martedì 27 Febbraio 2024
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Povertà nel mondo

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Il
gruppo Fuoritempo è nato dieci anni fa. La motivazione era quella di
creare un gruppo che potesse discutere di argomenti legati alla
Giustizia e alla Nonviolenza. Tra le discussioni sulla giustizia
doveva avere chiaramente un peso importante quella sulle Povertà.

Successivamente
i nostri interessi si sono allargati e gli argomenti affrontati sono
aumentati, ma non ci siamo dimenticati delle motivazioni iniziali.
Così quando ho letto su “Nigrizia” la previsione per il 2010
dell’aumento di 89 milioni di persone in condizioni di povertà
estrema in tutto il mondo, ho deciso di riproporre la tematica della
Povertà proprio a partire da questa notizia.

La
Banca mondiale presenterà alla prossima riunione del G-201di Pittsburgh (Stati Uniti) un
rapportoin cui si afferma che “43
paesi in via di sviluppo subiranno da qui alla fine del 2010 le
conseguenze peggiori della crisi che ha colpito le economie
mondiali.

Sempre
secondo la Banca mondiale questa crisi costringerà 89 milioni di
persone in più a vivere in condizioni di estrema povertà, con meno
di 1,25 dollari al giorno. Nelle casse dei paesi più poveri verranno
a mancare circa 11 miliardi e mezzo di dollari da poter investire in
settori come la sanità, l’educazione, le infrastrutture e la
protezione sociale.

Sarebbe
quindi doveroso che al prossimo G-20 partecipassero i rappresentanti
dei paesi più esposti a questa crisi. Purtroppo però sembra che non
sarà così.
Proprio
in questi giorni è stato pubblicato il
rapporto
di Eurodad
(cartello di 60 ong dedite alla finanza per lo sviluppo) e Oxfam
International in cui si afferma che il G-20 ha versato soltanto la
metà di quanto promesso in aiuti ai paesi poveri nel corso
dell’incontro di aprile a Londra.
In
questo rapporto si legge che “dei 50 miliardi di dollari
promessi a Londra, solo metà sono stati realmente impegnati
”.
Inoltre “i 50 miliardi promessi rappresentano soltanto il 5%
dell’impegno totale di 1.100 miliardi da versare nell’arco di diversi
anni
” e che “la maggior parte dei 50 miliardi promessi è
costituito da prestiti, col rischio di un’altra crisi del debito
”.
Infine,
si sottolinea che “il G-20 ha fatto molto poco per regolamentare
i paradisi fiscali, che deprivano ogni anno i paesi in via di
sviluppo (Pvs) di centinaia di milioni di euro di entrate fiscali:
una cifra che supererebbe gli aiuti ricevuti dal G-20
”.

1Si
terrà a Pittsburgh (Usa) il 24 e 25 settembre prossimi