lunedì 26 Febbraio 2024
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Green Economy

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E’ stato siglato un
accordo di ricerca scientifica tra Italia e Nazioni Unite per una
riconversione ecologica della produzione, necessaria per diminuire
l’inquinamento dell’aria che solo in Europa causa mille morti al
giorno e per evitare il rischio di una catastrofe climatica prodotta
dai gas serra.

Tra le varie opzioni che
saranno prese in considerazione dallo studio (finanziato dall’Italia
con 700mila euro) c’è la definizione di un “carbon price”
a livello globale: una tassa sul carbonio permetterebbe di inserire
nei conti economici un elemento che oggi sfugge, cioè il costo
dell’inquinamento serra che viene pagato dalla collettività,
mentre i benefici restano privati.

Corrado Clini, direttore
generale del Ministero dell’Ambiente, spiega così il progetto: “La
linea europea del freno al cambiamento climatico basato sull’emission
trading, cioè sul commercio delle emissioni serra, ha trovato molte
resistenze perché regole diverse in varie zone del pianeta alterano
la concorrenza e la corsa verso l’efficienza paga sul medio periodo
ma costa nell’immediato. L’idea alternativa è quella di trovare
un meccanismo che valga per tutti e metta tutti d’accordo. Fino a
ieri sembrava impossibile. Oggi il quadro sta lentamente cominciando
a cambiare e per il carbone si potrebbe profilare una situazione
simile a quella del nucleare e dell’olio combustibile per usi
elettrici: l’inizio di una stagione di declino. L’uso dello shale
gas ha abbassato l’impatto serra dei consumi energetici negli Stati
Uniti perché è andato a sostituire il carbone: la strada verso
l’efficienza è ancora molto lunga ma le resistenze al cambiamento
sono diminuite. E la Cina, che sta pagando un prezzo altissimo
all’inquinamento, comincia a guardare con maggior favore a
strumenti globali per frenare le emissioni inquinanti
“.

Secondo Legambiente sono
12 miliardi di euro l’anno, solo in Italia, i finanziamenti ai
combustibili fossili. I soldi per sostenere una carbon tax verrebbero
proprio da qui.

Riconvertendo questi fondi
verso l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e il riciclo,
si potrebbe rilanciare la green economy a costo zero.

2 pensieri riguardo “Green Economy

  • Marco Secchiaroli

    Che bello!!! stiamo facendo passi da gigante, tagliamo finanziamenti al fotovoltaico per abbassare il costo della bolletta sulla voce A3, dall’altra parte finanziamo l’estrazione di gas con lo shale gas inquinando suolo e falde acquifere, seguendo l’ennesima bufola made in USA, che forse può aver causato il sisma in Emilia o averlo favorito, tutto questo alla guida di gente che sa poco o niente di questi argomenti. E’ questa è green economy? allora quello che ho studiato è tutta una grande balla!!! :-))))) Non c’ho capito proprio niente!!!!! Ricordo che il metano è una gas effetto serra 30 volte superiore alla CO2, sempre che non mi hanno insegnato ulteriori balle!!!! oddio che capra che sono!!!!!!:-))))))

  • Marco Secchiaroli

    Dimenticavo, poi se qualcuno mi sa spiegare perché nel 2014 hanno ridotto di 1/3 il prezzo dell’energia prodotta dal fotovoltaico e solo del 20% circa per la produzione di gas sarei molto contento, per me il discorso è sempre quello, il monopolio della produzione di energia elettrica e termica deve essere di Eni e nessuno si deve permettere di staccarsi dalla rete. Provate ad installare un accumulatore di energia nella vostra casa, rischiate meno se gestite un giro di prostitute!!!!

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