Autocelebrazione mediatica

Martedì
scorso è stata trasmessa la puntata di Porta a Porta, programma di
Bruno Vespa in onda su Rai Uno, nella quale si “celebrava” la
consegna delle prime case ai terremotati di Onna, il paese abruzzese
devastato dal sisma del 6 aprile scorso.
Il
programma ha suscitato numerose polemiche a causa dell’ospite unico:
un tale Presidente del Consiglio italiano, che ha cercato di
trasformare questo importante avvenimento in una sorta di miracolo
tutto suo.
Condivido
tutte le obiezioni poste alla trasmissione: lo stravolgimento dei
palinsesti televisivi (vedi Ballarò) pur di presentarsi come “unico”
programma della serata, la mancanza di giornalisti che ponessero
all’Ospite domande vere, la trasformazione dell’umana pietà in
“conquista politica” e l’utilizzo dell’argomento “terremoto”
per parlare di altro.
Ma
quello che personalmente mi sconcerta di più è il fatto che durante
la trasmissione sia mancata totalmente una piccola verità: che ci si
sia “dimenticato” di affermare come la costruzione di quelle
prime case consegnate ai cittadini abruzzesi fosse stata possibile
grazie all’impegno istituzionale della Provincia di Trento.
Vengo
a sapere che Dallai, Presidente della Provincia di Trento, è stato
invitato alla trasmissione solo poche ore prima della registrazione
della stessa e solo per presenziare a Porta a Porta fra il pubblico.
Lo ha affermato nel corso di un’intervista, molto educata e senza
alcuna polemica, proprio il presidente Dallai.
Tutto
ciò ci fa capire come l’obiettivo della trasmissione fosse ben
altro: ci fa comprendere il grado di informazione televisiva in
Italia.
Ci
hanno comunque pensato gli italiani, bocciando la trasmissione…
segnale che non tutto è perduto in questo Paese. E la manifestazione
del 3 ottobre prossimo ce ne potrebbe dare conferma.
