Vent’anni di Berlusconi e di italiani

I giudici della quarta
sezione penale del tribunale di Milano hanno condannato l’ex
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato nel processo
Ruby, a sette anni di carcere e all’interdizione perpetua dai
pubblici uffici. L’ex premier è stato riconosciuto colpevole per il
reato di concussione per costrizione e per il reato di prostituzione
minorile.
E’ vero, l’addio alla
scena politica avverrebbe solo con la conferma della sentenza in
Cassazione ma se l’Italia fosse un Paese normale Berlusconi si
sarebbe già dimesso da incarichi istituzionali e politici.
Se poi ci riflettessimo,
più che da un “Paese normale” il Cavaliere si sarebbe dimesso da
un “partito normale”, perché è innegabile che in altri partiti
italiani personaggi come Berlusconi sarebbe già stato messo da
parte.
In Italia invece un
partito come il Popolo della Libertà (o futuro Forza Italia come si
chiamerà) non solo lo difende, ma lo protegge. E non solo questo:
ancora tanti italiani lo votano!
In questa vicenda
processuale ciò che più mi impressiona è che Silvio Berlusconi
chiamò in Questura per far liberare una persona, Ruby, accusata di
aver rubato tremila euro. Da due anni discutiamo se Berlusconi
sapesse che Ruby era minorenne, se fosse una prostituta, se fosse
veramente la nipote di Mubarak… ma quello che è certo è che il
Cavaliere telefonò in Questura per far rilasciare una signorina
accusata di furto!
Questo si chiama
concussione (abuso di potere) ed è per questo che Berlusconi è
stato condannato nel primo grado di processo ed è su questo che il
suo partito e gli elettori dovrebbero fondamentalmente sfiduciarlo.
Come scriveva Giuseppe
D’Avanzo, “il potere statale protegge se stesso e i suoi
interessi economici, senza scrupoli e apertamente. Con l’intervento a
favore di Ruby quel potere che sempre privatizza la funzione pubblica
muove un altro passo verso un catastrofico degrado rendendo pubblica
finanche la sfera privatissima dell’Eletto. In un altro Paese appena
rispettoso del canone occidentale il premier già avrebbe dovuto
rassegnare le dimissioni. Nell’infelice Italia invece l’abuso di
potere è il sigillo più autentico del dispositivo politico di
Silvio Berlusconi. È un atteggiamento ordinario, un movimento
automatico, una coazione meccanica“.
Berlusconi non si ritirerà
né verrà sfiduciato perché l’Italia è un Paese compiacente e
intimidito, che in questi ultimi venti anni è vissuta all’ombra di
un potere smisurato e fuori da ogni controllo, che concepiva sé
stesso come onnipotente ed eterno, perché in Berlusconi si
rispecchiano milioni di italiani, sempre pronti a criticare lo Stato
ma sempre furbi a “fregarlo” per i propri interessi personali.
E’ da venti anni che
l’incapacità e il comportamento di quest’uomo (e di chi lo vota)
impedisce all’Italia di essere un Paese normale. Ora il Cavaliere
vuole condizionare il governo Letta (un governo scellerato ma che
altre forze partitiche, con la loro incapacità, hanno reso l’unico
possibile) sperando di minacciare la durata della legislatura con le
proprie grane giudiziarie.
E’ il classico modo di
operare di molti italiani: “Ti faccio questo, in cambio di…”
Non so proprio come ne
usciremo.
