giovedì 30 Aprile 2026
Sanità/Salute

Sanitari non vaccinati, Burioni attacca Il primario Cicoli

Il virologo interviene dopo il nostro servizio sui 90 Marche Nord che hanno detto no. «Possono lavorare? Il governo decida»

 

Il virologo Roberto Burioni chiede l’intervento del governo dopo aver letto sul Carlino che 90 persone, tra medici e infermieri di Marche Nord, per una serie di motivi – tra chi ha già avuto il Covid, chi ha allergie, chi, tra le donne, intende programmare una gravidanza quest’anno e lo ritene una pratica pericolosa – hanno detto no al vaccino anticovid. Burioni però è molto preoccupato dalle conseguenze che, a livello di contagio, una scelta del genere può avere. Tanto che su Twitter, scrive: «Si pone un problema politico. I sanitari che non si vaccinano possono continuare a lavorare, mettendo in pericolo i loro pazienti? Il Governo deve decidere velocemente». Come farlo, è difficile al momento da capire. Ma sempre di più, questo sembra un tema da risolvere. Uno che su questo non ha mai avuto dubbi è il primario di Ostetricia di Marche Nord, Claudio Cicoli, che rincara le dosi sulle posizioni già espresse sul Carlino pochi giorni fa: «Siccome sono un dirigente di reparto, io un medico che dice no al vaccino per principio lo tengo fuori dal reparto. Gli affido mansioni amministrative piuttosto che mediche. E se ho un sospetto, lo allontano subito. E non viene a lavorare fino a che non ha fatto il tampone e non ha una risposta. Non posso permettermi di avere in reparto una persona che può infettare. Oggi (ieri), parlando con i medici delle terapie intensive, ho chiesto loro di fare una previsione sulla pandemia per le prossime settimane. E mi hanno detto che a oggi (ieri, ndr) stavano curando 26 persone intubate. E mi hanno detto che da qui a fine mese aumenteranno. Perché notoriamente gennaio e febbraio sono i mesi difficili, quelli che favoriscono il virus. Per questo va tenuta la guardia alta. Almeno fino a che non abbiamo il 75 % dei vaccinati, non c’è altra scelta». Ma il vaccino può nuocere alla gravidanza? «No – risponde Cicoli – non ci sono controindicazioni. Al contrario, esistono pubblicazioni che dicono sia consigliabile fare il vaccino in quelle donne che soffrono particolari patologie: ad esempio le cardiopatiche, chi ha sofferto di bronchiti croniche, o altre patologie che la gravidanza potrebbe peggiorare. Quindi in queste pazienti il vaccino potrebbe essere addirittura utile. Vero che di norma una donna in gravidanza, tra i 25 e i 40 anni, ha un sistema immunitario che funziona bene e il virus quindi può superarlo abbastanza facilmente. Eppure, per come è fatto il vaccino, rischiano di più se contraggono il Covid che se fanno il vaccino». «I medici che non credono nel vaccino – conclude Cicoli – non sono medici. Hanno una cultura carente anche della preparazione di base. All’università non a caso ti fanno studiare la storia della medicina: da cui si capisce come sono state devastanti le epidemie. Io avevo come due compagni di classe che sono rimasti handicappati tutta la vita, a causa della poliomelite. Facevamo i vaccini 60 anni fa. Rispetto ad allora, quelli di oggi, sono assolutamente non pericolosi». Alessandro Mazzanti