giovedì 30 Aprile 2026
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Il mondo sceglie di contrastare l’incontrollato commercio di armi!

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Stabilito
alle Nazioni Unite un programma per il Trattato sul commercio di
armi, che dovrà essere adottato entro il 2012. Un grande successo
per la campagna internazionale Control arms.

Il
voto alle Nazioni UniteVenerdì 30 ottobre, dopo anni di discussioni
e dibattiti, stimolati soprattutto dalla campagna internazionale
Control Arms di cui anche Rete Disarmo fa parte, le Nazioni Unite
hanno concordato un calendario definitivo per scrivere ed adottare un
“forte e robusto” Trattato Internazionale sui Trasferimenti di
Armi. Il Trattato (conosciuto in sigla come ATT) dovrà avere “i
più alti standard diffusi” per poter controllare il commercio ed
il trasporto delle armi convenzionali in giro per il mondo.

Si
tratta di un successo importantissimo per tutto il movimento mondiale
del disarmo e del controllo degli armamenti, ottenuto grazie al voto
favorevole di 153 governi (tra cui Italia, Stati Uniti e tutti i più
grandi stati del commercio di armi come Gran Bretagna, Francia e
Germania) all’astensione di 19 (tra cui Russia, Cina, India,
Egitto, Cuba, Iran, Libia) e ad un solo voto contrario: quello dello
Zimbabwe. Va notato il deciso cambio di rotta degli Stati Uniti (il
paese che è maggio produttore, venditore e commerciante di armi)
che, diversamente da tutti i precedenti passi del percorso del
Trattato alle Nazioni Unite, hanno votato in favore della risoluzione
adottata, che porterà come risultato la finalizzazione del Trattato
entro il Luglio del 2012.

Attualmente
nel mondo non esiste una regolazione comune del commercio di armi, ma
ci si affida direttamente alle legislazioni nazionali che sono
disomogenee e spesso incomplete.

E’
un risultato grandissimo” ha commentato Rebecca Peters, direttore
della coalizione mondiale IANSA (International Action Network on
Small Arms), “perché per troppo tempo il mondo è stato
compiacente riguardo all’effetto devastante di un flusso non
regolato di armi. Tutte le nazioni partecipano al commercio di armi
convenzionale e devono quindi anche condividere i danni e le
conseguenze: morte diffusa, grandi quantità di feriti, violazione
dei diritti umani”.

Si
tratta davvero di una buonissima notizia” fa eco Francesco
Vignarca, coordinatore delle attività nazionali della Rete Italiana
per il Disarmo (composta da circa 30 organismi attivi su questi temi)
“anche e soprattutto per noi che abbiamo lavorato da alcuni anni a
questa parte alla campagna Control Arms. Una campagna innovativa – la
prima vera campagna di opinione politica a livello mondiale – che
anche in Italia ha ottenuto un buon successo con oltre 40.000 volti
raccolti per la Petizione da un Milione di volti. Era questo lo
strumento scelto per premere sui Governi e renderli consapevoli che
il commercio indiscriminato di armi è una stortura che crea solo
problemi. Sembra ieri che si raccoglievano le immagini delle persone
agli incontri, ai banchetti, alla Marcia Perugia-Assisi… bene ora
possiamo dire a tutte quelle persone che il loro ‘metterci la
faccia’ è servito davvero a qualcosa”.

Il
fatto che finalmente i Governi abbiano scelto di negoziare dei
controlli legali su questo commercio mortale non deve però bloccare
la spinta della società civile, che deve continuare a lavorare
affinché un trattato forte sia adottato nel 2012. La risoluzione
votata ieri indica che il Trattato dovrà essere negoziato in una
serie di incontri culminanti in una conferenza dell’ONU nel luglio
2012. L’accordo finale dovrebbe imporre agli Stati di regolare
strettamente il commercio internazionale di armi facendo riferimento
a principi legislativi che devono avere come obiettivo la riduzione
dei costi umani associati alla proliferazione delle armi
convenzionali. La risoluzione riconosce inoltre che i trasferimenti
di armi contribuiscono ai conflitti armati, all’esodo forzato delle
popolazioni, supportano il crimine organizzato e terrorismo e come
conseguenza indeboliscono la pace, la sicurezza e lo sviluppo
sostenibile.

Il
Trattato internazionale ha inoltre “bisogno di una ‘regola d’oro’
che possa fermare qualsiasi proposta di vendita di armi che possieda
un rischio sostanziale di essere usata per serie violazioni dei
diritti umani o crimini di guerra” – afferma Brian Wood,
responsabile del controllo armamenti per Amnesty International – “una
regola che potrebbe salvare davvero la vita di centinaia di migliaia
di persone e proteggere la sicurezza di molti milioni”.
La
campagna Control Arms (formata da centinaia di ONG in oltre 100
paesi) nell’accogliere con soddisfazione il voto in sede ONU
sollecita i Governi a mantenere l’inerzia di questa storica
decisione per garantire davvero che il Trattato abbia solidi standard
capaci di entrare compiutamente nel complesso mondo del commercio
delle armi. Qualche riserva infatti è stata espressa sulla procedura
pianificata per la Conferenza ONU finale sul Trattato, che potrebbe
dare un sostanziale diritto di veto a ciascuno Stato sulle decisioni
definitive prese in quella sede. La Campagna chiede di impedire che
un piccolo numero di Stati scettici possa dirottare il percorso verso
un Trattato forte quando è ormai chiaro che il mondo vuole una
legislazione forte.

E’
vitale che ora i Governi, specialmente quelli che hanno votato a
favore come l’Italia, mantengano alta la pressione per un Trattato
forte, ed anche noi come Rete Italiana per il Disarmo e Campagna
Control Arms in Italia continueremo a fare la nostra parte per
raggiungere questo storico risultato. Non dimentichiamoci poi che il
nostro paese è uno dei maggiori attori della produzione e del
commercio di armi, e deve quindi assumersi la propria responsabilità
per regolare una situazione che, quando come ora è incontrollata,
provoca disastri e impatti molto negativi in gran parte del mondo”
conclude Francesco Vignarca.