sabato 24 Febbraio 2024
ArticoliArticoli 2010

Norma pro Mondadori

mondaday01dj3.jpg
Giovedì 29 agosto il
quotidiano “La Repubblica” ha pubblicato unarticolo a firma di Massimo Gianninisulla norma “ad aziendam”
che farebbe risparmiare a Mondadori centinaia di milioni di euro.

Secondo la ricostruzione
di Giannini, Mondadori (di proprietà di Silvio Berlusconi) potrà
infatti chiudere una controversia col fisco iniziata nel 1991 pagando
8,6 milioni di euro invece di 350!
Tutto questo grazie ad un
decreto approvato dal governo il 25 marzo e convertito in legge dal
Parlamento il 22 maggio.

Credo che l’espressione
“uno schiaffo in faccia agli onesti” sia quanto mai appropriata
per questa norma che altera le regole del mercato.
E mentre, grazie a
Giannini, emerge questa ennesima “fregatura” ai danni degli
italiani, ecco i dati della CGIA di Mestre che ha calcolato che in
Italia (rispetto a Francia e Germania) si pagano in proporzione più
tasse e si ricevono meno servizi.
In Italia si versano in
media 7.350 euro. In Francia sono 7.438, ma si riceve in welfare
10.776 euro contro gli 8.023 a favore degli italiani. I tedeschi
versano 6.919 euro ma godono di prestazioni sociali per 9.171 euro.

Ritornando all’inchiesta
del quotidiano “La Repubblica”, capiamo come secondo Bossi,
Berlusconi e Tremonti il 5% è quanto debbano pagare i grandi evasori
nel nostro Paese, mentre gli italiani in regola con il fisco devono
pagare oltre il 43%.
Si fanno infatti favori
fiscali a Mondadori, mentre con l’ultima finanziaria si tagliano i
soldi agli enti locali obbligandoli ad aumentare le tasse ai
cittadini per garantire i servizi minimi essenziali.
Le leggi dello Stato
vengono ancora una volta piegate a vantaggio del premier e delle sue
imprese.
Disarmante il fatto che
solo “La Repubblica” e altri piccoli quotidiani ne abbiano
parlato… per il resto, a partire dal “Corriere della Sera” e
dai telegiornali, tutto tace!

Ben venga quindi la
richiesta del Pd che ha invitato Tremonti a riferire in Parlamento
rendendo noto l’elenco delle aziende che hanno beneficiato, oltre
alla Mondadori, dell’articolo 3 del decreto incentivi.