Dell’Utri condannato

Dopo
cinque giorni di Camera di consiglio è arrivata la sentenza della
Corte di appello sul processo Dell’Utri che condanna l’imputato a 7
anni per concorso esterno in associazione mafiosa, confermando quindi
in pieno l’inchiesta nata 16 anni fa.
E’
una sentenza a due facce:
-
Condanna
Dell’Utri per i fatti fino al 1992 (episodi di estorsione e di
protezione delle attività di Berlusconi in Sicilia realizzate anche
attraverso contatti con boss mafiosi). La Corte di appello ha
confermato l’impianto accusatorio della sentenza di primo grado che
vede Marcello Dell’Utri per almeno venti anni, dai primi anni ’70 ai
primi anni ’90, mantenere stretti rapporti con capi della Cosa
Nostra siciliana mentre dall’altra parte manteneva rapporti
(personali e d’affari) con il nostro Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. -
L’altra
faccia della sentenza è l’assoluzione per i fatti post 1992 che è
il periodo nel quale si collocano le accuse di contatti tra il
nascente partito di Forza Italia e i boss Graviano.
Ma
c’è già sullo sfondo il rischio della prescrizione. Alcuni reati
per i quali è stata inflitta la condanna a 7 anni hanno un termine
di prescrizione di venti anni e quindi al massimo la Corte di
Cassazione, per confermare la condanna, ha tempo ancora due anni.
