giovedì 30 Aprile 2026
Articoli 2021

Dual use

Con la lega di titanio si costruiscono occhiali e orologi, ma anche centrifughe per arricchire l’uranio. I fertilizzanti oltre che per concimare campi possono servire per costruire esplosivi, con la fibra di carbonio si possono realizzare canne da pesca e biciclette oppure parti di missili. Per non dire dei molteplici usi a cui si presta un software. È lungo l’elenco dei prodotti cosiddetti Dual use, che oltre agli usi civile si prestano alla progettazione, sviluppo e produzione di armi nucleari, chimiche o biologiche.

È la caratteristica che accomuna un lungo elenco di beni utilizzati soprattutto nell’industria automobilistica, aereonautica e informatica. La novità è che da un paio di mesi sono in vigore nuove norme europee molto rigide sul commercio di questi prodotti con importanti ricadute economiche, soprattutto per un paese votato all’export come l’Italia. Per gli esportatori italiani ed europei, che da queste merci ricavano circa 200 miliardi l’anno, è necessario richiedere un’apposita licenza e gli adempimenti sono diventati molto più severi con controlli che ora includono anche molti beni immateriali, in alcuni casi persino le ricerche accademiche.
Il mancato rispetto dell’obbligo della licenza può assumere un rilievo penale.

Giorni fa alcune centinaia di imprese hanno partecipato a un incontro su obblighi e procedure, organizzato a Roma da Assonime con i rappresentanti della Commissione europea, delle dogane e dell’autorità di controllo che fa capo alla Farnesina. Un tutto esaurito che segnala l’esigenza di fare sistema di fronte alle incognite di una stagione, in cui non solo le politiche energetiche, ma anche quelle della sicurezza avranno conseguenze economiche sempre più rilevanti.