il perché. Neanche adesso, dopo aver letto e riletto un’infinità di volte le sue parole pubblicate dai giornali. Perché per il vescovo è più importante quel prete della nostra famiglia?» Il babbo dell’allora ragazzina che 12 anni fa subì atti sessuali da don Giacomo Ruggeri, dopo aver saputo, venerdì scorso, che il sacerdote è stato reintegrato nella diocesi di Fano e assegnato alla parrocchia di Pergola (distante una ventina di chilometri da Orciano, ndr) è rimasto in silenzio, ma adesso sente il desiderio di condividere alcuni suoi pensieri e stati d’animo. «E’ l’ultima volta – dice -, perché tanto a parlare non si risolve niente, c’è chi decide al di sopra di noi. Però, alcune cose voglio dirle, anche perché in questi giorni, dopo il mio sfogo pubblico attraverso il vostro quotidiano, in tanti hanno avuto una parola buona per me e per i miei familiari. Ci hanno espresso vicinanza, solidarietà. E questo, per noi, che eravamo stati chiusi nel nostro dolore per 12 lunghi anni, è una cosa importante, che ci da un po’ di forza, ci fa sentire meno soli, in un momento davvero brutto e difficile. Li ringrazio e li abbraccio dal cuore, uno ad uno». Claudio, si chiama così questo babbo profondamente segnato dalla sofferenza, ma con una straordinaria dignità, ci confessa che ha davvero «rimuginato» tantissimo sulle frasi del vescovo: «ma senza comprenderle. Ha detto, ad esempio, che su oltre 220 diocesi che ci sono in Italia, quel sacerdote deve tornare proprio qui perché qui è stato ordinato. E che non possiamo chiedere ad altri quello che spetta solo a noi fare: accoglierlo e aiutarlo. Ma a mia figlia, che è la vittima di questa terribile storia, chi l’aiuta? Qual è l’atto di coraggio di cui parla il vescovo? Visto che non riesco proprio a capirlo e non ci riuscirò mai, voglio dire solo un’ultima cosa: lo dimostri quel prete un po’ di coraggio. Coraggio e rispetto. Faccia un passo indietro e di fronte alla consapevolezza che la sua presenza da queste parti fa soffrire una ragazza che ancora bambina è stata privata del diritto di crescere serena, vada a fare il suo lavoro in un’altra diocesi». «Solo questo – conclude il babbo con la voce che gli trema dall’emozione – può dare un po’ di pace alla mia famiglia».