giovedì 30 Aprile 2026
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Crisi internazionale da armi nucleari

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Da più fonti si sente
parlare di una possibile guerra tra Israele e Iran: un attacco che
gli israeliani potrebbero far partire tra Natale e gli inizi del
nuovo anno per distruggere i siti nucleari iraniani.

Un attacco ai siti
nucleari pone molte preoccupazioni, in quanto si creerebbe
inevitabilmente una nube radioattiva che, a seconda dei venti, si
diffonderebbe sul Golfo persico o sul Mediterraneo.
Un attacco alla centrale
nucleare iraniana di Bushher, che ha una capacità di 60 megawatt,
produrrebbe gli stessi effetti del disastro di Chernobyl.
Ancora più gravi
sarebbero le conseguenze se, per ritorsione, l’Iran colpisse il
reattore israeliano di Dimona, che produce plutonio e trizio per le
armi nucleari israeliane e la cui potenza viene stimata in 70-150 MW.
Se venisse danneggiato o distrutto, si creerebbe inevitabilmente una
nube radioattiva che si diffonderebbe non solo su Israele (Dimona
dista appena 85 km da Gerusalemme), ma anche sulla Giordania (25 km)
e l’Egitto (75 km). E, a seconda dei venti, potrebbe raggiungere
anche l’Italia e altri paesi europei.

La risposta iraniana ad un
attacco israeliano preoccupa non poco, in quanto l’Iran, che non ha
armi nucleari, possiede comunque missili balistici a medio raggio
(circa 2.000 km) in grado di raggiungere Israele. L’attacco deve
quindi prevedere l’impiego di forze statunitensi e inglesi, come ha
indicato Dan Plesch, direttore del Centro di Studi Internazionali
dell’Università di Londra.
Sembra inoltre che
l’attacco all’Iran preveda anche lo schieramento di armi nucleari
israeliane, statunitensi e inglesi.
Siamo di fronte alla prima
crisi internazionale, dopo la fine della guerra fredda, che comporti
la più alta probabilità di utilizzo delle armi nucleari.
Non è un bel segnale!