Considerazioni sull’influenza H1N1

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Il
settimanale Internazionale propone in ogni numero i migliori articoli
della stampa estera. Questa settimana pubblica un approfondimento sul
tema dell’influenza.

Propongo
questa sintesi sui veri rischi del virus H1N1.

  • L’H1N1
    è il virus influenzale più complicato tra quelli conosciuti,
    perché contiene geni virali umani, aviari e suini. I virus che
    hanno provocato le pandemie del 1957 e del 1968 erano il frutto
    dell’unione di virus aviari e umani. Ora si è aggiunto quello
    derivato dal maiale..

  • Il
    virus, anche se molto contagioso, non è troppo aggressivo e in
    alcuni paesi il pericolo è stato esagerato.

  • Rispetto
    ai virus precedenti, l’H1N1 uccide più i giovani che gli anziani.
    Questo succede perché un virus simile si è diffuso verso il 1950 e
    ha immunizzato chi a quell’epoca era già nato. Quindi i nati dopo
    il 1950 non hanno gli anticorpi. Chi invece ha più di sessant’anni
    potrebbe facilmente essere immune dal virus.

  • Attualmente
    non esiste un vaccino che abbia ottenuto l’omologazione e quasi
    sicuramente l’autorizzazione arriverà nel pieno della diffusione
    del virus. Quindi la vaccinazione sembrerebbe del tutto inutile.

  • Questa
    influenza costituisce una formidabile opportunità commerciale per
    molte aziende, prima di tutto per le case farmaceutiche che
    producono i vaccini, ma anche per i produttori di maschere e
    disinfettanti. Un dato significativo è il fatto che dal 15 giugno
    le case farmaceutiche statunitensi godono di un’immunità da
    eventuali denunce di persone che hanno subito danni a causa del
    vaccino1.

  • Secondo
    le ultime previsioni, i casi di infezione mortale potrebbero essere
    un centinaio su un milione, cioè un decesso ogni diecimila persone
    infettate. Una cifra statisticamente modesta. Quindi sebbene non si
    possa parlare di una “banale influenza”, non c’è alcun motivo
    di creare allarmismi inutili.

Come
tutti i virus, l’H1N1 può svilupparsi in tre modi:

  1. scompenso”:
    dà il colpo di grazia a un organismo già afflitto da malattie
    gravi;

  2. superinfezione
    batterica”: può essere efficacemente combattuta con gli
    antibiotici;

  3. infezione
    polmonare diretta”: è in questo caso che l’influenza da H1N1
    lascia il segno, dimostrandosi più dannosa dei virus stagionali

SEI
DOMANDE SULL’INFLUENZA – Cifre e fatti sul nuovo virus

(Fonte:
Le Nouvel Observateur)

Cosa
succederà nei prossimi mesi?

Secondo
Margaret Chan, direttrice generale dell’Organizzazione mondiale della
sanità (Oms), “questo virus viaggia a una velocità
incredibile
”. Ma ci sono molte incognite: per esempio, siamo
lontani dai centomila nuovi casi al giorno che alcuni esperti
prevedevano in Gran Bretagna. I capricci del tempo saranno decisivi:
un autunno umido e senza sole è ideale per la diffusione del virus.

Quanti
saranno gli infetti?

L’Oms
stima che “si potrebbe arrivare al 30 per cento degli abitanti”,
almeno nei paesi a forte densità demografica. I decessi saranno rari
e il più delle volte dipenderanno solo indirettamente dall’infezione
virale. Tuttavia i medici segnalano “una forma molto grave della
malattia, con infezione diretta dei polmoni, che può interessare
anche i soggetti giovani
”. Questo attacco polmonare, molto raro
con l’influenza stagionale, sarebbe cento volte più frequente con il
virus A.

Che
è a rischio?

Rispetto
all’influenza stagionale, gli anziani corrono meno pericoli. Va
segnalata la vulnerabilità delle donne incinte, delle persone
affette da pneumopatie, dei diabetici, dei soggetti a rischio
cardiovascolare, dei pazienti che hanno avuto un trapianto, di quelli
sottoposti a trattamento immunosopressivo e degli obesi.

Quali
sono i sintomi?

Febbre
alta (più di 38) associata a tosse, mal di gola, naso che cola,
stanchezza, indolenzimenti. Nausea e vomito sono più frequenti nei
bambini. Ogni complicazione (asma, dolori alla schiena, disturbi
respiratori, confusione) indica una forma grave che deve essere
segnalata al medico. Ma in alcuni casi l’infezione può anche essere
totalmente asintomatica e passare addirittura inosservata.

Servono
il Tamiflu e il Relenza?

L’assunzione
di antivirali ha l’obiettivo di ridurre la durata dei sintomi e il
rischio di complicazioni”, spiega il professor Francois Bricaire.
“Ma devono essere riservati ai malati a rischio”. Tutti gli
altri, ha precisato l’Oms a fine agosto, ne hanno bisogno solo se
prendono la forma grave dell’influenza o se i sintomi peggiorano.
Sono disponibili due antivirali: Tamiflu (Oseltamivir) e Relenza
(Zanamivir). In Italia, come in Francia, sono rilasciati solo dietro
ricetta medica, al contrario della Gran Bretagna, dove da luglio il
Tamiflu è disponibile per chiunque sospetti di essere contagiato.

Quanto
costerà l’influenza?

La
Francia ha già speso 1,5 miliardi di euro per prodotti come i
vaccini e le mascherine e per le campagne d’informazione. Ma la
valutazione complessiva dei costi dipende dall’ampiezza
dell’epidemia. Le stime fatte finora sono imprecise. Secondo il Fondo
monetario internazionale, i costi oscilleranno tra i 384 e i 2.600
miliardi di dollari. In Francia l’influenza colpisce ogni anno dai
due agli otto milioni di persone e, in base all’ampiezza del
contagio, costa dai due ai dodici milioni di giornate di lavoro. A
questo bisogna aggiungere i danni alla produzione, le indennità
giornaliere e l’impatto sulla previdenza sociale. Si sa anche che il
costo diretto medio di un caso di influenza varia da 37 a 51 euro in
base all’età e allo stato del paziente. Chi ci guadagna sono
innanzitutto le case farmaceutiche: in tutto il mondo sono esplose le
vendite di Relenza e Tamiflu, e almeno 25 aziende sono impegnate in
una corsa contro il tempo per consegnare le prime dosi di vaccino.

Fanno
buoni affari anche i produttori di mascherine di protezione: le
fabbriche della 3M, il leader mondiale del settore, lavorano 24 ore
su 24. Inoltre, aumentano le vendite dei disinfettanti e dei
purificatori d’aria. Saranno danneggiate, invece, le compagnie aeree:
a giugno il numero dei passeggeri è calato del 7,2 per cento
rispetto all’anno prima. In allarme anche l’industria del turismo:
secondo uno studio recente, l’influenza causerà al settore perdite
cento volte maggiori rispetto a quelle registrate con l’epidemia di
Sars, che era costata 25 miliardi di dollari.

1La
Casa Bianca ha accordato il beneficio attraverso un emendamento al
Prep act, una legge del 2005 che in alcuni casi protegge le case
farmaceutiche dalla class action. Il dipartimento della sanità ha
precisato che gli eventuali risarcimenti ai cittadini saranno pagati
attraverso un fondo d’urgenza creato dal dipartimento del tesoro.
Nel 2010 il fondo dovrebbe essere di cinque milioni di dollari
(Fonte Le Monde)