Fermiamo il nucleare, ora!

La notizia di oggi è che
la Tepco, l’agenzia giapponese che si occupa della centrale nucleare
di Fukushima, ci ha “rassicurati” che in 6-9 mesi metterà i
propri reattori in sicurezza.
Non si capisce come una
notizia del genere possa rassicurare… è come se la tua casa
prendesse fuoco e all’arrivo i pompieri ti dicessero: “Non si
preoccupi, entro 6-9 mesi domeremo l’incendio!”.
Nel frattempo le
radiazioni, che non hanno le stesse esigenze della Tepco,
continueranno tranquillamente a fuoriuscire e ad irradiarsi in aria,
terreno e acqua.
Proprio in questi giorni
Greenpeace ha pubblicato i dati delle ricerche eseguite a Chernobyl,
a venticinque anni dalla catastrofe. Ebbene, dopo un quarto di secolo
il cibo è ancora contaminato: il latte è radioattivo, funghi,
mirtilli, patate e carote sono radioattive. Tutti prodotti (114
campioni) che l’associazione ambientalista ha analizzato
acquistandoli nei mercati o presso i contadini locali di Rivnenska
Oblast e Zhytomyrska Oblast.
Iryna Labunska di
Greenpeace International ha dichiarato: “Le nostre analisi hanno
riscontrato alti livelli di radioattività, dovuti alla catastrofe di
Chernobyl, in molti campioni di alimenti. In Ucraina sono 18mila i
chilometri quadrati di terreni agricoli contaminati dall’esplosione
di Chernobyl. A questi si aggiunge il 40% dei boschi, tuttora
contaminati, pari a una superficie di 35mila chilometri quadrati”.
Sempre secondo Greenpeace,
a Fukushima si stanno verificando circostanze identiche riguardo alla
contaminazione del latte e delle verdure.
Se vogliamo evitare che in
futuro possano accadere disastri analoghi a quelli di Chernobyl e
Fukushima, i governi devono interrompere la produzione di energia
nucleare e investire nell’efficienza e in fonti rinnovabili pulite
e sicure. In Italia, grazie al referendum, abbiamo la grande
opportunità di fermare la folle idea del governo di far tornare il
nucleare in Italia.
Il 12 e 13 giugno… non
fra 6-9 mesi!
