venerdì 22 Settembre 2023
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L’Italia secondo Berlusconi e Lavitola

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Alcuni
giorni fa sono state pubblicate leintercettazioni
telefoniche tra il premier Silvio Berlusconi e il faccendiere Valter
Lavitola
. Frasi sconcertanti, in puro stile eversivo da black
bloc.

Frasi
che rientrano nello stile del personaggio, che utilizza il proprio
ruolo di capo del governo per criminalizzare la magistratura,
bloccare le indagini e attaccare la stampa: insomma per fare il
fascista-piduista, quale Berlusconi è.
Ricordiamo
che Valter Lavitola, attualmente latitante, è una persona poco
raccomandabile che, a nome e per conto del premier, si muove senza
alcun titolo e con elevata familiarità fra i meandri delle
istituzioni pubbliche, intervenendo negli affari di apparati
fondamentali e persino cercando di influire sui vertici della Guardia
di Finanza.

E’
chiaro come Silvio Berlusconi non sia in grado di rappresentare in
modo autorevole e degno questo Paese e, soprattutto, di
rappresentarlo in sede internazionale. I fatti di Bruxelles (i
sorrisi tra Merkel e Sarkozy) lo certificano.

Ma
è possibile scovare l’indagato Valter Lavitola anche in collegamento
con il Ministro degli Esteri Franco Frattini: entrambi sono stati
intercettati mentre organizzavano un incontro con il vicepremier
albanese Meta
.
Un
ministro degli Esteri che prende ordini da un soggetto come Lavitola
è singolare. Un ministro bugiardo
,
oltretutto, che ha prima negato di aver partecipato ad un incontro
istituzionale con Lavitola ma poi è stato smentito dalle immagini
della televisione albanese. Quando si dice una figura barbina!

Si
capisce così perché le intercettazioni rappresentano un problema
per il nostro premier, perché si voleva e si vuole imbavagliare il
diritto di cronaca e limitare la possibilità di indagine per i
magistrati e per i poliziotti.