mercoledì 29 Aprile 2026
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Consiglio Comunale di Mondavio del 6 giugno – Giuramento e insediamento

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Il risultato delle
elezioni comunali del 26 e 27 maggio scorso ha decretato la vittoria
del candidato sindaco Talè e la nuova composizione del consiglio
comunale del nostro paese. Il primo cittadino e i sette nuovi
amministratori che lo affiancheranno nel mandato per il prossimo
quinquennio hanno avuto l’occasione di riunirsi per la prima volta
nel tardo pomeriggio di giovedì 6 giugno.

L’assemblea consiliare è
stata infatti convocata in sessione ordinaria di prima convocazione
per le ore 18.30 ed in seconda convocazione per le 19.30.
Contrariamente a quanto avveniva di solito, stavolta non è la
maggioranza a farsi attendere, anzi: alle 18.36 Talè e i cinque
consiglieri della sua compagine sono già tutti presenti e riuniti
nell’ufficio del sindaco, e ci tengono a farmelo sapere. In sala,
oltre alla scrivente, c’è l’ex assessore Godi, il parroco di
Mondavio e un paio di ragazze: insomma, un vero successo di pubblico
e di senso civico, non c’è che dire. I primi segnali dalla minoranza
li abbiamo solo alle 18.48, quando si palesa in sala Stortoni e di
conseguenza anche la maggioranza si accomoda nella sala municipale.
Dopo qualche minuto di attesa, dato che manca ancora il consigliere
di minoranza Mattioli, Stortoni osserva che l’orario scelto è “poco
felice”, mentre Talè ribatte che “in cinque anni si è sempre
fatto così”. Mattioli arriva finalmente alle 19.05, forse tratto
in inganno sull’orario dalla doppia convocazione, e così si procede
all’appello, al quale rispondono in otto invece dei diciassette di
qualche settimana fa: Talè infatti ricorda che il decreto “salva
Italia” ha ridotto il numero dei consiglieri, anche se “non sarà
questo a salvare l’Italia”. Altra osservazione del sindaco riguarda
la disposizione dei tavoli in cui siedono i pochi amministratori, che
sarà da rivedere. Il sindaco procede inoltre a nominare gli
scrutatori per questa assemblea, che saranno Albani e Mattioli.

Il primo punto previsto
all’ordine del giorno recita “insediamento del consiglio comunale,
esame delle condizioni di candidabilità, eleggibilità e
compatibilità degli eletti”: il primo cittadino ricorda ai
presenti che tutti i signori consiglieri sono tenuti ad indicare,
qualora ne siano a conoscenza, eventuali motivi di incandidabilità,
incompatibilità o ineleggibilità e che è questo il momento per
farlo. Poiché nessuno degli amministratori presenti avanza tali
motivazioni, il sindaco propone di deliberare la convalida degli
eletti Talè, Frattini, Zenobi, Albani, Morico, Serfilippi, Stortoni
e Mattioli: il consiglio approva all’unanimità. Viene inoltre
annunciato che il capogruppo di maggioranza sarà Serfilippi e quello
della minoranza Stortoni.

Il secondo punto previsto
riguarda il giuramento del sindaco. La legge prevede che il primo
cittadino si alzi in piedi e pronunci la formula “giuro di
osservare lealmente la Costituzione Italiana”. Talè ottempera a
quanto previsto dalla legge, anche se si coglie in lui un palese
quanto insolito imbarazzo nel farlo.

Archiviato velocemente il
giuramento, è la volta del terzo punto previsto per questa
assemblea, cioè la nomina dei componenti della giunta comunale. Talè
ricorda che il già citato decreto “salva Italia” ha ridotto non
solo il numero dei consiglieri ma anche quello degli assessori, che
passa da un massimo di sei all’attuale tre. Il discorso delle pari
opportunità è vincolante e quindi i componenti della nuova giunta
saranno i seguenti: Frattini coprirà la carica di vice-sindaco con
delega ai servizi sociali, alla sanità e all’istruzione, Zenobi sarà
assessore con delega al bilancio, all’ambiente e alle attività
produttive, mentre Morico avrà la delega alla cultura, al turismo e
alle pari opportunità. Al sindaco rimarranno le deleghe
all’urbanistica, ai lavori pubblici e al personale. Poiché si tratta
di una semplice presa d’atto, non si procede a votazione.

Il punto seguente, il
quarto, prevede la “presentazione delle linee programmatiche di
governo” che, come evidenzia Talè, non sono altro che tutto ciò
che è stato esposto nella campagna elettorale e che la maggioranza
ha intenzione di realizzare: a scanso di equivoci, il primo cittadino
si produce quindi in una replica dei comizi elettorali tenuti qualche
settimana prima. Si parte dai servizi alla persona, ricordando
l’importanza che rivestiranno le scelte in merito alla gestione del
centro dell’infanzia di Mondavio e del centro di aggregazione di San
Michele al fiume, l’intenzione di continuare a mantenere il sostegno
al centro disabili e l’assistenza scolastica a coloro che in questo
campo hanno subìto i tagli da parte dello Stato. Quanto alle
politiche giovanili, dovranno essere finalmente attivate le consulte
dei giovani, mentre per quel che riguarda gli anziani bisognerà
mantenere il sostegno all’Anstel nonché la distribuzione dei pasti e
l’organizzazione del trasporto per coloro che sono soli. Non va
dimenticato il sostegno ai cittadini in difficoltà (prevedendo di
lasciare in un fondo a bilancio delle somme per le famiglie che hanno
perso il lavoro) e la salute e promozione del benessere, usufruendo
del poliambulatorio recentemente sistemato. Da ultimo, dovranno
essere sostenute sia le molte realtà associazionistiche e di
volontariato attive nel territorio sia l’integrazione multietnica,
grazie alla scuola Dante Alighieri che permette di realizzare corsi
di italiano per stranieri. Altro argomento toccato dal sindaco è la
gestione dei servizi: tra le forme aggregative verso le quali la
legge spinge i comuni (unioni, fusioni, accorpamento dei servizi)
Mondavio si indirizzerà verso una unione dei servizi con i paesi
vicini: alcuni sono già condivisi con Monte Porzio (come la Polizia
Municipale), ma l’idea è quella di allargarsi dialogando con San
Lorenzo in campo e Fratte Rosa e allo stesso tempo lasciando aperta
la porta alla Roveresca, che però ultimamente sta facendo scelte non
consone al nostro comune come l’associare i servizi con Saltara,
Cartoceto e Montemaggiore. A tal proposito si dovrà evitare il
ripetersi di errori già commessi in passato, come l’associarsi con
comuni che non avevano niente a che vedere con Mondavio. Si prosegue
quindi con il turismo, che rappresenta una fonte importante di
reddito per il nostro comune, che dovrà impegnarsi per mantenere la
Bandiera Arancione e la qualifica dei Borghi più belli d’Italia, la
cui assemblea nazionale del 2015 si terrà proprio a Mondavio e
Corinaldo e rappresenterà una bella vetrina per il nostro paese.
Quanto alla cultura, oltre alla biblioteca comunale dovrà essere
incentivava la fruizione del teatro Apollo, senza dimenticare la
storica scuola di musica, che si vorrebbe traferire sotto il centro
di aggregazione, liberando i locali al pian terreno da cedere
all’Anstel. Per quel che riguarda la tutela del territorio e le
politiche ambientali, la delega è stata lasciata a Zenobi, che tra i
successi può annoverare l’installazione del fotovoltaico sui tetti
delle strutture comunali e la raccolta differenziata. Un progetto
ambizioso è costituito dal parco fluviale, per il quale però “non
prenderemo un centesimo dal bilancio” ma si cercheranno
finanziamenti europei. La trasparenza e la partecipazione si
concretizzeranno in assemblee periodiche (così come è stato fatto
in passato per il bilancio) e con una pubblicazione per la quale si
dovrà però trovare una forma più snella e meno dispendiosa. Da
ultimo, un punto consistente delle linee programmatiche è
rappresentato dai lavori pubblici, in primis dalla manutenzione
straordinaria delle strade disastrate dal colpo di grazia della neve
dello scorso anno; seguono poi tante opere e interventi che saranno
necessari sia nel capoluogo sia nelle varie frazioni di San Michele,
Sant’Andrea e San Filippo, alcuni dei quali potranno essere
realizzati grazie ai contributi come quelli del Gal o (come nel caso
della pavimentazione del centro storico) del compianto onorevole
Vannucci.

Il capogruppo di minoranza
Stortoni, presa la parola, formula il proprio in bocca al lupo per il
mandato al sindaco e agli assessori, augurando buon lavoro a tutti i
consiglieri. Sicuramente le tematiche affrontate sinora sono molto
importanti e Stortoni ne approfitta per ricordare la questione della
riforma sanitaria, auspicando che il consiglio comunale non sia
estraneo ad un tema che interessa particolarmente i cittadini e che
sia propenso a sostenere l’ospedale di Pergola affinché sia una
struttura funzionale e con un pronto soccorso funzionante. Quanto
alla gestione dei servizi, ciò che il capogruppo di minoranza
suggerisce è che questi ultimi vengano messi in unione e gestiti
garantendo economicità ed un miglioramento dei servizi stessi. Il
turismo è un settore che in tempi come questi dovrebbe essere
trainante e andrebbe gestito guardandosi intorno dove l’offerta è
migliore, sfruttando il più possibile i contatti regionali e
collaborando con le zone costiere. Per quel che riguarda l’unione dei
comuni, Stortoni sottolinea che dopo dieci anni il sindaco gli dà
soddisfazione e che si è verificato quello che a suo tempo il
proprio gruppo affermava in consiglio. Ben venga il parco fluviale,
ma che non “faccia la fine della piazza di San Filippo”: la
riqualificazione del tessuto urbano è importante ma va fatta se ce
ne sono le risorse. In merito alla viabilità, Stortoni invita il
sindaco a comportarsi da “lobbysta all’americana” e quindi a fare
il possibile quando siede nel consiglio provinciale. Quanto al
proprio schieramento, la minoranza collaborerà in misura
dell’apertura della maggioranza, non farà sconti e non ci sarà una
delega in bianco ma un confronto da cui ci si augura possa nascere
qualcosa di positivo. Lo schieramento di Stortoni chiederà il
rispetto delle regole e delle normative perché è giusto che una
minoranza faccia questo. Il capogruppo conclude rinnovando i propri
auguri di buon lavoro. Talè ringrazia e ricorda che se in questi
cinque anni appena trascorsi sono stati raggiunti tanti obiettivi è
perché “abbiamo avuto una maggioranza unita e una minoranza
responsabile”. Il primo cittadino confessa di essersi preoccupato
quando sembrava esserci una sola lista candidata alle elezioni,
perché la minoranza è uno stimolo al controllo e il sale della
democrazia. Al di là delle funzioni, tutti sono amministratori e la
maggioranza deve essere la prima a mostrare apertura alla minoranza,
mentre quest’ultima deve agire senza preconcetti. In merito alla
propria esperienza in consiglio provinciale, Talè afferma che non è
stata proprio felicissima, ma grazie ad essa il primo cittadino pensa
di aver inciso in qualche modo, come nel caso della centrale
turbogas, del ponte sul Cesano o di quello in Cirenaica: tutte cose
che sono state fatte perché in consiglio c’era il “consigliere
rompi-biiip”.

Il consigliere di
minoranza Mattioli prende la parola formulando i propri auguri
affinché sia una bella legislatura e si realizzi una collaborazione
fattiva, mentre Stortoni chiarisce il suggerimento dato poco prima
sul “lobbysta” perché si possano risolvere le questioni aperte
come la discarica e l’Agroter, anche se dalla provincia non si
aspetta certo che arrivino “migliaia di euro”.

Talè riprende la parola e
comunica che la maggioranza ha deciso di assegnare delle deleghe
anche ai consiglieri che non sono nella giunta: ad Albani verranno
quindi affidate le politiche giovanili, lo sport e i gemellaggi,
mentre Serfilippi avrà la delega al patrimonio. Quando Stortoni
chiede se quest’ultimo è “sicuro di volerlo fare”, il sindaco
replica che ne avrà “l’onere e l’onore”: il capogruppo di
minoranza conclude affermando che saranno come degli “assessori
senza portafoglio”, il primo cittadino conferma che i due
consiglieri potranno in questo modo partecipare alle giunte.
Terminata la discussione, si procede al voto che riscuote l’unanimità
dei presenti.

L’ultima formalità da
compiere e anche ultimo punto all’ordine del giorno è la nomina
della commissione elettorale: Talè chiarisce che questa si compone
di tre elementi, due della maggioranza e uno della minoranza.
Andranno votati prima i tre effettivi e poi i tre supplenti,
ricordando che il primo cittadino non partecipa alla votazione.
Albani e Mattioli si avvicinano quindi al tavolo del sindaco e
provvedono allo scrutinio delle schede raccolte nell’urna per la
nomina dei tre componenti effettivi, che risultano essere Frattini,
Albani e Stortoni. Altra veloce votazione per i tre supplenti, altro
scrutinio: i tre “sostituti” saranno Serfilippi, Morico e
Mattioli. Dunque, come afferma sorridendo Talè, “niente franchi
tiratori”. In chiusura Stortoni rinnova l’invito a sistemare
diversamente i tavoli dei consiglieri, il primo cittadino conferma
che la sala andrà ripensata e chiude la discussione augurando a
tutti cinque anni di proficuo lavoro. L’assemblea termina quindi alle
20.11.

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