Dialogo tra le parti
All’iniziativa “Il valore del voto: democrazia e partecipazione politica” Licia Califano, professoressa ordinaria di Diritto Costituzionale, ci ha ricordato che gli italiani partecipano al voto quando hanno la possibilità o almeno sentono di averla, quando percepiscono che il loro voto può incidere. Come è accaduto all’ultimo referendum.
E ci ha informato anche sulle cause dell’assenteismo:
- sfiducia nei partiti (personalizzazione e poco dibattito);
- legge elettorale che impedisce di scegliere il rappresentante nel territorio;
- situazione socio/economica che non trasmette una possibilità di futuro alle generazioni;
- mancanza di un’alternativa al voto in presenza.
Si è parlato della necessità di una ristrutturazione dei partiti politici. È vero, sarebbe auspicabile e necessaria, ma come farlo?
Mentre Irene Placci Califano allietava la platea con ottima musica, riflettevo che i tempi non sono così semplici: la società sembra sempre più disgregata, sempre sul filo di facili rotture.
Da soli, senza amici, senza nessuno che abbia idee diverse dalle nostre con cui poterci confrontare, rinchiusi nei nostri telefoni e sui social media, viviamo oggi una fase storica che è al tempo stesso di massimo coinvolgimento individuale nella politica e di minima partecipazione collettiva ai movimenti di ogni tipo. Anton Jäger nel suo saggio Iperpolitica la definisce “politicizzazione senza politica” e commenta “La nostra società disorganizzata si è ripoliticizzata. Ma non si è risocializzata”.
E mentre pensavo a queste cose Irene Placci Califano ha suonato “Bourrée BWV 996” di Johann Sebastian Bach commentando che il contrappunto bachiano è spesso definito come un “dialogo tra parti” o “democrazia emotiva”. In composizioni come le Invenzioni, le Partite o L’Arte della Fuga, le diverse linee melodiche non suonano semplicemente una “contro” l’altra, ma mantengono la propria identità e dialogano continuamente.
Ecco, dobbiamo ideare e organizzare occasioni che possano mantenere un dialogo continuo tra i cittadini e le istituzioni affinché ogni singola persona si convinca che la sua partecipazione, e di conseguenza il suo voto, abbia sempre un valore. Che il “dialogo tra le parti” sia sempre preferibile alle rotture.

