Consigli comunali di Mondavio, Barchi e Orciano – 6 e 7 settembre

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Poichéla precedente iniziativa “due consigli al prezzo di uno”pare aver incontrato il favore dei lettori del nostro sito, stavolta vi offriamo non due, ma addirittura tre resoconti di assemblee comunali locali. L’occasione ce la fornisce l’attuale situazione dei paesi facenti parte dell’Unione Roveresca, che per rispettare i tempi dettati dall’iter per la fusione in un unico comune si sono trovati a dover approvare la medesima delibera entro pochissimi giorni.

Ma poiché il segretario comunale dei
quattro comuni è sempre lo stesso, il signor Rocchetti è stato
“costretto” ad un tour de force di due giorni non indifferente,
dovendo presenziare ai consigli di Barchi (martedì 6 settembre, ore
19.00), San Giorgio di Pesaro (martedì 6, ore 21.00), Orciano
(mercoledì 7, ore 19.00) e Piagge (mercoledì 7, ore 21.00). Anche a
Mondavio, che non condivide né segretario né prospettive di fusione
con i comuni citati, è stato convocato un consiglio per le ore 21.15
del 7 settembre. Quelli che seguono sono i resoconti delle assemblee
alle quali sono riuscita a partecipare.

Barchi, 6 settembre 2016, ore 19.00

Sono le 18.55 e la consigliera
Branchini sta già aspettando fuori dal palazzo comunale, la cui
porta è ancora chiusa. Ma l’attesa dura poco ed è proprio il
sindaco Claudio Patregnani a permettere a lei e a chi scrive di
entrare nella sede del municipio e di accomodarsi nella sala
consiliare dalle vistose pareti gialle. In una decina di minuti fanno
il loro ingresso anche il segretario Rocchetti e i consiglieri
Fiscaletti, Montanari, Baraldi e Palazzi; il numero legale è già
raggiunto ma il primo cittadino chiede di aspettare qualche minuto
per permettere a Subissati di arrivare in tempo. Quest’ultimo
raggiunge i colleghi alle 19.21 e il segretario comunale può quindi
procedere all’appello, al quale non risponde il vice-sindaco
Gasperini. Ad un altro appello, quello alla partecipazione, non
rispondono invece i barchiesi, visto che tra il pubblico non siede
nessuno, nemmeno in un momento particolare come può essere quello
costituito dalla transizione alla nuova realtà amministrativa della
fusione.

Gli scrutatori designati dal sindaco
sono Subissati, Fiscaletti e Branchini e il primo dei quattro punti
all’ordine del giorno è rappresentato dalla lettura e approvazione
dei verbali della seduta precedente, quella del 22 luglio. Dopo aver
letto integralmente ai presenti i titoli delle delibere in oggetto,
quelle dalla 27 alla 33, il sindaco passa alla votazione: dei due
assenti all’assemblea precedente si astiene solo Branchini, mentre
Baraldi vota a favore con gli altri cinque.

Il secondo punto prevede la
“determinazione dell’importo dei gettoni di presenza da
corrispondere ai consiglieri comunali e ai componenti esterni delle
commissioni comunali a seguito elezioni amministrative 5/6/2016”:
il sindaco ironizza sulla consistenza “pesantissima” del gettone,
ben 16,11 euro (15,34 euro più il 5%) che verranno corrisposti anche
ai membri delle commissioni individuate precedentemente, cioè quella
edilizia, quella per la formazione dei giudici popolari e quella
elettorale comunale. La delibera ottiene l’unanimità dei sette
presenti, anche per quanto riguarda l’immediata eseguibilità.

Il terzo punto prevede lo scioglimento
della società a responsabilità limitata “Barchi energia e Futuro
S.r.l.”: si propone infatti di sciogliere anticipatamente e mettere
in liquidazione la società unipersonale partecipata al 100% dal
comune di Barchi. Il liquidatore incaricato degli adempimenti sarà
Stefano Tonucci e tale operazione, precisa il segretario Rocchetti,
permetterà di ottenere circa 120.000 euro “spicci”, o per meglio
dire “cash”, mentre il fotovoltaico, installato circa sei anni fa
e che nel solo mese di agosto ha prodotto 125.757 kW, continuerà a
funzionare ugualmente. Patregnani e coloro che lo affiancano possono
quindi ritenersi “fieri di lasciare in eredità al nuovo comune
questo patrimonio”, che dal sedicesimo anno di funzionamento,
quando cesseranno rate dei mutui e ammortamenti, “costituirà una
ricchezza per tutti”. I consiglieri sono favorevoli all’unanimità
sia alla delibera sia alla sua immediata eseguibilità.

L’ultimo punto all’ordine del giorno,
condiviso dalle assemblee di tutte e quattro le amministrazioni
facenti parte dell’Unione Roveresca, è quello riguardante la
“proposta di legge regionale per istituzione di un nuovo comune a
seguito di fusione dei comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e
San Giorgio di Pesaro”. Patregnani ricorda che al parere espresso
in merito l’8 agosto scorso deve seguire la proposta definitiva per
il nome, per rispettare i tempi tecnici dell’iter che culminerà nel
referendum del 13 novembre prossimo, la cui data è stata stabilita
indipendentemente da quella per lo svolgimento del referendum
istituzionale. Dal sondaggio effettuato presso la popolazione si è
imposta nettamente la denominazione “Terre Roveresche”, che verrà
proposta alla Regione come emendamento al nome “Colli Rovereschi”
indicato inizialmente. A detta di Rocchetti la scelta del nome “Terre
Roveresche” lascerà aperta la possibilità di una fusione per
incorporazione di altri comuni eventualmente interessati, senza che
ciò abbia conseguenze sulla nuova toponomastica e soprattutto sui
documenti dei cittadini dei comuni “già fusi”. Il segretario
ricorda inoltre che la sede istituzionale sarà “su Orciano”, ma
negli ex comuni verranno costituiti dei municipi: nelle prime
elezioni che verranno indette nei mesi di maggio o giugno prossimi
verrà infatti prevista una scheda per individuare un prosindaco e
uno o due proconsultori che avranno la stessa funzione dei
consiglieri, dovendo tener conto delle esigenze dei singoli ex
municipi e riportandone le istanze nel nuovo comune. Personale, beni
demaniali e patrimoniali verranno trasferiti alla nuova
amministrazione unica, mentre i benefici dei singoli comuni verranno
mantenuti nei municipi: l’attuale avanzo, costituito da circa 200.000
euro non spendibili a causa del vincolo del pareggio di bilancio,
verrà sbloccato nel momento in cui nascerà il nuovo comune e potrà
essere utilizzato sulla municipalità di Barchi. Parimenti anche il
reddito proveniente dall’impianto fotovoltaico già citato dovrà
essere destinato, nel bilancio del nuovo comune, al municipio di
provenienza. Il segretario ricorda che per tre anni il comune non
sarà soggetto al pareggio di bilancio e per dieci anni otterrà il
40% in più di trasferimenti statali rispetto alle somme del 2010,
pari a 390.000 euro, senza tener conto che si dovrà redigere un solo
bilancio anziché cinque. Tra gli altri vantaggi il sindaco
sottolinea che per dieci anni dalla data di costituzione il
neo-comune avrà la priorità nei programmi e nei provvedimenti
regionali di settore che prevedono contributi a favore degli enti
locali. Il segretario precisa che entro la fine dell’anno i quattro
comuni interessati potranno approvare uno statuto per “mettere i
paletti” nei confronti di quelle che saranno le future
amministrazioni; si sta inoltre preparando una serie di regolamenti
che verranno approvati dal commissario prefettizio a partire dal 1
gennaio 2017. A differenza di quanto avviene a seguito dello
scioglimento di un comune, il commissario sarà coadiuvato dal
comitato costituito dagli ex primi cittadini, che avranno compito
consultivo e propositivo. Patregnani evidenzia che gli attuali
sindaci decadranno a partire dal 31 dicembre 2016 (“addio 15 euro!”
esclama ridacchiando qualcuno) e che entro tale data essi dovranno
adottare i provvedimenti utili a consentire il pieno funzionamento
del nuovo comune dalla data di istituzione in modo da garantire la
tutela degli interessi dei cittadini e la continuità nell’accesso
alle prestazioni e ai servizi. Per il primo cittadino il passaggio
alla nuova realtà amministrativa dovrebbe essere “il più
possibile indolore” per i cittadini e non rappresentare un “salto
nel vuoto” anche perché, come ricorda Rocchetti, già l’80% dei
servizi viene svolto dall’Unione. Si passa quindi alla votazione
della delibera, che incassa l’unanimità dei presenti, così come la
sua immediata eseguibilità. La seduta viene tolta alle ore 19.48.

Orciano di Pesaro, 7 settembre 2016,
ore 19.00

Manca un minuto all’ora prevista per la
convocazione quando entrano in sala il sindaco Bacchiocchi, il
capogruppo di minoranza Gasparini e il sostituto del consigliere di
minoranza dimissionario, che si accomoda temporaneamente nella parte
riservata al pubblico, dove siede già il sostituto di maggioranza.
De Grandis e il segretario sono già presenti, mentre nei minuti
successivi arrivano altri consiglieri e uno spettatore, forse l’unico
assiduo nel partecipare alle assemblee del proprio paese; dove siano
gli altri orcianesi non si sa, forse sono tutti rintanati dietro lo
schermo di un computer a esercitare il proprio dovere civico postando
su Facebook o polemizzando on line. Alle 19.11 rispondono all’appello
del segretario solamente in sei, mentre risultano assenti Poggiali,
Radi e Pierotti (Mirco). Gli scrutatori designati dal primo cittadino
per questa seduta sono Mazza, Calcatelli e Gasparini.

Il primo dei cinque punti all’ordine
del giorno prevede l’adempimento relativo alla surroga dei
consiglieri dimissionari. Sono infatti due i consiglieri che nei
giorni precedenti hanno rassegnato le proprie dimissioni, cioè
Ortensia Sbrozzi per la maggioranza e Rodolfo Pierotti per la
minoranza. Il sindaco provvede a leggere ai presenti la lettera di
dimissioni di Sbrozzi, che ha deciso di terminare la propria
avventura consiliare “per permettere di fare esperienza
amministrativa alle persone rimaste escluse dalla lista vincitrice
delle elezioni del 5 giugno 2016”. Sbrozzi “dichiara fin da ora
la disponibilità a continuare in altre forme la propria esperienza
all’interno dell’amministrazione comunale”. La seconda lettera di
dimissioni è quella di Rodolfo Pierotti, datata 17 agosto; dopo aver
premesso di avere “già presentato in occasioni pubbliche” la sua
irritazione verso il sindaco per la sua “incomprensibile, e
comunque mai specificatamente motivata decisione di effettuare le
sedute consiliari in orario diverso dalla consueta occasione del
dopocena” che gli “impedisce di assistere alle medesime” e
considerato che la sua “partecipazione alle ultime elezioni
comunali era espressamente condizionata alla volontà di consentire
ad alcuni giovani di rappresentare il loro dissenso e disapprovazione
alla condotta della precedente amministrazione” guidata dallo
stesso Bacchiocchi, Pierotti dichiara di dimettersi “per consentire
la partecipazione agli stessi giovani candidati” e formula i propri
auguri “di rappresentare al meglio gli interessi dei nostri
concittadini”. Il sindaco, dopo aver constatato che entrambi i
dimissionari sono animati dalla nobile intenzione di aprire alla
partecipazione di coloro che li seguono in graduatoria, si sofferma
sul “rimprovero” di Pierotti che lo chiama direttamente in causa:
l’affermazione è “chiaramente molto pesante” e Bacchiocchi
ammette di doverne “far tesoro” e di “fare un esame di
coscienza” sulla condotta della precedente amministrazione. Il
primo cittadino ne approfitta per ringraziare Sbrozzi, che andrà a
ricoprire un altro incarico nell’ambito dell’amministrazione
comunale, e per esprimere il proprio apprezzamento a Pierotti per la
sua “generosa disponibilità sempre volta all’interesse del paese”
e per le sue “idee innovative e controcorrente” espresse nel
corso di una storia “più che ventennale”. Si passa quindi alla
surroga: al posto di Sbrozzi subentra Alessandro Scarlino, che la
seguiva in lista con 679 voti individuali, mentre Pierotti viene
sostituito da Simone Gilebbi, che aveva ottenuto 391 preferenze. I
sei consiglieri presenti sono favorevoli all’unanimità alla surroga
e alla sua immediata eseguibilità e quindi Scarlino e Gilebbi
vengono invitati a sedersi accanto ai colleghi ricevendo da essi gli
auguri di buon lavoro. Gilebbi ringrazia il predecessore per la
possibilità che gli ha dato e promette di svolgere il proprio
incarico di minoranza in maniera responsabile nell’interesse della
cittadinanza. Allo stesso modo Scarlino ringrazia Sbrozzi per questo
gesto che le è “costato tanto”.

Il secondo punto all’ordine del giorno
prevede la lettura e l’approvazione dei verbali delle sedute
precedenti, in questo caso quelle del 24 maggio e del 25 luglio
scorsi. Mentre si materializza in sala un secondo spettatore,
Bacchiocchi riepiloga ai presenti l’elenco delle delibere, esonerato
dal darne lettura integrale; si procede quindi ad una votazione
unica, dalla quale si astengono i neo acquisti Scarlino e Gilebbi,
mentre gli altri sei consiglieri votano a favore.

Il punto successivo riguarda le
comunicazioni del sindaco, che in primis ricorda le iniziative
realizzate per il processo di fusione, tra cui la seconda festa
dell’Unione che si celebrerà l’11 settembre a Piagge. Bacchiocchi
prosegue ringraziando tutti coloro che si sono mobilitati in
occasione del recente terremoto, in particolare la Protezione Civile
e la cittadinanza di Orciano che ha contribuito con cuore e
generosità tramite donazioni e offerte, non ultime quelle di alloggi
gratuiti per l’inverno. Una terza comunicazione riguarda i lavori
che sono “partiti questa settimana” di iniziativa del comune,
cioè l’asfaltatura di alcune traverse di viale Evangelisti che si
collegano ad un intervento analogo di Marche Multiservizi e Provincia
sul viale stesso a completamento dei lavori iniziati l’anno scorso
per il rifacimento della condotta idrica. La settimana successiva
partiranno invece lavori per la sistemazione dei due movimenti
franosi in via Salvalai e in via Merlini. Ulteriori interventi in due
stralci distinti riguarderanno la sistemazione del cornicione del
cimitero e delle infiltrazioni nella piazzetta Pomodoro. Per quanto
riguarda la frana di viale Kennedy, verrà rifatta un’assemblea con
la cittadinanza per verificare “a che punto siamo”. La
progettazione da parte della provincia ha subìto un allungamento dei
tempi, ma dovrebbe essere pronta entro la settimana per partire
subito con la gara d’appalto che “per guadagnare tempo sarà fatta
in tempi molto molto brevi e coinvolgendo le aziende locali”.

Terminate le comunicazioni del sindaco
si procede quindi con mozioni, interpellanze ed interrogazioni che
costituiscono il quarto punto all’ordine del giorno. La parola passa
quindi al capogruppo di minoranza Gasparini, il quale sottopone al
consiglio un ordine del giorno dell’Anci nazionale nato alla luce dei
fatti che hanno coinvolto le regioni del centro Italia: la richiesta
da parte dell’Anci del rifinanziamento del fondo di prevenzione per
il rischio sismico, una rinnovata richiesta alla regione Marche
affinché venga destinata una quota pari all’1% del bilancio in
favore della Protezione Civile, un maggior coinvolgimento della
popolazione, la programmazione di una esercitazione in breve tempo
nei posti di comando e controllo per l’attivazione delle procedure in
caso di sisma. Da ultimo si propone di devolvere il gettone di
presenza della seduta in corso a un fondo messo a disposizione
dall’Anci come segno di solidarietà e vicinanza alle popolazioni
colpite. Bacchiocchi si associa in toto alla proposta e dopo aver
dato lettura ai presenti della parte che impegna il consiglio
comunale, si passa alla votazione: i consiglieri sono favorevoli
all’unanimità. A proposito di rischio sismico e interventi per la
messa in sicurezza degli edifici, il sindaco ricorda che si dovrà
portare a termine entro il 31 dicembre 2016 la gara per la
ristrutturazione dell’istituto comprensivo.

L’ultimo punto previsto riguarda la
“proposta di legge regionale per l’istituzione del nuovo comune a
seguito della fusione dei comuni di Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge
e San Giorgio di Pesaro”. Il segretario ricorda che la proposta di
legge prevede la sede a Orciano e il nome “Colli Rovereschi”: di
questo però verrà richiesta la modifica in “Terre Roveresche”,
scelta che permetterà inoltre di non confondersi con la fusione
limitrofa dei “Colli Metaurensi”. Rocchetti prosegue elencando ai
presenti le conseguenze della fusione: il non assoggettamento all’ex
patto di stabilità che permetterà di spendere gli avanzi dei
quattro comuni per un totale di circa 1.200.000 euro, la possibilità
di poter assumere personale “per teste” sfruttando quindi la
stessa normativa delle unioni, una maggiore entrata per il 40% (circa
390.000) da trasferimenti statali, maggiori risparmi e vantaggi non
indifferenti a livello burocratico. La sede sarà a Orciano e presso
gli ex comuni saranno presenti il prosindaco e proconsultori che non
percepiranno indennità. Bacchiocchi riprende la parola per esprimere
le motivazioni politiche che hanno portato a questa scelta: quella
della fusione è una “sfida molto importante che potrà cambiare in
modo sostanziale la vita dei nostri quattro comuni; occorre favorire
ulteriormente la crescita degli individui, quella mentalità nuova
che abbiamo ” e “va ancora cementato questo sentimento della
popolazione di essere parte di un territorio più vasto e delle
potenzialità che oggi sono divise in quattro comuni”. Gli
amministratori di oggi sono chiamati, come i cittadini, ad una scelta
difficile, mentre quelli di domani “dovranno avere uno sguardo
politico molto più vasto e pilotare lo sviluppo del nuovo comune
tenendo conto delle peculiarità, delle criticità e dei punti di
forza di quattro comuni”. Il nuovo amministratore “dovrà saper
fare politica di crescita e di sviluppo senza creare zone di
emarginazione e abbandonare definitivamente, se ancora ce ne fosse un
po’, lo spirito campanilista”. Per Bacchiocchi “forse non ce ne
rendiamo conto, ma la vera novità non è tanto quella degli aspetti
tecnici e organizzativi: la vera sfida è mettere in sinergia tutte
le potenzialità che ci sono nei quattro comuni messi insieme”.
Gasparini condivide pienamente quanto espresso dal sindaco e
sottolinea che questa è una “opportunità che ci deve portare a
una nuova identità”; per il capogruppo di minoranza c’è bisogno
di “pensare a questo nuovo comune come a una realtà che debba
rivedere le politiche di sviluppo ed economiche”. È necessario
“creare una nuova generazione che abbia la capacità e l’ardire di
sognare un territorio nuovo, che si ponga degli obiettivi anche alti
e che sappia guardare avanti senza dover per forza riprendere le
metodologie del passato che non rinneghiamo ma delle quali
riconosciamo i limiti”. Gasparini conclude auspicando che “questa
opportunità della fusione ci porti ad una nuova identità in cui i
giovani siano oggi protagonisti capaci di pensare allo sviluppo del
territorio in una modalità più ampia di quanto noi siamo riusciti a
fare fino ad oggi”. Non essendoci altri interventi, il primo
cittadino provvede a leggere nel dettaglio la proposta di votazione:
i presenti la approvano all’unanimità, e lo stesso avviene per
l’immediata eseguibilità. Dopo aver salutato e ringraziato l’Unione
e quelli che in questi tredici anni l’hanno fatta nascere e hanno
permesso di gestire questo passaggio in maniera quasi naturale, viene
rivolto un ringraziamento anche al segretario comunale per averne
avuto l’intuizione e la lungimiranza. La seduta viene tolta alle ore
20.01.

Mondavio, 7 settembre 2016, ore 21.15

Il quarto consiglio dell’era Zenobi si
apre con pochissimo ritardo, alle 21.17, quando il segretario Volpini
procede all’appello: i presenti tra i consiglieri sono dieci, mancano
infatti Galassi, Bonifazi e Mancinelli. Per quel che riguarda i
presenti tra i mondaviesi non va meglio del solito: a parte chi
scrive, in sala ci sono solo due ragazzi. Il giovane primo cittadino,
che stavolta usufruisce del microfono, con un sensibile miglioramento
della comprensione da parte dell’uditorio, procede prima a nominare
scrutatori Bigelli, Pasquini e Guiducci, poi a mettere ai voti il
primo dei quattro punti previsti, cioè l’approvazione dei verbali
della seduta precedente: il consiglio approva velocemente
all’unanimità.

Si passa quindi alle comunicazioni del
sindaco: dopo la pausa estiva, che comunque per gli amministratori è
stata abbastanza impegnativa a causa delle numerose manifestazioni,
l’attività consiliare ricomincia con questo “consiglio veloce”
che “non si può non aprire con un minuto di raccoglimento” per
le vittime del terremoto del 24 agosto scorso. Zenobi ne approfitta
per ricordare che sono stati fatti controlli per verificare la
situazione delle strutture scolastiche, che non hanno riportato
danni, a differenza della chiesa di San Francesco, del cimitero di
Sant’Andrea e dell’arco esterno della chiesa di Santa Maria che sono
stati interessati da piccoli danneggiamenti e che sono stati quindi
inseriti nella scheda tecnica della ricognizione da parte
dell’ufficio tecnico. Molti consiglieri hanno ricevuto sollecitazioni
ad intervenire in termini di solidarietà, ma sono “stati subito
stoppati” da Anci e Protezione Civile perché la generosità degli
italiani aveva già ampiamente superato le prime necessità.
Attualmente l’Anci e l’associazione dei Borghi più belli d’Italia,
di cui anche Amatrice fa parte, si stanno mobilitando per
sensibilizzare i comuni: Zenobi vorrebbe individuare un canale o un
progetto sul quale il nostro comune possa collaborare. Dopo il
doveroso minuto di silenzio, il primo cittadino riprende la parola
per ricordare il lavoro svolto nei mesi scorsi per permettere
l’apertura dell’asilo nido, di cui attualmente usufruiscono otto
bambini, ai quali si aggiungeranno altri tre inserimenti in corso
d’anno. Si tratta principalmente di bambini di Mondavio poiché, per
non “pestare i piedi” ad altre realtà esistenti, si è deciso di
pubblicizzare l’asilo nido solo nel territorio comunale, anche se c’è
stato interessamento da parte di non residenti. La struttura
diventerà pienamente operativa dalla settimana del 19 settembre,
giorno in cui verrà attivata anche la mensa. L’inaugurazione della
struttura, finalizzata a far conoscere il progetto educativo del nido
a cittadini e potenziali utenti di questo “piccolo gioiello”,
avverrà presumibilmente un sabato della prima metà di ottobre. Il
sindaco conclude quindi ricordando l’iniziativa svoltasi a Mondolfo
la sera precedente per la pubblicizzazione del bando per borse lavoro
per disoccupati “over 30” che scade a fine mese, e quella che si
terrà il giorno successivo sulla sensibilizzazione al compostaggio
domestico, organizzata in particolare dal consigliere Bigelli.

Il terzo punto all’ordine del giorno
recita “regolarizzazione alcuni tratti di strada di via Contrada La
Costa mediante sdemanializzazione, cessione, permute e accorpamento
al demanio strade interessanti le proprietà Desanti Fioralba e
Desanti Piero”. Zenobi passa la parola alla vice-sindaco Morico,
che con l’ausilio di una cartina provvede ad esporre ai presenti la
“sistemazione” di un tratto di strada comunale che si trova a San
Filippo al confine con Orciano. Il tratto di strada interessato, che
corrisponde a circa un terzo del tracciato originario, non è più in
uso da tempo, tant’è che il comune di Orciano ha già provveduto dal
lontano 1985 a sdemanializzare i restanti due terzi che ricadevano
nel proprio territorio cedendoli al proprietario confinante, cioè
Fioralba Desanti. Rivedendo le mappe “si sono accorti” di questo
piccolo tratto di strada, il cui tracciato è stato già da tempo
spostato in altra posizione e costituisce la strada comunale aperta
al pubblico che però passa su territorio privato e va quindi
regolarizzata. La richiesta da parte dei due Desanti è quindi quella
di cedere la parte di area del nuovo tracciato di loro proprietà e
di acquisire la parte del vecchio tracciato che attraversa il terreno
privato. La parte ceduta dai Desanti è di circa 700 metri, mentre
quella che andrà sdemanializzata e trasferita dal comune è di 550
metri; inoltre spese per frazionamento e trasferimenti saranno a
carico dei due soggetti privati. Il consigliere Martino vuole
sincerarsi che non sia un acquisto o un esproprio da parte del
comune, Zenobi risponde che in campagna molto spesso si trovano
situazioni di questo tipo: ci sono frequentemente discordanze
rispetto a quanto risulta dalle carte del catasto che si evidenziano
nelle fasi di successione o di compravendita e vengono quindi
regolarizzate. Martino chiede lumi sui tempi di realizzazione della
pratica, il sindaco risponde che è partita a gennaio, ma i tempi
sono stati lunghi perché non era possibile portarla in consiglio
negli ultimi mesi prima delle elezioni dato che si poteva deliberare
solo su quanto previsto dalla legge, mentre le assemblee della nuova
amministrazione sono state dedicate a insediamento e primi
adempimenti. Il consigliere Pasquini chiede cosa sia una
sdemanializzazione e visto che tra i colleghi siede addirittura un
notaio, è Morico che glielo spiega. Martino raccomanda velocità
alla pratica, che sia “uguale per tutti” e che “non risponda ad
amicizia o importanza di chi la chiede”. La vice-sindaco ribadisce
la necessità di regolarizzare la situazione, le cui spese saranno
tutte a carico dei privati che la richiedono. Il voto dei consiglieri
presenti è unanimemente favorevole.

Il quarto e ultimo punto prevede la
discussione della “approvazione convenzione, ai sensi dell’art. 30
del D.Lgs. n. 267/00 e dell’art. 10 del D.P.R. n. 465/1997, tra i
comuni di Fermignano e Mondavio per la gestione associata del
servizio di segreteria comunale”: Volpini deve quindi abbandonare
l’aula e la sua funzione di segretario verbalizzante viene assunta
“dal consigliere più anziano in termini di espressione di consenso
elettorale”, cioè Albani. Zenobi ricorda che il 5 agosto è
scaduta la convenzione per il servizio di segreteria comunale con il
comune di Fossombrone, che prevedeva la presenza di Volpini a
Mondavio per nove ore settimanali. A seguito della tornata elettorale
del giugno scorso, a Fossombrone c’è stato un cambio di
amministrazione e di conseguenza si è originata la possibilità di
cambiare segretario. Il sindaco precisa di aver voluto confermare
Volpini, che era segretario comunale anche quando iniziò la sua
esperienza amministrativa e di cui ha molta stima per le capacità
professionali e relazionali con la struttura comunale. Da parte sua
Volpini, “molto gettonato”, ha scelto di insediarsi nel comune
capofila di Fermignano, con il quale verrà stipulata questa
convenzione la cui durata non potrà eccedere, come da legge, il
mandato dei sindaci. In base a tale convenzione il segretario sarà
presente a Fermignano per 24 ore e a Mondavio per 12. A detta di
Zenobi le tre ore in più “non cambieranno il mondo” però
permetteranno di avere il segretario per due giornate intere (lunedì
e mercoledì) più le presenze ai consigli e alle giunte. La delibera
viene approvata all’unanimità, così come la sua immediata
eseguibilità.

Il segretario può quindi rientrare e
Morico approfitta per ricordare ai consiglieri che è già stato
definito il menù per le scuole materne ed elementari oltre
all’acquisto di alcuni prodotti, per cui prima che inizi la mensa
scolastica nel mese di ottobre, ci sarà un incontro al quale saranno
presenti anche la nutrizionista responsabile dell’Asl e la preside:
l’iniziativa si svolgerà il 27 settembre, probabilmente all’ex
Cinelux.

La seduta viene tolta alle ore 21.51.